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My illustration for the cover of this month's Lahar Magazine, depicting the lack of awareness towards who's actually seeing our information online.
thanks to @laharmagazine #art #illustration #white #smallpainting #laharmagazine #instagramillustration #instagramart #artoninstagram #editorial #magazine (presso Cittadella) https://www.instagram.com/p/Both7r8AimI/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1covcgbqeq6u5
Il presidente di Lahar Magazine Riccardo Alessandro Didoné racconta la storia della rivista nata a Cittadella.
“LAHAR è gratuita e sempre lo sarà”, ci riferisce il presidente Riccardo Alessandro Didoné, al quale abbiamo posto alcune domande per comprendere come sia possibile, nonostante le ovvie difficoltà riscontrate in un progetto non profit, rimanere così attivi, innovatori e propulsori. Cosa voglia dire far cultura in un territorio che non è Venezia né Milano, ma quello compreso tra le province sperdute della cosiddetta città diffusa del Pa-Tre-Ve. Dalla provincia LAHAR è giunta fino a Berlino, dove ha inaugurato in giugno il primo progetto pilota in terra tedesca.“ MORE AL LINK >> http://www.artribune.com/editoria/2017/07/lahar-magazine-intervista-riccardo-alessandro-didone/
Domenica con @laharmagazine? Quanto mi diverto a disegnare uomini mammoni #mamma #illustration #illustrator #illustrazioni #illustrate #pink #men #minimal #ink #art #arte #artist #gif #laharmagazine #photooftheday
“Spero che la vostra rivoluzione sia folgorante e che si fotta lo zar, si fottano i suoi ministri, si fotta Leonid Skrijabin e si fotta questa mia infelicità. Benchè mi ricordi ancora che cosa sia la felicità: una notte innevata per le strade di Mosca e le tue mani sotto la mia pelliccia di zibellino. Tua, Ariadna"
La via più semplice
Un racconto breve per il 33° numero di Lahar Magazine.
"Mille anni luce li separavano da me. Macché anni luce. Mille anni tenebra. E che cosa sapevo io, del loro tormento?"
Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra.
"When the religious mist above their heads vanished, and they saw the stars were nothing but cold lights indifferent to their fate, panic overwhelmed them. The limit between freedom and despair suddenly turned too thin."
Federico Campagna, The Last Night.
"Il saggio in veste di astronomo. Sinché sentirai le stelle come "qualcosa di sopra di te", ti mancherà lo sguardo di colui che conosce."
Friedrich Nietzsche, Aldilà del Bene e del Male.
«Dove..Dove devo appoggiare, Sua Eccellenza?». La voce del giovane Ulrich, rimbombo’ sopraffatta su per la tromba delle scale.
Scalati a fatica gli ultimi gradini, bloccatosi di fronte al portone che dava sul pianerottolo della torre, attese. Tenendola per il manico, reggeva a stento una grossa sfera armillare, in ottone pieno.
«Lì sul tavolo, col resto..», borbotto’ Mikolaj dal terrazzo spalancato nella notte, trafficando con un’asta agganciata su di un cavalletto. Il gelo serpeggio’ fino a Ulrich, che diede in un brrr, affrettandosi a far spazio fra carte astrali, pile di tomi e tutto un circo d’altre diavolerie.
Poggiato ch’aveva l’arnese, disse «Eccellenza io..io.?» ma confusosi, già s’apprestava a scendersene di voltata. Ecco pero’ ch’ebbe come un ripensamento, e si blocco lì lì, senza parlar né muoversi.
Fuori dalle feritoie, un esercito di stelle stava schierato nell’oscurità che dominava la foresta. La luna era un pallido lido di luce siderale.
A Olsztyn era stato un altro giorno d’attesa febbrile. Le forze Teutoni, accampate nel villaggio ai piedi del castello, s’erano mosse in fretta. C’era chi - entro le mura, vociferava di un assalto già l’indomani.
In questo clima, Sua Eccellenza aveva annunciato scorte e rinforzi in arrivo da Elbag. Ma ciò che a Ulrich non tornava, eran state quelle sue strane parole, durante la liturgia dominicale.
Così fattosi forza, avanzando verso Mikolaj - che ora si contorceva per mirar con l’asta-, disse «Eccellenza, permettete una domanda? Prima che vada..».
Mikolaj, voltatosi, gli dette un’occhiata.
Il ragazzo teneva le mani in mano, lo sguardo sul pavimento, senza pero’ riuscir di celar un certo pensiero. Quello allora sorridendo, rispose «Ma certo..» e sedendo sulla seggiola, gli porse uno sgabello.
«..Sentiamo.» disse, battendoci sopra la mano. Così, quello sedette muto, movendo le labbra appena. Mikolaj, colto quel rimembrare, attese, scribacchiando.
«Il Creato è l’azione prima in favore dell’Uomo..» esordì Ulrich d’un tratto, con voce chiara «..Dio vide che era buono, così dice la Genesi. Indi, la Verità è relativa a Dio, e in egli solo il mondo trova comprensione, e diviene possibile per l’Uomo ragionevole..». Senza quello avesse tempo di stupirsi, Ulrich d’un fiato poi chiese’ «..Che intendevate, con relativa?», e attese tremante.
Mikolaj - malamente sorpreso, prese e s’alzò, quasi volesse scansar quella domanda. Tornano di nuovo sul terrazzo, tutto imbacuccato nel mantello, volse il naso all’insù.
«V’intendete d’astri e di mondi, giovane?» chiese. «So dell’Ipotesi di Tolomeo..» ammise quello, vergognoso «.. e d’Aristotele qualche nozione..». Mikolaj, voltosi a guardarlo, rise beffardo e lo chiamò a sé, col gesto di una mano.
Ulrich, stringendosi nel giacchetta leggera, s’affaccio pure lui.Il chiarore del campo Teutone, illuminato da mille fuochi, fremeva come un tizzone in un caminetto spento.
Tutt’intorno, il mondo pareva un solo buio teso fra terra e cielo.
«Che ne direste..» chiese allora Mikolaj, mirando le stelle «..Se ora affermassi che lassù, invece d’una volta, vi fosse l’abisso?». Il suo sguardo profondo fece intender la serietà della questione, tant’è che rimase in attesa così, ritto e immobile.
«Mi sentirei perso, Eccellenza, come in un labirinto..» confesso’ Ulrich, sfiorando per sbaglio l’asta sul cavalletto. «E dunque, quale il Vostro procedere verso la Verità?» incalzo’ Mikolaj, senz’ombra di scherno. Ulrich allora si raccolse un attimo, e disse «Seguirei il calcolo, l’ipotesi - o meglio, la via più semplice..».
«E questo senz’altro..». concordo’ Mikolaj. Poi, presa di tasca una mela acerba, gliela porse. Ulrich, senza osar di toccarla, la guardò ben bene.
«Ora, fingetevi di viverci su questo pomo che tengo in pugno. Che sia il vostro mondo. E calcoli alla mano..» continuo’ Mikolaj, «..Vi risultasse questo.» e così dicendo, la scaglio’ nelle tenebre, un po’ a casaccio.Ulrich, scioccato, stette zitto e guardo’ di sotto, figurandosi in caduta libera nel vuoto.
Poi, scuotendosi, torno’ a guardare Mikolaj. Quello fissava il cielo, preso da uno sconforto inedito, che mai gli aveva visto in viso. «Sua Eccellenza, Kopernik, m’affiderei al salto di Fede e..e..» balbettò Ulrich, senza riuscir a dire altro.
Sopra la torre allora, calò un silenzio insopportabile. Quella sollecitudine, sollevatasi d’un tratto nel vento, si sciolse come un nodo bagnato.
«E dici bene, ragazzo. Per aspera sic itur ad astra, così solevano gli Antichi..» ringhiò Mikolaj, indispettito, facendo per tornar dentro «..Ma dove saltare, se le stelle son tanto distanti?»
L’ambizione non basta
Pubblicazione per il numero Ambizione di Lahar Magazine. Solo cartaceo.
Il super-impaginato di Uokytoky.
Quelli della segreteria avevano detto che i risultati sarebbero usciti entro una settimana. L’impressione finito il test era stata buona, di quelle che danno il là a castelli in aria di protagonismo tipo finali di Xfactor, con tanto di standing ovation, occhi lucidi e carrellate alla Sorrentino che caverebbero fuori del pathos persino ad un obeso mentre si sciacqua le braccia dentro una fontana ad Agosto.
E’ un venerdì sera. La festa mugola un remix di Boys & Girls - e come all’inizio di quelle storie che parlano di emarginazione, risse, e riscatto stile Floyd Maywahter, Sara se ne sta appoggiata al bancone, solitaria, un Gin Tonic gelido stretto in mano. Nell’altra, il cellulare con la posta elettronica in aggiornamento continuo.
S’era decisa a provare all’ultimo, giusto prima di rinnovare quel contratto da cassiera part-time.Sua madre aveva insisto per pagarle la pensione con i quattro spicci che avanzano dall’assegno di disoccupazione. La sbronza di Campari Sour nel night-club di fronte all’ostello per annegare la tensione pre esame, invece, se l’era pagata fino all’ultima goccia. Di quella vigilia, ricordava i profughi fuori dalla stazione, il buio assoluto delle montagne oltre la periferia - il vivido presente dell’attesa.
Non che avesse studiato eh, salvo spararsi una retrospettiva sui Choen accoccolata in quel treno diretto sù, a Nord, verso quella città grigia e spigolosa che aveva subito imparato ad odiare. Il giorno seguente, dopo una corsa in tram clandestina e un caffè tracannato in piedi, si era ritrovata invischiata nell’imbarazzo di un’aula febbricitante, a rispondere a domande tipo “Snopp Dogg ha abbracciato il Rastafarianesimo e diventa Snoop Lion: scrivi il suo primo tweet per celebrare l’evento. Hai 15 minuti”.
Giusto una settimana dopo, ormai mezza ubriaca, Sara precipita con i suoi pantaloni a fiori dentro un divano in pelle sfondato, di quelli che vedi solo su Youjizz o casa di tua nonna. Ed ecco - appena prima di aver chiuso una canna coi fiocchi, come un fulmine a ciel sereno, vzzz, una notifica. E’ La Scuola. L’hanno presa, con lode.
Sul subito, l’adrenalina le molla via una scarica da blocco lombare: scrolla il modulo di iscrizione in piedi, giù fino alla tabella dei costi. Qui, però, casca il palco. Retta 20.000 - Borsa di studio 4.000 = fuori portata. “ “Prestito D’onore” “ = strozzinaggio pro-schiavismo.
Sara allora si siede, metabolizza, e già s’immagina lì, a riordinare scaffali e tentare di abbassare il bip-bip delle casse, mentre i suoi occhi fissano quel cartellone fuori dalla finestra - oltre la superstrada umida e distante, che dice :
L’AMBIZIONE NON BASTA
Il #buongiorno si vede da #laharmagazine nella bettercassetta delle poste. #lahar è un free magazine che potete trovare da #betterpresslab a Roma. Il tema di questo numero è #accidia ciao. (presso Betterpress Lab)