Dopotutto, non avevo più molta voglia di scrivere. Immagino esista una stanchezza della noia, conseguenza non di aver fatto cose, ma della consapevolezza che è inutile farle. Come pagare il biglietto per un brutto film e poi non entrare in sala, una specie di elemosina all’irrilevanza della vita. Più che altro ascolto audiolibri con gli occhi chiusi e il ventilatore sparato al massimo addosso. Ho sognato s. e nel sogno gestiva l’estrazione del petrolio in qualche paese arabo e in una videochiamata le dicevo del capitalismo, e della condizione del borghese come vuoto spirituale e i miei soliti discorsi... ma comunque non ci capiremmo più nemmeno se parlassimo ancora. E’ capitato il fenomeno tipico della linguistica storica, che ha un certo punto grammatica sintassi e semantica si sdoppiano, biforcute come la lingua di un serpente, e da una parte all’altra si smette di capirsi.
La bellezza e la consolazione, come l’amore di una fanciulla morta. Quel discorso di Chiedi alla polvere: il mare, esiste davvero? Se il mare esistesse tutto sarebbe risolto. Lei, che fra tutti è l’unica ad aver capito almeno qualcosa, mi attribuiva la colpa dell’astrattezza. Questo è il punto, vivere il meno possibile per non scoprire la verità sul mare, come i pesci nell’acquario.

















