Kurt Diemberger
C'est le WE... Let's go to the mountains !

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Kurt Diemberger
C'est le WE... Let's go to the mountains !
Una cima fra mille
Sono felice della mia cima, non solo perché l'ho raggiunta, o perché lei mi ha dato tanto, ma anche perché mi sembra di averle dato qualcosa anch'io. Non molto, certo. Un omino piccolo, insignificante, un granello nell'enormità della montagna. Ma questa punta, questa estremità della montagna, non è magari anche una parte, seppur minuscola, del mondo che io ho risvegliato dopo tempo immemorabile alla consapevolezza umana? Forse una parte tornerà ad essere fondo del mare, un'altra entrerà nel corpo di una creatura vivente. Adesso però è montagna, e la sua cima fa parte dei miei pensieri. E allora non sarà più sola qui, ma esisterà anche nella coscienza di altri uomini. Perché ciò che il monte mi ha detto, quello che mi ha mostrato, è racchiuso dentro di me, e lo porterò con me a valle.
Settimo Senso - Kurt Diemberger
Corrispondenza glaciale
Io sono un iceberg e vengo dal ghiacciaio Kangerdluarssup-sermia... Tanto tempo fa ero parte di una sconfinata distesa di ghiaccio. Una volta, molti inverni fa, alcuni uomini costruirono su di me una capanna, e da lì andarono in giro. Avevano slitte trainate dai cani e poi una cosa strana, che girava vorticosa e le faceva scivolare veloci. Così arrivarono al centro dell’immenso ghiaccio di cui io ero parte. Poi non li sentii più. Io invece continuai a scendere, lentamente, dentro una valle e un giorno sentii dell’acqua sotto di me. Cominciai a galleggiare. Era una sensazione strana, perchè tutto si muoveva intorno a me, scricchiolava si fratturava, andava in pezzi. Poi ci fu l’esplosione, uno scoppio micidiale e io mi smarii...
Quando mi ripresi, mi accorsi di galleggiare da solo, fra le onde che mi lambivano i fianchi, cirocondato da tanti altri blocchi che navigavano con me. Eravamo diventati iceberg. Le onde mi trascinarono lontano, fuori dalla nostra baia. Ci facavano oscillare, e ci spostavamo avanti e indietro da un fiordo all’altro. Solo d’inverno trovavamo pace, quando anche la superficie del mare diventava di ghiaccio, e poi a primavera si ricominciava a viaggiare. Ricordo che una volta finii davanti ad una baia, quella che gli uomini chiamano porto. Ero così grosso che ne ostruii l’ingresso. Le navi, belle e colorate, non passavno più. Poi le correnti mi trascinarono via. Con il passare degli anni divenni sempre più piccolo e facevo sempre più fatica a tenermi in equilibrio. Per la maggior parte stavo sott’acqua e le navi quando mi vedevano, facevano larghi giri per non andare in collisione con me. Un giorno invece due giovanotti mi vennero incontro con un canotto. Che volessero salirmi addosso? Una follia, perchè io faticavo a non rovesciarmi. Ma come avvisarli? Mi furono accanto. Poco dopo toccai il fondo del fiordo e di colpo una parte di me, la più bassa, si staccò. Io presi a dondolare, i due si gettarono sulla loro barchetta e fuggirono.. intanto la mia massa, quella rimasta, si era riempita di crepe e mentre continuavo a oscillare esplosi, proprio come quando nacqui distaccandomi dal ghiacciaio. Mi frantumai in mille pezzi che poco per volta si sciolsero.
Adesso sono una nube e con il vento scivolo sopra l’inlandsis, Non sono più un iceberg, ma non importa. Non so cosa accadrà di me. Magari scenderò come neve e sarò di nuovo ghiaccio e poi tornerò al mare. E allora ricomincierei da capo.
Kurt Diemberger | Chogolisa in back | Extreme Climber
Incredible article on his receiving of the 'Piolets d'Or Lifetime Achievement Award' here
Kurt Diemberger - Piolet d'Or 2013 alla Carriera