“ Giunsero in vista dell'isola Española dal versante Nord, e gettarono l'ancora a Montecristi, dove caddero nelle mani di tre navi francesi, di luterani pirati. I portoghesi vennero fatti prigionieri, e con essi Lorenzo, e i luterani li maltrattarono molto, chiamandoli papisti e levando in alto pezzi di cazave [focaccia di manioca, NdT], burlandosi del sacrosanto mistero dell'Ostia; e avendo trovato un rosario addosso a Lorenzo, gli diedero molti calci e botte, e alla fine decisero di ucciderli tutti. Giunse in quel mentre un'altra grande nave di corsari francesi, che venivano dal Brasile, su cui viaggiava un illustre capitano cui tutti obbedivano, e che ordinò di portare sulla sua nave i portoghesi prigionieri; ed essendo cattolico e molto umano, li trattò bene e li rimandò a terra liberi, cosa che i luterani fecero loro malgrado. Le navi distavano da terra una lega, e quegli eretici li buttarono a mare lungo il tragitto, rabbiosi di vedersi sottrarre la preda. Come Dio volle si salvarono a nuoto, e insieme a loro Lorenzo, anche se con più fatica, perché lo avevano buttato in acqua a capofitto ed era andato molto a fondo, e i vestiti lo impacciavano. Uno dei portoghesi morì, giunto a terra, e Lorenzo lo seppellì in un romitorio. “
José de Acosta, Le peregrinazioni di Bartolomé Lorenzo, traduzione e cura di Fausta Antonucci, Sellerio Editore Palermo (collana Il divano, n° 62), 1993¹; pp. 30-31.
[Titolo originale: Peregrinación de Bartolomé Lorenzo, XVI sec. exeunte ]













