Archivos del Comun V - Memorias Fugicas
Museo Reina Sofía, Madrid
28, 29 y 30 de noviembre, 2023
Organizado por el Museo Reina Sofía y la Red Conceptualismos del Sur, Archivos del común es un encuentro bienal que surge de la urgente necesidad de entablar un diálogo entre los espacios de gestación y cuidado de memorias. El objetivo es proponer oportunidades de intercambio y reflexión en torno a las prácticas archivísticas entendidas como ejercicios de compromiso político, artístico y social, así como tantear experiencias que convoquen memorias futuras y pasados por venir, ejercicios de imaginación y crítica fundamentales para articular y construir relatos de una memoria en resistencia.
Esta quinta edición se dedica al reino fungi como metáfora para abordar las prácticas sobre/con/en los archivos mediante ritmos colectivos, transferencias y relaciones de reciprocidad. Al relacionar el reino fungi con los procesos de creación, producción y difusión de los archivos, se abren otras comprensiones y perspectivas sensibles ante un entorno debilitado y en crisis. La “maniobra fungi”, un pensamiento interseccional entre archivos y hongos, nos permite ensayar estrategias de acción política y activista a través del ejercicio de la condición micélica, espórica, fermentaria, parasitaria y simbiótica de lo fungi.
Archivos del común V. Memorias fúngicas busca tomar distancia del modelo académico para indagar en el paisaje de los archivos y subvertir sus métodos: así aparecen los jardines, los alimentos, las pociones milenarias, los conjuros y las memorias. Si hace unas décadas la metáfora de lo rizomático permitía, partiendo de conceptos biológicos, pensar formas de producción cultural y derivas de ideas que escapan de la linealidad moderna, la metáfora fungi nos alienta a bucear en lo indeterminado, las redes que se nutren y activan a la vez, y la fermentación de ideas y procesos emergentes que se asientan en las densas capas de nuevas formas de hacer.
Intervengono: Andrea Biffi (Coclea), Giorgio Bigatti (Fondazione ISEC), René Capovin (musil Brescia), Andrea Pedrali (Comune di Cedegolo)
Con: Massimo Banzi (Arduino), Sara Zanisi, Giulia Bertolazzi
E le artiste Maddalena Fragnito e Francesca Marconi
La mostra è visitabile gratuitamente in Ground Hall a BASE dal 3 all’11 dicembre.
In occasione della presentazione del 3 dicembre “Raccontare Matrice Lavoro”,
Maddalena Fragnito e Valeria Graziano condividono due “work in progress”.
RADIO GABINETTO - studio #1, già presentato in occasione del Festival FAROUT 2022, un’installazione sonora che rievoca la contraffattura, la tecnica di mutare i testi delle canzoni lasciandone inalterate le melodie all’origine di numerosi canti di lotta operai. BATTERE LE CIGLIA A COMANDO, il processo di stesura di un libro a venire che indaga l’intreccio fra salute e tecnologie nei luoghi del lavoro, a partire dal materiale di archivio messo a disposizione dall’Archivio ISEC e dalle interviste fatte a un gruppo eterogeneo di gig workers nei mesi di residenza.
RADIO GABINETTO
Tra il 1960 e 1970, in Italia, le lavoratrici della fabbrica tessile del marchio Lebole si incontrano nei gabinetti dello stabilimento per condividere problemi, organizzare assemblee e scioperi e contraffare melodie pop da cantare alla catena di montaggio e ai cortei. Questo spazio-tempo di cospirazione è da loro
soprannominato “Radio Gabinetto”. Radio Gabinetto è una installazione sonora che intreccia le storie delle lotte delle operaie della fabbrica tessile Lebole a cavallo degli anni ‘70 con le esperienze di lavoratori e lavoratrici del contemporaneo. Grazie al recupero di materiale d’archivio della Fondazione ISEC e alle interviste fatte a un gruppo eterogeneo di gig workers, l’installazione annoda le istanze che emergono negli anni in cui si intensifica la cosiddetta “organizzazione scientifica del lavoro” con le attuali condizioni lavorative su tecnologia algoritmica. Un’indagine sulla tossicità al e del lavoro, tra logoramento fisico ed emotivo, tra corpo e tecnologie di produzione.
BATTERE LE CIGLIA A COMANDO
Dalla fabbrica Lebole alla piattaforma Onlyfans Battere le ciglia a comando è il titolo di un’inchiesta del 1969 sui ritmi di lavoro massacranti che si registrano nelle fabbriche italiane a seguito dell’introduzione del metodo americano MTM (Misura dei Tempi e dei Metodi). L’inchiesta è firmata Luigi Ferraro e pubblicata nel numero 161 di Rassegna Sindacale. L’autore scrive: “Lo sfruttamento scientifico punta all’eliminazione di ogni interruzione ed esitazione dei movimenti. L’operaio viene considerato un accessorio della macchina, con una sua durata e un suo logorío da programmare nel tempo, l’unico ingranaggio che si può cambiare senza costi.” A partire dalle riflessioni emerse negli anni ’70 dalle lotte italiane che si sono organizzate dentro e oltre le fabbriche, e dalla necessità di trovare strumenti per leggere il contesto attuale, l’omonimo Battere le ciglia a comando torna a indagare l’intreccio fra salute e tecnologie nei luoghi del lavoro. Ripercorre i cambiamenti nelle tecnologie e nei metodi di accumulazione di profitto del passato recente – così come nei soggetti, nei luoghi e nei modi di fare politica – per orientarsi dentro al frammentario mondo del lavoro contemporaneo, fatto di piattaforme digitali e tecnologie algoritmiche. Cosa emerge se sovrapponiamo vecchie e nuove storie di ‘innovazione’ tecnologica dell’ambiente di lavoro e il suo impatto sulla nostra salute?