RECENSIONE / Funk Off - Things Change
Via Veneto Jazz - Jando Music / 2015
New Orleans? No. Italia. La prima marching band italiana torna con un nuovo disco e con il suo divertente e trascinante connubio tra funk e jazz dal sapore tutto internazionale. I quindici elementi capitanati da Dario Cecchini dopo Power To The Music ci regalano un nuovo lavoro all'insegna dell'energia e dell'allegria che li ha contraddistinti fin dal primo album.
Il tempo passa. Le cose cambiano. Ma il talento e l'amore viscerale di questo gruppo per la musica rimangono. Da Bill & The Sweet Fairy, brioso featuring con il grande Fred Wesley, quel trombonista di quel James Brown (più funk di così...), a Dance With Me in cui esplode eccezionalmente la vena soul della voce della cantante Avery Sunshine e in cui emerge in particolar modo tutta l'anima black dei Funk Off, passando per l'R&B di Deja Vu, pezzo eseguito in collaborazione con il cantante e chitarrista Raul Midón, per i toni seducenti e più distesi di Talking Pictures, per il flauto furioso di Yin & Yang e per lo swing di A Breath Of Fresh Air: questo Things Change viaggia nel mondo della black music e la band coinvolge come sempre con il suo funk euforico e al tempo stesso introspettivo. Acceso anche nei momenti più rilassati, il disco è un autentico concentrato di buonumore che vuole dare a chi ascolta un assaggio dell'effetto dei live dell'esercito del Cecchini, la stessa semplicità, la stessa forza, la stessa vivacità.
Ospiti d'eccezione per questo nuovo lavoro della street band toscana, potenti sonorità afroamericane e ritmi incalzanti. Le radici della musica rivisitate in una chiave fresca, contemporanea, frenetica e tremendamente appassionante.
Le marching band di New Orleans hanno il loro perfetto corrispettivo italiano. Un gruppo che continua a sorprendere, un entusiasmo nel fare musica che pochi impiegano. La quintessenza del funk. La musica nel suo stato più puro.
80/100
di Francesca Marini
Funk Off











