" Le sembro strano con questa sedia in testa dice? Sì forse è vero, ma non pensa alle tante stranezze della nostra vita? Non era altrettanto strano credere di non essere soli? O illudersi di non poter essere dimenticati? Non trova strano che finiamo per rifare sempre gli stessi errori per tutta una vita? Comunque sa a cosa penso io la maggior parte del tempo da quando sono arrivato qui? All'assenza. Ho sempre avuto paura dell'assenza. C'erano sere in cui il vuoto era così pesante che dovevo sdraiarmi e cercare di fare respiri lunghi mentre aspettavo che passasse la notte che non passava mai. Che stupidi che siamo eh? Oh, mi scusi, magari lei non lo era affatto, mi scusi.. ma sa, l'abitudine a star soli coi propri pensieri… Bè ecco, quello che allora non capivo è che quella paura era invece un'intuizione. Pensi, io avrei fatto di tutto per evitare quella sensazione, e non mi rendevo conto invece, che quella paura altro non era che una specie di preparazione, di allenamento al vero vuoto. A questo nulla. E vuole sapere di questa sedia quindi? Vuole sapere come mai la porto con me? Oh, be’, non è niente di che, è che ogni tanto mi ci siedo per guardare il nulla, come se fosse uno schermo. Mi siedo e guardo questo vuoto. Intensamente. Poi dopo un po’ mi volto come se ci fosse uno schermo anche a destra e poi anche uno a sinistra. Lo so, lei si chiederà, e perché? Visto che qui è tutto uguale. A cosa le serve anche voltarsi? Che cosa cambia? Ha ragione, non c'è nulla di diverso da nessuna parte, purtroppo, destra, sinistra, avanti. Ha perfettamente ragione, amico mio, ma illudersi è oramai un'abitudine di cui non posso fare a meno. Continuare a sperare di vedere apparire qualcosa. Un po’ come cercare di fregare il destino. Ma finora non mi è riuscito di farlo. E allora ogni tanto la metto giù, con lo schienale verso l'alto, mi ci siedo a cavalcioni come facevo da bambino e immagino che sia una moto. E' una piccola scemenza, lo so, una infantile concessione alla nostalgia, ma mi creda, a volte è veramente d’aiuto. … … Deve andare dice? Certo, capisco, mi permetta solo di chiederle ancora una cosa, prima che se ne vada… Si sente ancora il profumo del caffè al mattino? A me manca moltissimo. Mi mancano tutti i primi baci di ogni volta e il sapore del caffè. Era il segno che, qualunque cosa fosse successa, si sarebbe potuto ricominciare".
Valter Buccino (Immagine di Sarolta Ban)



















