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#jeanmonnet
Se Jean Monnet ci vedesse...
Se Jean Monnet ci vedesse…
Guardo l’orizzonte, cazzo si, guardo l’orizzonte. Perché noi altri guardiamo l’orizzonte come metafora rappresentativa del futuro?
E’ l’indomani di un fatto storico, il sole splende, e guardo al mio paese con un altro sguardo.
Non è certo qui il luogo per analizzare, criticare, o parteggiare per una parte politica ma mi sento, ( è più forte di me) di esprimere qualcosa che vuole, nel suo intento, andare oltre ad ogni analisi prettamente politica.
Non ne ho i mezzi. Sono una persona modesta che ama quello che fa e soprattutto è mossa da sentimento, come poi la maggior parte di voi, e vi assicuro che la scorsa serata, nel bel mezzo di una fredda serata mendozina (Mendoza, città del nord-ovest del Paese) ho sentito la storia che ha percorso la mia colonna vertebrale.
Aldilà del valore nel risultato politico nel nostro Stivale, aldilà della propria soddisfazione nel vedere il proprio “cavallo” sostenuto da tempi immemori, aldilà di qualsiasi altra cosa, è stato il giorno della vittoria dell’europeismo nella vita di ogni italiano. Per uno come me che morirebbe affinchè ognuno dica la propria stronzata (scusate la cit.), il sale della democrazia direte ma c’è sempre un limite, è stato il regalo più bello. Perché? Il motore del socialismo europeo ha ricominciato a funzionare in prospettiva di crescita collettiva abbandonando a sé stesso quel sentimento populista, regionalista che ha solo creato problemi nella storia del cittadino europeo (Revisione Storica? ). E sapete chi comanda questa carovana? Beh proprio l’italia assieme alla Svezia, si la Svezia quel paese che è sempre lassù in ogni classifica.
Non vi emoziona? Non sentite una gioia irrefrenabile che vi fa abbracciare il tuo compagno di lavoro, magari francese? (Poveroni, loro stanno soffrendo parecchio. ) Beh io si, io sono veramente commosso. Riguardo a quella foto sulla carta d’identità che mi permette di girare libero sul mio continente, riguardo le foto delle compagnie sparse in giro per tutto il mondo, riguardo gli occhi del tedesco, scozzese, spagnolo, portoghese, francese, inglese, svedese, olandese che mi ha strappato un sorriso e mi ha lasciato qualcosa di suo e ripenso a quando nel 1957 un manipolo d’italiani regalava questo sogno alle generazioni che venivano. Un sogno che va curato, migliorato ma soprattutto protetto aprendoci anche a quel giovanotto un po’ più populista di noi ma che sono sicuro ami L’europa tanto quanto noi altri.
Un giorno questo stesso pensiero abbraccerà culture d’altri continenti e beh quel giorno magari ci sarà proprio un argentino che scriverà questo stesso
Insomma, se Jean Monnet ci vedesse….