Jacopo Molinari
Lui è Jacopo, figlio dello scultore Mario Molinari. Dopo la morte del padre, Jacopo insieme alla madre Pia si è occupato assiduamente di casa Molinari in San Salvario a Torino, dandole la connotazione museale che ha adesso per tutti gli appassionati e i curiosi. Ma per me è stato soprattutto un ospitale padrone di casa, una persona piacevolissima con cui conversare e colui che mi ha aperto le porte sull’arte di Molinari, raccontandomi la casa e le sue opere con grande competenza, rispetto e affetto per il lavoro di suo padre.
Forse l’avrò annoiato a morte con il mio mare di domande, ma se così è stato, Jacopo è stato tanto gentile da non farmelo notare. Come ci si può d’altronde trattenere quando ci si trova in un posto tanto incredibile quanto casa Molinari? Se non sei curioso lì, penso che tu non possa esserlo in nessun posto al mondo.
Jacopo di sé dice di non essere un artista, sebbene il padre gli abbia insegnato la tecnica fin da bambino. Al contrario invece, si dedica amorevolmente al restauro, alla conservazione e alla promozione delle opere di Mario Molinari, sia di quelle presenti in casa che non. I suoi occhi si illuminano quando mi racconta gli aneddoti dietro la realizzazione di una scultura, oppure del fatto che gli altri inquilini del palazzo si lamentavano del rumore che il padre faceva quando lavorava fino a notte fonda con gli attrezzi, quando ricorda che la porta di casa rimaneva sempre aperta per gli amici e gli artisti che gli facevano visita, quando in generale ricorda suo padre e la sua vita in quella casa, che per lui è stata nido materiale sin dall’infanzia e lo rimane tutt’oggi.












