E poi quelle canzoni che non puoi fare a meno di cantare a squarciagola in lacrime quando partono grazie alla stramaledetta riproduzione casuale, quelle canzoni che ti strappano qualcosa dentro ogni volta, canzoni legate a ricordi belli diventati brutti solo perché qualcosa, qualcuno, (tu), è venuto a mancare. E ci sono i suoi cocci ovunque: foto rimaste in schede SD mai più toccate che ritrovi mentre cercavi altre foto e allora rimani in silenzio a fissare te e lui abbracciati e ti chiedi cosa davvero sia cambiato quando la risposta è più che chiara (sei cambiata tu). E di queste cose riesco a parlare solo di notte, si, di notte, perché sto piangendo come una scema e non ne trovo il motivo, forse un po' mi manca il fatto di festeggiare insieme ogni cosa, quella sicurezza che avevo inglobato nella mia vita senza accorgermene, quella sicurezza che eri tu, tu e basta, tu, ecco, vedi, vedi? Vedi come va a finire? Finisce sempre che se scrivo, scrivo di te, oppure non scrivo affatto perché mi vergogno di scrivere di te. Ma possibile? Ora basta, ora scriverò tutto quello che mi passa per la testa, anche se dovessi sembrare stupida e ripetitiva. La verità, è che non mi sento più io. Mi manchi. Tu, si, mi manchi, tu, mi manchi. Voglio piangere tutta la notte, era da troppo che non ti dedicavo qualche lacrima nascosta, era così tanto che il mio cuscino se ne stava lì in santa pace. Voglio drogarmi di film romantici e Nutella fino a morire d'overdose di dolcezza. Quella che mi davi tu, si, tu. La stessa. Quella che mi davi tu. Che due palle, con questo "tu". Sei ovunque. E sto parlando a caso ancora, vero? Guarda come mi hai ridotto. Qui, a mezzanotte a fare un poema indefinito e senza un minimo senso. Se ripenso a dove eravamo un anno esatto fa, mi viene da urlare. Come diavolo è potuto succedere, perché non l'ho impedito? Perché non l'ho fermato subito, il nostro amore? Quante cose mi sarei risparmiata? Quanti pianti? Quanti sogni andati in fumo? Quanti tramonti? Oh, al diavolo anche il wi-fi che prende da schifo in camera mia. Spero proprio che questo post non si pubblichi. "Siamo spiacenti, controlla la tua rete wi-fi". "Sono spiacente, sono troppo impegnata a piangere, magari dopo". Che poi starò scrivendo puttanate su puttanate, ché già pigio i tasti a caso e per di più vedo tutto appannato e il cellulare mi è cascato in faccia già due volte. Fanculo, guarda cosa mi tocca fare. Tutta colpa tua. Vedi? Ecco. Se non ci fossimo mai incontrati. Sai che bello. Sai che bello. Si. Sai che... Mi saresti mancato lo stesso? ... Io ci rinuncio. Sono impossibile. Senza speranze. Mannaggia a me. E' mezzanotte e zero due e sono a 460 e passa parole. Che diavolo sto facendo? Ho perso totalmente la poca sanità mentale rimasta. Ma tanto questa è la mia pagina, no? Posso scriverci quello che voglio. Si. Non devo convincere nessuno quando scrivo, se non... me. "Sara, spegni e dormi!" Si, certo, papà, certo. E sai cosa? Non ricontrollo nemmeno gli errori. Così, per sfregio, verso le stupide lacrime e la stupida tastiera touch. Buonanotte. Dormite bene. Voi che dormite. E che non sognate. Lui. E che non pensate. A lui. E che vi girate dall'altra parte quando ci ricascate. In lui. (Mi mangio le parole, balbetto, si sentono rumori. Ma che importa.) -Beth;












