Tutto ciò che posso dirti con certezza è che io, per esempio, non ho un io, e che non voglio o non posso assoggettarmi alla buffonata di un io. Mi pare una battuta nel caso del mio io. Quella che ho al posto dell'io è una varietà di interpretazioni in cui posso produrmi, e non solo di me stesso: un'intera troupe di attori che ho interiorizzato, una compagnia stabile alla quale posso rivolgermi quando ho bisogno di un io, uno stock in continua evoluzione di copioni e di parti che formano il mio repertorio. Ma sicuramente non possiedo un io indipendente dai miei ingannevoli tentativi artistici di averne uno. E non lo vorrei. Sono un teatro e nient'altro che un teatro.
Philip Roth, “La controvita”.








