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Rohan's nightmare
some more k university stuff, bday gifts for @/chunnyyii and another friend, and then i grabbed rey to play in a campaign! he’s a shitty shitty paparazzi journalist haunted by his sins (and also just haunted), and the rest of the team of digimen are far worse (except for kyle we love kyle)
yan belongs to @knightofbluh and tea belongs to @exile-wrath
STORIA INCREDIBILE DELL'UOMO CON TRE GAMBE: libro
STORIA INCREDIBILE DELL'UOMO CON TRE GAMBE: libro
Di recente pubblicazione (marzo 2024), è una storia vera perfettamente autentica (supportata da date e una approfondita ricerca di fonti), sebbene narrata in forma un po’ romanzata (in terza persona, attingendo a varie tecniche letterarie come il flash back, il diario, la lettera), che ha davvero dell’incredibile, per vari aspetti.
Non tanto e non solo per il fatto che un essere umano sia nato con tre gambe, quattro piedi e due organi genitali maschili, o per la sua vita rocambolesca e avventurosa, ma soprattutto perché spazza via le tante supposizioni figlie del "politicamente corretto” convinte che i “Freak” fossero persone sfruttate e maltrattate: niente di tutto questo, o solo in parte (o solo in alcuni casi).
I Freak
L’esibizione nei musei e spettacoli fu per queste persone un’occasione di riscatto, di realizzazione personale e di successo. Se fossero rimasti nei paesi dove erano nati sarebbero rimasti segregati a vita dentro casa dalle loro famiglie per vergogna o ricoverati in ospizi e manicomi; invece hanno avuto modo di viaggiare, conoscere il mondo, confrontarsi, allargare gli orizzonti e… di fare fortuna!
E Frank Lentini, nato nel 1889 in un paesino della Sicilia, ne fece così tanta in America da arrivare ad essere definito "il Re”, diventando una leggenda nel suo ambito. Infatti dopo una iniziale mera esposizione della sua malformazione, sviluppò la sua esibizione elaborando un numero teatrale vero e proprio, arrivando perfino a dirigere una propria compagnia!
Una storia appassionante lunga settantasette anni, calata nel suo contesto storico, geografico e socio-culturale: conosceremo impresari, artisti e altri “Freak”, circhi e teatri più o meno noti, tappe delle varie tournée e svariate curiosità!
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ORSI DANZANTI - UN LIBRO DI WITOLD SZABLOWSKI
ORSI DANZANTI - UN LIBRO DI WITOLD SZABLOWSKI Ecco un libro di recente pubblicazione che mi ha molto incuriosito. Pur non avendo direttamente a che fare col mondo del circo, tratta alcuni aspetti ad esso comuni: la parte che dà il titolo all’opera descrive una tradizione molto popolare in Bulgaria con animali ammaestrati e il progetto che circa vent’anni fa li ha accolti in un centro di recupero, con un’organizzazione decisamente più seria e rispettosa di quanto non facciano le associazioni animaliste italiane; nella seconda parte ci viene mostrata l’attuale situazione dei paesi dell’est europeo e dell’ex unione sovietica, terre d’origine di tanti artisti circensi e ora meta di alcune compagnie nostrane. Pubblicato nel 2014, ma tradotto in italiano nel 2022 dalla casa editrice Keller, è una interessante inchiesta condotta dal giornalista polacco Witold Szablowski documentando l’argomento secondo vari punti di vista.
LA PRIMA PARTE: Nella prima parte l’autore descrive la tradizione degli spettacoli di strada con orsi ammaestrati, specialità delle famiglie rom della Bulgaria, dove questa attrazione era molto popolare fino a poco tempo fa. Dalle interviste agli addestratori e ai loro familiari traspare l’innegabile e comprensibile affetto per i loro compagni di vita e di lavoro, membri della famiglia a tutti gli effetti, sebbene non sempre tenuti nel migliore dei modi anche se in buona fede (tenuti legati e a volte malnutriti). Si racconta la loro origine, come venivano addomesticati, dove e come venivano presentati: non svolgevano solo spettacoli a suon di musica (dando l’impressione di danzare), ma anche pantomime satiriche sui personaggi politici, inoltre praticavano massaggi particolarmente graditi e considerati terapeutici dalla gente. Si racconta poi il progetto di una associazione animalista austriaca di “salvarli” e accoglierli in un parco recintato per rieducarli alla selvaticità, per quanto possibile… Interessante scoprire che non venivano sequestrati (come fanno invece maldestramente le associazioni animaliste italiane tra l’altro per maltrattamenti solo presunti), ma venivano avviate lunghe trattative economiche coi loro proprietari ai quali venivano regolarmente acquistati. Vengono infine svelati i limiti di tale progetto che ha dato a questi orsi una libertà solo relativa, all’interno di ampi recinti ma senza la possibilità di reintegrarli completamente in natura, data la loro abitudine a interagire con l’uomo e la loro fiducia nei suoi confronti. Al termine della prima parte segue una bella galleria di fotografie in bianco e nero che ritraggono scene di vita quotidiana di alcuni degli addestratori intervistati insieme ai loro orsi. LA SECONDA PARTE: La seconda parte, articolata in capitoli tra loro indipendenti, facendo un parallelismo con la liberazione parziale degli orsi, descrive il variegato scenario dei paesi dell’ex unione sovietica e dell’est europeo, slavi e balcanici (oltre a Cuba) dopo la caduta dei regimi comunisti e l’avvento del capitalismo, con sviluppi a volte sorprendenti, tra paradossi e contraddizioni… Nel complesso una trattazione originale e mai scontata, con una narrazione scorrevole e di facile comprensione, ritmata da numerose interviste ai protagonisti dei vari capitoli. PER ACQUISTARLO: Se vi abbiamo incuriosito e siete interessati all'acquisto del libro oggetto della recensione CLICCANDO QUI troverete un'elenco di siti dove è acquistabile. Siete appassionati lettori? Consultate la nostra sezione PAGINE DI CIRCO ..... per sfogliare lo spettacolo più bello del mondo troverete un'ampia raccolta di libri a tema circo, con scheda e recensione. Francesco Farnè Scarica il biglietto sconto speciale amici di Circusfans Italia: ritaglia l’immagine qui sotto e consegnala alle casse del circo prescelto
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KING KONG: LA STORIA MAI SCRITTA il libro
KING KONG: LA STORIA MAI SCRITTA il libro La recensione di una nuova monografia su una attrazione esposta negli anni ’70-‘80 sui colossali King Kong realizzati per il cinema a firma del amico Francesco Farnè alias Kirkos. Quantomai attuale dato il numero di King Kong tornati a popolare le piste dei circhi nostrani .....
IL LIBRO: Pubblicato nel 2023 in tre distinte edizioni (italiana, inglese e spagnola) "King Kong: la storia mai scritta” è un interessante approfondimento e ricerca, svolta dall’autore Gianluca Sposito, sulle vicissitudini, avventure e disavventure dei giganteschi "manichini" ed effetti speciali realizzati per i primi due film di King Kong (quello del 1933 e quello del 1976), sul loro utilizzo durante le riprese e sulla loro "vita" successiva ad esse: come e dove sono state esposte. Il tutto è corredato da numerose foto e illustrazioni in bianco e nero (peccato siano di piccolo formato e in certi casi poco nitide, d'altra parte il libro è in formato tascabile). Sebbene abbastanza completa e ricca di notizie, purtroppo in certi punti la ricerca si interrompe, perdendo le tracce delle "spoglie" di questi giganti, in certi casi accennando ad alcune ipotesi e mostrandosi in ogni caso aperta ad eventuali sviluppi e aggiornamenti.
Cosa c’entra col circo? Pur non essendo citato nel libro, sappiamo che l’immagine di questo gigante è ritratta su alcuni manifesti circensi d’epoca (in particolare ricordiamo la pubblicità del circo italiano Medrano degli anni 70) e anche degli ultimi tempi: il grande scimmione è infatti tornato di moda nei programmi di diversi complessi itineranti sia in Italia che all’estero (sia spettacoli circensi, sia mostre e spettacoli con dinosauri animatronici), che stanno tornando a puntare su questa attrazione, ognuno con modalità e accorgimenti differenti.
Ma soprattutto, il libro documenta che in seguito al successo del film del 1976 prodotto da De Laurentiis, uno dei “pupazzoni" creati e realizzati dal maestro degli effetti speciali Carlo Rambaldi (che con questo film ottenne il suo primo Oscar, a cui ne seguirono altri due, per il film Alien e per E.T. l’extra-terrestre), dopo essere stato esposto nell’estate 1977 alla fiera di Rimini, nell’autunno dello stesso anno venne presentato come attrazione in un tendone a parte accanto al grande Circo Jumbo di Darix Togni (non è specificato in quale/i città, con che afflusso di pubblico e fino a quando). Successivamente trovò casa nel parco divertimenti Fiabilandia a Rimini, dove rimase all’incirca per tutti gli anni ’80: era sdraiato e recintato (ci si poteva camminare intorno) sotto un tendone rettangolare.
Per acquistare il libro: E' possibile acquistare il libro anche on line. CLICCANDO QUI troverete un elenco di siti dove poterlo acquistare comodamente da casa vostra Sarebbe bello riuscire a raccogliere altri ricordi (e magari documentazioni foto/video) per continuare la ricerca e ricomporre il puzzle degli spostamenti di questa esposizione, di cui si perdono le tracce intorno ai primi anni '90 del secolo scorso… Francesco Farnè
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PAGINE DI CIRCO: La ragazza dal montgomery verde
Spesso le storie più belle, appassionanti e apparentemente incredibili sono proprio quelle vere… Nel viaggio alla scoperta di libri che parlano di circo ho già presentato alcuni romanzi biografici (o autobiografici); ce ne sono tanti altri, a cui vorrei dedicare l’attenzione in questo e nei prossimi articoli. Oggi vorrei farvi conoscere un bel romanzo abbastanza difficile da trovare sebbene piuttosto recente, pubblicato nel 2013 da una casa editrice indipendente, al di fuori del circuito delle librerie: “La ragazza dal montgomery verde”, esordio letterario della giovanissima Beatrice Dal Pio Luogo. L’autrice descrive l'affascinante storia dei suoi nonni materni e di come si sono conosciuti: lui, Ahmed, acrobata circense (statuario e forzuto porteur di una troupe di saltatori marocchini specializzati nelle piramidi umane, la Ifni Sahara Troupe), lei, Giulia, spettatrice (nata da contadini, poi divenuta infermiera) con la passione per la danza… Ce li presenta a partire dalla loro infanzia, mostrando come il loro carattere, i loro sogni e aspirazioni si sono plasmati in relazione al contesto sociale e geografico in cui sono cresciuti (nella campagna lombarda lei, in Marocco lui, molto distanti sì, ma con un comune denominatore: la povertà e la difficoltà di cambiare il proprio destino), narrando poi come sono riusciti a reagire ribellandosi alle convenzioni e rendersi indipendenti, credendo in se stessi. Read the full article
PAGINE DI CIRCO: Altri romanzi dedicati alla magia
Dopo i romanzi dedicati a illusionisti reali, storicamente esistiti, ecco ora altri romanzi ispirati all'Arte Magica, ma questa volta con trame e personaggi di fantasia. Erin Morgenstern, "Il circo della notte" (ed. Rizzoli, Bur, 2017) Già citato nel primo articolo di questa rubrica (Pagine di circo del 10/04/2020), mi soffermo nuovamente su questo romanzo in quanto esso è permeato di magia dall'inizio alla fine… Devo dire che dal titolo ero un po' prevenuto: temevo infatti i soliti clichet sull'immaginario di un circo dark già trattato in molti gialli. Ci si trova invece pian piano assorbiti in una storia avvincente, ritmata da numerosi cambi di scena: una ambientazione onirica e fantasiosa, sorprendente. L'intreccio e la narrazione sono coinvolgenti e per nulla scontati. Si respira vera magia... Daniel Wallace, "Mr. Sebastian e l'ombra del diavolo" (Newton Compton editori, 2008; ripubblicato nel 2012 dalla stessa casa editrice col titolo "Il circo del diavolo") Dall'autore di Big Fish (da cui è tratto il film del grande regista Tim Burton), ecco un'altra storia di fantasia: quella di un grande mago e delle sue alterne vicende, vincolate a uno strano patto col suo antico, diabolico maestro... Dalla gloria dei grandi palcoscenici internazionali fino ad accontentarsi a divenire fenomeno da baraccone in un precario Freak Show itinerante nelle campagne americane sconvolte dalla depressione. "Non c'è trucco" (ed.Tunué, Read the full article
PAGINE DI CIRCO: la Memoria del '900
Questa settimana propongo una selezione particolare di romanzi, accomunati dall'aver affrontato una pagina specifica della storia del secolo scorso: la tragedia dell'Olocausto. Nonostante la drammaticità del tema, la trattazione è sempre di facile lettura e interessante, ovviamente differente caso per caso, per modalità, stili, punti di vista, narrazione, ambientazione...
Oltre al già citato "Il clown e la cavallerizza" di Ingeborg Prior (Pagine di Circo del 10/04/2020), ecco altri tre titoli. Athos Bigongiali "Il Clown" (ed. Giunti, 2006) Un attore comico ormai sul viale del tramonto viene coinvolto come consulente per un misterioso progetto cinematografico: il remake della pellicola del grande Jerry Lewis (incompleta, inedita e andata perduta), che raccontava la storia di un clown imprigionato in un campo di concentramento nazista, dove sfrutterà poi le sue doti per cercare di divertire e distrarre i bambini ebrei ivi presenti…
-- -- -- Come è noto le vittime del nazismo non sono stati solo gli ebrei. Allo sterminio del popolo Rom (Porrajmos) sono dedicati questi due libri: uno è l'autobiografia di un sopravvissuto, mentre l'altro è un romanzo di fantasia, che tratta l'argomento alla lontana insieme ad altri temi sociali. Raymond Gureme, con Isabelle Ligner "Il piccolo acrobata" (ed. Piemme, 2012) L'autore, un gitano francese, narra la storia della sua vita, dalla nascita nel circo di famiglia, alla prigionia nei campi tedeschi, alla libertà. Nel primo capitolo in particolare descrive la sua infanzia di circense: una interessante testimonianza storica sui repertori e spettacoli presentati negli anni Venti/Trenta del secolo scorso.
Milena Magnani "Il circo capovolto" (ed. Feltrinelli, 2008; ed. Kurumuny, 2019) Una storia di emarginazione sociale, pur con segnali di speranza, ambientata in un campo nomadi ai margini di una grande città italiana, popolato da rom e profughi di varie nazionalità, con storie diverse alle spalle. Originale il punto di vista della narrazione, condotta in prima persona dall'ultimo arrivato, un gitano ungherese, in fuga dopo essersi vendicato di chi tradì la sua famiglia ai tempi del nazismo. Porta con sé gli attrezzi che è riuscito a recuperare del glorioso circo di suo nonno, di cui narra la storia ai bambini dell'accampamento, che incuriositi e affascinati, avvicinandosi alle discipline circensi impareranno a credere in se stessi. Un particolare stilistico interessante: i dialoghi sono resi più vivaci grazie all'inserimento di numerose parole, frasi ed espressioni in lingue e dialetti differenti (dall'ungherese, al rumeno, all'albanese).
Degno di nota l'omaggio dell'autrice ad alcuni circensi italiani da lei coinvolti durante le sue ricerche: il libro è dedicato "a Roldano Biasini e Olimpia Della Veglia, a Romi e Angelo, per quel trapezio conservato come un sogno". Inoltre, nei ringraziamenti cita: "gli amici del Circo do Brasil e Gerardi Jasmin, per la sincera accoglienza; la famiglia Biasini, per la magia dei racconti e l'ospitalità indimenticabile"... Francesco Farnè Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui tuoi social utilizzando i bottoni che trovi qui sotto Read the full article