Color Tex n.19 - Il killer fantasma Manfredi, Cossu, VIlla Ed. Bonelli, agosto 2021
Alla Bonelli evidentemente pensano che gli italiani siano diventati dei lettori accaniti di fumetti a giudicare dalla produzione XXL di questi mesi estivi, tra miniserie, colorati e extra. E la qualità di storie e disegni è sempre molto alta, gioia per gli occhi e per la fantasia!
In questo numero speciale fa bella mostra di sé la coppia Manfredi/Cossu. Il nome dello sceneggiatore mi fa immediatamente scendere la lacrimuccia nostalgica nel nome del mai abbastanza apprezzato Magico Vento: la costruzione delle sue narrazioni mi è sempre sembrata attenta, pulita, ben congegnata e dall'impaginazione molto classica. L'inizio della vicenda può sembrare un po' stiracchiato, pesantemente connotato dall'omertà palpabile di una cittadina blindata e da cowboy festosi che raggiungono livelli di ingenuità e cattiveria da diventare una sorta di denuncia sociale nei confronti di stolidi comportamenti di massa. Uno di essi in particolare fa una tripla figura barbina, prima da acido smemorato per terminare il racconto nel ruolo di salma.
La figura di Jack più che carismatica la definirei viscida, subdola: Manfredi riesce a creare un personaggio davvero disgustoso, povero di onore e di coraggio.
Poi, poco per volta, la tensione aumenta e la lunga attesa per il rodeo di Amarillo diventa davvero uno stillicidio in cui insieme agli inossidabili ci troviamo ad essere testimoni passivi del tempo che passa e della minaccia che incombe.
Le sottotrame degli allevatori di bestiame, insieme a quella dell'amore tra rivali cavallerizzi, sebbene solo abbozzate offrono spessore a personaggi assurgendoli al ruolo di veri e propri comprimari.
Il tratto un po' naif di Ugolino Cossu, che ricordo con affetto nelle storie anni '80 delle Ninfe su Comic Art, qui si sporca un po', per enfatizzare le espressioni del volto e rispondere meglio alle esigenze estetiche dei villaggi di frontiera e dei polveroni provocati da bisonti e cavalli. L'autore non perde lo splendido vizio di cesellare le sue tavole con fitti tratteggi, cura dei dettagli e caratterizzazione grafica dei personaggi resi estremamente riconoscibili anche da un acceso e intenso uso del colore: Celestini per dar fede al suo nome propone in particolare cieli straordinariamente azzurri e sfumati nelle poche vignette lasciate parzialmente bianche.
Infine, il lavoro del letterista, oscuro, ma indispensabile viene sempre taciuto e si nota nei rarissimi errori sfuggiti alle maglie dei numerosi controlli. Tuis ormai è una garanzia e gli si può perdonare la piccola imperfezione di pagina 127.
Un bell'albo. Naturalmente acquistare tutti i numeri degli ultimi mesi richiede un impegno economico sopra la media, vedremo se Bonelli vincerà la scommessa con l'amore per la lettura...












