“D’Elia fruga nel passato di questa Puglia ancestrale, di voci e suoni legati alla natura, di canzoni e storie intrecciate alla campagna e alla pizzica.Siamo negli anni Sessanta. Il boom lambisce un villaggio del Sud periferico, ha l’aspetto di una trebbiatrice arrivata da Piacenza. Ci sono anche gli amori di ragazzi, i sogni di fanciulli, con il sottofondo di nevicate rarissime a queste latitudini. Ma vediamo soprattutto una campagna smagliante, solare, da affrontare a piedi scalzi. I vetri delle finestre sono aperti sulle notti stellate. I ricordi si trasfigurano, ma senza abbandonare mai davvero il reale. “Preludi all’amore” è un lavoro pressoché al debutto, che nel rodaggio potrà crescere, dando più spessore alla drammaturgia, più verità ai personaggi, più movimento alle sequenze sulla danza. La regia di Simonetta Dellomonaco può alimentare timbri e variazioni. I ritagli di quest’album non hanno tutti la stessa consistenza: alcuni sono vividi e scattanti, altri impolverati, altri ancora sbiaditi. Le rievocazioni di D’Elia sono pudiche, senza forzature né il bisogno di virate surreali. La musica sostiene il senso di mitologia della narrazione, con una delicatezza rilassante che fa socchiudere gli occhi.”












