« ti lasci abbattere da un ammasso di rocce vecchie, MacFusty? Ti credevo più forte di così » quasi provocatoria nel tono, sfoggiando un sogghigno irrisorio -scherzoso?- nel voltarsi, ancora, verso la Serpe.
«Giuro che tiro una testata al primo che mi dice che gli sono mancata.» aspetta, respira. E poi torna a guardare la coetanea mentre s’accosta al negozio, forte di una frase che, quando pronunciata, ha il potere di gettarle addosso una coperta di brividi e d’adrenalina. Lo sguardo s’accende, si inietta sul riflesso di Faith nella vetrina. «Ci sto lavorando.» Alza il mento, si lascia colpire nell’orgoglio – al punto da costringersi a muovere un passo in avanti e sfilare la bacchetta dal mantello. Un gesto veloce, che scivola a raccattare il catalizzatore fra le pieghe della veste, per impugnarla poi dritta contro la faccia della Grifondoro.
« allora non vedo cosa possa fermarti » tranne che il buon senso, che però, pare mancare ad entrambe. « Hai ragione » una tortura lo è senza alcun dubbio « ma nessuno dice che non possa essere tu, quella a torturare gli altri » snocciolato con tutta la nonchalance concessa, insieme ad un'altrettanta sfacciata alzata di spalle « se sei costretta ad andare all'inferno, tanto vale crearne uno peggiore per gli altri » che di peccati da espiare ne hanno commessi, o, a rigor di logica, prima o poi ne compiranno. Quel noi, poi, sembra quasi smuoverla, tanto da disegnarle in viso un sorriso, stavolta più visibile del primo ma sicuramente altrettanto incerto « e tu sii il loro incubo » come lei da anni lo è degli attuali terzini « falli pentire »
È un assenso sottile, la promessa di farsi incubo e l’ammissione di colpa: le parole di Faith sono l’incentivo che ha sempre aspettato. Lo suggerisce il modo in cui schiude le labbra e sorride ancora, ma lo fa rimestando con la punta della lingua un angolo della bocca. Stuzzica lì come se stesse pensando di prendere parola, quando alla domanda finale risponde, premendo avanti il petto per farsi infilzare la maglietta con la punta della sua bacchetta. « Non lasciare che t’annientino. »
« né ora, né mai. »