È una vita che mi disegno così... Napoli Comicon... arrivo!
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È una vita che mi disegno così... Napoli Comicon... arrivo!
La mia medicina preferita saranno sempre i miei due mici, il Cippy e la Kalì…
Because that’s the normal thing to do after your human has made coffee.
@all-the-dead-humans look at Kalì, that idiot.
My new work : QUEEN OF SWORDS . It's a tarot for the 78 Tarot Mythical deck. I hope you like it The 5th Tarot Deck - 78 Tarot Mythical celebrating global mythology, highlighting creatures of lore along with Gods and Goddesses who once legendarily ruled the land. Twisting it with the lore and lush history and symbolism of tarot and creating a grand symphony of the imaginary!
KALÌ 🎬 #goldeneye #videoshoot #kalì #signofthecross #darkness 🖤 (presso GoldenEye studio)
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Natale al Portello : 50 visitatori in una settimana, rabbia dei commercianti "Nessuna organizzazione"
Milano 21 Dicembre - Il miraggio della Madonnina e di una città «emblema degli affari», l’insegna di Fiera Milano «garanzia della buona organizzazione», la scia dell’Artigiano in fiera appena finito con numeri record. E il periodo, quello natalizio, «ghiotto per chi vende prodotti da regalare sotto l’albero». Appare come una beffa quella di 280 espositori attirati con parole-sirena e arrivati da tutta Italia per restare confinati, soli, nel padiglione 1 tra via Teodorico e viale Scarampo con «Kalì, Salone del benessere e delle idee regalo». Visitatori? «Dal 12 dicembre, giorno di partenza, non più di 50». Ieri mattina neanche mezzo. E che tirasse cattiva aria si capiva subito, riferiscono. «Nulla era attrezzato quando siamo arrivati: ingresso non allestito, nessuna vela, nessun cartello, nessuna stuoia rossa a indicare che dentro accadeva l’evento - si sfoga Gigi Perinello dallo stand padovano di calzature “Ragioniamo coi piedi” -. In una settimana ho venduto dodici paia, all’Artigiano in fiera trecento». Molti altri, tra cui Salvatore Chiratti che da Lecce ha portato delizie gastronomiche, a sorpresa hanno pagato extra luce ed elettricità per non restare al buio. E i conti si fanno presto, visto che la colonna degli incassi è vuota: «Ho speso diecimila euro di stand, tremila e seicento di trasferta da Torino, quattromila di cibi deperiti - è furioso Martin Torres del ristorante brasiliano -. Alla fiera di Rho, nei giorni scorsi, ho pagato cinquantamila euro lo stand incassandone ventimila al giorno». Biagio Zingale dalla Sicilia, a fronte di quattromila euro di costi, si trova la cassa «a zero» e duemila euro di panettoni «ormai inutili».
Ciliegina sulla torta, ieri sono fioccate le multe perché gli organizzatori non hanno chiesto alcune necessarie autorizzazioni: «Mi manca la Scia (il documento che consente di vendere prodotti alimentari, ndr ), non l’hanno chiesta per me e io non lo sapevo. Ho preso quattromila euro di sanzione. Adiremo alle vie legali», è la voce comprensibilmente imbestialita di Davide Perrinella di Beer & Beer. Per giorni la protesta è caduta nel vuoto, poi dalla società appaltatrice, Artigianato e Eventi di Alexandra Calin, è arrivata la promessa di pubblicità aggressiva. Ma «la comunicazione è stata tardiva e quasi nulla», è il coro. Alla ventesima chiamata, e per interposta persona, l’organizzatrice risponde: «Sono stati spesi 47.500 euro per trecento spot su tv locali e 62 manifesti in metrò, da giovedì altri diecimila euro per la radio, duemila su Groupalia».
I commercianti, increduli, alternano fasi di sonno negli stand a momenti di combattiva difesa. In autonomia si attrezzano e imbastiscono un onorevole fai-da-te: tagliano tappeti di velluto e li stendono all’ingresso, distribuiscono volantini, organizzano le insegne dei singoli stand, cercano di attirare persone attraverso le loro pagine Facebook. Fanno tutto il possibile. E Fiera Milano, che ospita la manifestazione, tende la mano cercando di promuovere last minute l’evento, anche predisponendo il cartellone che campeggia da giovedì: il nome non è più Kalì ma «Fiera di Natale nel cuore di Milano». E la speranza, per dirla con Perinello, è che «il dramma degli espositori nel ghetto Kalì si trasformi in un altro inizio». Potrebbe durare il tempo di un weekend perché lunedì, vada come vada, si smonta tutto. L’appello ora è alla solidarietà dei milanesi: «Venite. Non lasciateci soli anche voi». (Corriere Milano)