Idealista ed un po’ sognatore... non le dosi le dannate parole, come me.
Non ci ripensavo affatto, ma L’Aura è la cantante che ha segnato gli anni in cui ero innamorata cotta di lui.
Talmente innamorata cotta che non riuscivo a vedere nessun altro, che non riuscivo a uscire dal tunnel di autolesionismo sentimentale in cui mi ero infilata, che non riuscivo a vedere quanto quella situazione fosse dannosa, sotto ogni punto di vista possibile e immaginabile.
Quando, durante lo showcase, L’Aura ha detto che la persona che ha ispirato molte delle nuove canzoni era presente al precedente showcase ma non a questo perché non era stato invitato ho sentito come un ruggito di soddisfazione interiore che mi ha trasportata cinque/sei metri sopra il suolo, con una soddisfazione selvaggia che non comprendevo.
Poi ho capito.
Quel “lui” non è più invitato nemmeno nella mia vita, anche se chiaramente è un diverso “lui” e c’è una storia totalmente differente.
Il mio “lui” non è più lontanamente invitato nella mia vita, anche se ogni tanto fa capolino nella mia testa, quando per un motivo, quando per un altro… adesso ho la sua età quando mi sono innamorata di lui a poco più di 20 anni e solo a quell’età mi sarei potuta innamorare di lui così.
Ne sono sicura. Quasi al 100%.
Insomma, questo nuovo disco di L’Aura, “Il Contrario dell’Amore”, già lo adoro per una lunga serie di motivi, tra cui il fatto che quell’introduzione a quella canzone, così carica di grinta e di soddisfazione per l’assenza di quella persona specifica, mi ha fatto decisamente bene.
Grazie, L’Aura.









