"Non c'è nulla che non so su come fare a ferirmi
Entro dentro al lato brutto delle cose ma poi non so come uscirci
Ora chiedimi, "Tu questo te lo meriti o lo vuoi?"
E se ti dicessi, "Io son l'impostore tra di noi"
Mi ameresti ancora?"
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"Non c'è nulla che non so su come fare a ferirmi
Entro dentro al lato brutto delle cose ma poi non so come uscirci
Ora chiedimi, "Tu questo te lo meriti o lo vuoi?"
E se ti dicessi, "Io son l'impostore tra di noi"
Mi ameresti ancora?"
b/w © Ema
Dopo Soldati di Salamina e Anatomia di un istante, un altro “romanzo senza finzione” di Javier Cercas: L’impostore L’impostore, tradotto da Bruno Arpaia per Guanda, riconferma il talento di Javier ...
«Shakespeare o Dostoevskij, pensavo io, illuminano i labirinti morali fino ai loro ultimi meandri, dimostrano che l’amore è in grado di condurre all’assassinio o al suicidio e riescono a farci provare compassione per psicopatici e malvagi; è loro dovere, pensavo io, perché il dovere dell’arte (o del pensiero) consiste nel mostrarci la complessità dell’esistenza al fine di renderci più complessi, nell’analizzare come funziona il male, per poterlo evitare, e perfino il bene, forse per poterlo imparare.» (Javier Cercas, Guanda)