Per chi ancora non se ne fosse accorto, i Big Data (ovvero quell'oceano continuo ed inarrestabile di comportamenti umani rilevabili e -in una certa misura, se non altro- misurabili che spaziano da un tweet su Twitter ad un acquisto -on line o no- di un oggetto o di un servizio, ma soprattutto la capacità di analizzarli e coglierne le generiche direzioni e le sostanziali dichiarazioni di umore ed opinione) sono il necessario ambito, sono la traballina ma inevitabile fondamenta di chiunque voglia cimentarsi con un ambito pubblico (diventare presidente degli iùèsèi, trascinare la Britannia fuori dalla Uè, fare un blog che ha il nome di un comico ma è anche un partito politico, etc., etc.).
Ma, mi chiedo io, questi Big Data e questa tendenza ad ascoltarli, a causa della loro indubbia capacità di suggerire ciò che, detto o fatto, rende immediatamente più simpatici e più popolari, e garantisce, per esempio, che quel compulsivo ed irrazionale segnetto di matita copiativa fatto su carta speciale del Poligrafico dello Stato (che una volta chiamavamo ''voto'') sia favorevole, non sono forse tanto l'evidenza quanto la causa di un ritorno ai secoli bui, ai sonni della ragione, ad un novello medioevo, in cui l'analisi razionale, la capacità di analizzare e riflettere in maniera complessa ed approfondita sulle cose e sugli accadimenti, la volontà di mantenere le decisioni all'interno di un recinto morale ed etico appoggiato su valori e principi solidi, siano noiosi esercizi intellettuali, sepolti sotto le pulsioni della pancia del popolo.
Perchè, i fautori ed i difensori dei Big Data, proprio della ''pancia della nazione'' (o dell'elettorato, o del popolo) si interessano, dei movimenti subombelicali, siano essi positivi o negativi, senza contestarli, anche se palesemente immaturi, impulsivi, dannosi o semplicemente inutili: la ggente maltollera il fatto che per le linde ed ariane strade texane abbiano l'ardire di deambulare dei messicani? Ed allora noi diremo che è nostra assoluta intenzione fare un muro lungo tutto il confine con il Messico, che problema c'è! La ggente guarda il dito delle pensioni ad i parlamentari ed evita di notare la Luna dell'evasione e della corruzione e dell'infiltrazione della criminalità organizzata in tutto il tessuto produttivo ed amministrativo nazionale? E noi, allora, o-ne-stà-o-ne-stà! La ggente, oggi, sta con Assad? Lo lasciamo lì dicendo che è l'unico garante della civiltà in Medioriente; alla ggente Assad non piace più? Ecco qui 60-signori-60 missiloni pronti a piovergli sulla capoccia, però hey! guarda! c'è un koreano!
Insomma, mi chiedo io, ma questi Big Data ed il loro utilizzo, saranno mica la versione sociale e politica di quei genitori divorziati o divorziandi che, per accaparrarsi il gradimento ed il supporto dei figli, smettono di educarli ed iniziano ad accontentare ogni loro capriccio, non importa se il capriccio di oggi confligge con quello di ieri.
Ma, quei genitori, non stanno, forse, mettendo da parte il loro imprescindibile e fondamentale compito di educatori, di persone in grado di dirigere verso il giusto ed il morale, dei giovani individui?
Io dico di sì, così come dico che i politici (o sedicenti tali) che inseguono i Big Data, tradiscono la loro missione di rappresentanza e guida, di difesa e ricordo dei valori caratterizzanti un popolo ed una nazione, quei politici, di fatto, scaricano la responsabilità di agire nel giusto, a favore della lusinga del compiacere sempre e comunque.
Anche perchè, pensateci un attimo, ma cosa produciamo, propriamente, dentro la pancia...
...ed una volta prodotta, gli educati fra noi, tirano l'acqua, mica fanno un comizio...