Bocciolo, bolla, bozzolo.
Ogni volta che ti vedo dopo alcune perturbazioni atlantiche tra noi capita di avere paura, specie per chi nei vasi sanguigni ha globuli rossi che trasportano ossigeno e pessimismo come nei vasi sanguigni di taluni poeti del ‘900.
Quando tutto rientra ho sensazione di librarmi, come se l'anima, immateriale o incarnata nei nostri corpi ossidabili cominciasse a surriscaldarsi e diventare un motore aerostato.
E torno a vivere dentro quel bocciolo, bolla, bozzolo, che sei tu, l’amore.
I tuoi OCCHI sembrano quelli di Faline. Il tuo COLLO tra l'angolo mandibolare e la fossetta del giugulo offre la CUTE stimolante e piacevole per i miei recettori sensoriali. Le tue LABBRA che nei periodi tropicali diventano frutti di stagione. I tuoi CAPELLI cimotrici che hanno quel profumo di fiori e gerani aromatici.
Certamente farne a meno sarebbe insostenibile (amo)re.









