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Le confessioni del profeta
30 luglio
libro del profeta Geremia 15,10 e 16-21
È una delle pagine che possiamo chiamare “le confessioni del profeta”. Dopo il primo versetto in cui il profeta si rivolge alla madre rimproverandola di averlo partorito come un uomo che ha l'indole del litigio ed ella contesa, il resto dei versetti sono un dialogo tra Geremia e il Signore.
Geremia ha accolto con avidità la parola del Signore che è stata per lui fonte di gioia e di letizia, ma poi si è ritrovato solitario e pieno di indignazione, come ferito da una piaga inguaribile; il Signore è diventato come un torrente dalla acque incostanti.
Alle amare parole del profeta il Signore risponde assicurandogli che non la abbandonerà, sarà per lui salvezza e liberazione. L'inviti rivolto a Geremia e duplice: impara a riconoscere ciò che è prezioso da ciò che è vile (sentiamo un'eco delle parabole del Vangelo di oggi), sarai come un muro di bronzo davanti al popolo, perché loro devono tornare ate, non tu a loro.
La prospettiva sembra farsi ancora più dura.
Le confessioni di Geremia, sia l'amarezza per la propria vita, sia la confessione che il Signore è salvezza e liberazione, sia il duplice invito rivoltogli da Dio, fanno eco alle parole di Gesù, agli annunci della sua Passione e resurrezione e all'invito rivolto anche a noi di seguirlo sulla via della croce.