È sempre un’esperienza incontrare un pacato lettore/credente del FattoQuotiqiano, ti fa capire quanto si è fortunati nella vita.
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È sempre un’esperienza incontrare un pacato lettore/credente del FattoQuotiqiano, ti fa capire quanto si è fortunati nella vita.
Comunque avete rotto il cazzo tutti.
Stasera lascerò l'alloggio, mi ospiterà un'amica e domattina saluterò Parigi. Per grazia ricevuta non vi assillerò più con le vicende Parigine ma comincerò con quelle " altrove " . Mettetevi il cuore in pace, altrimenti scrollate col ditino oppure in alto a destra e blablabla. Ciao.
blind-hobo
E poi così, tanto per parlare: dov'è finito tutto il grande amore che dicevi di provare?
VV
Ogni volta che dobbiamo salutarci ci ritroviamo a dirci ciao quelle cinque o sei volte , e questo anche fa' sorridere.
🤣🤣🤣
E poi ci sono io che, sul treno per Firenze, aiuto un signore inglese a capire quale fosse la stazione giusta. Una di quelle interazioni che normalmente finiscono dopo trenta secondi con un "thank you" e ognuno torna ai propri affari.
E invece no.
Scambiamo due chiacchiere. Mi chiede che lavoro faccio e gli rispondo che, al momento, lavoro come videomaker per alcuni content creator, ma che ho frequentato una scuola d'arte e che, ad essere onesta, quel mondo mi manca.
Lui annuisce e mi dice che capisce perfettamente.
«Figurati», fa. «Io ero un contabile e adesso lavoro nella moda.»
A quel punto sgrano gli occhi. Gli rispondo, ridendo, che proprio moda era il mio indirizzo di studi e lui, con un'espressione che definirei vagamente divertita, mi porge il suo biglietto da visita.
Ora, io mi aspettavo qualsiasi cosa. Un consulente, un imprenditore, un manager o un rappresentante. Del resto aveva appena detto di essere stato un contabile, no?
Bene.
Sul treno da Bologna verso Rimini cerco il suo nome su Google e rimango senza parole.
Il signore era CEO di diverse case di moda.
Diverse.
Non una.
Multiple.
A questo punto mi domando quale sia esattamente il criterio con cui l'universo distribuisce gli incontri casuali. Mi sono sentita, per un momento, protagonista di quelle serie tv che guardavo distrattamente il pomeriggio, tornata da scuola. Quasi fosse l'inizio di una nuova stagione, un plot twist inatteso mentre il cielo è grigio, il vagone è freddo ed entrambi sembravamo due pensionati appena tornati da una partita a bocce.
Qualcuno mi faccia smettere di provare interesse per i ragazzi poco raccomandabili e misteriosi, grazie.
Non ne ho assolutissimamente bisogno :)