Suburra 01x01
How it started

seen from Türkiye

seen from Iraq

seen from Russia
seen from United Kingdom
seen from Romania
seen from United States
seen from Pakistan
seen from Spain
seen from Ukraine

seen from Ukraine

seen from United States
seen from United States

seen from Norway
seen from France
seen from Romania
seen from United States
seen from Ukraine
seen from United States
seen from China
seen from United Kingdom
Suburra 01x01
How it started
Spadino Dance - The Series:
↳ Season 1, Episode 6, part 2
Suburra characters as picrew avatars because I just finished season one and I had to do something with my feelings
Angelica: We lost Spadì
Lele: How’d you lose Spadì?!
Aureliano: Give us a break! He’s like two inches tall!
I flashback sui nostri 3 boys da bambini sono fra le cose che mi sono piaciute di più di questa seconda stagione di Suburra, perchè ci fanno capire tante cose sulla psicologia dei personaggi. Aureliano ad es vive molto male la situazione criminale del padre, è terrorizzato dalla violenza in cui si trova immerso (la scena con Romolo e lui bambino mi ha spezzato il cuore) ma per sopravvivere in quel contesto deve per forza mettere da parte la sua tenerezza di fondo e diventare ciò che odia di più al mondo. Anche il flashback con Livia è stupendo, il loro rapporto quasi morboso, non ci posso ancora credere che le abbiano fatto fare quella fine. Il desiderio di Spadino di essere seppellito vicino al padre acquista tutto il suo senso quando ci fanno vedere il rapporto che c’era fra i due, in pratica il padre era l’unico che davvero credeva in lui, che lo considerava importante per la famiglia (che poi quanto cavolo era adorabile Alberto da piccolo, omg!). Infine Lele e i suoi tormenti: il senso di colpa lo accompagna fin da bambino, il fatto di sentirsi sbagliato lo porterà alla sua tragica fine. Il destino di tutti e tre insomma era già segnato fin da piccoli e la tragedia sta proprio nel fatto che non hanno modo di sfuggire a esso.
Intervista a Eduardo Valdarnini per The Italian Reve
Hai sempre saputo che volevi fare l’attore?
[…] l’ho scoperto verso i 18 anni, perché ho lavorato con una mia amica ad un cortometraggio che stava facendo con la sua accademia, mi è piaciuto, mi hanno spronato a continuare e ho continuato. Dopo gli studi del liceo ho iniziato sociologia perché non sapevo cosa fare, ma in realtà sapevo che volevo fare qualcosa di diverso come scrittura creativa o sceneggiatura.
Hai detto di Suburra “un progetto immenso che mi ha stregato e mi ha spinto a scoprirmi”. Cosa hai scoperto di te con questo progetto?
[…] trattandosi di una serie c’è tantissimo tempo e questo vuol dire mettersi costantemente alla prova con tutto quello che riguarda il set al di là della scena, tutti quelli che sono gli umori del set, degli altri attori in scena e fuori dalla scena, le relazioni che si creano, tutto fa parte dello scoprirmi. Questa è una possibilità enorme, al di là del risultato della serie, questo è il lato che a me ha toccato di più. […] Per l’attore non c’è la magia nel risultato finale: il trucco, il parrucco, il montaggio, alcune battute che vengono tagliate. Il bello è vedere i commenti dal pubblico, per il pubblico c’è la magia nel risultato, per me è nel percorso.
Il tuo personaggio, Gabriele, si trasforma molto, diventa più convinto, sicuro di sé. Come hai lavorato a questo cambiamento?
[…] Come Gabriele avevo già una certa durezza portata dagli eventi della prima stagione in cui questa cosa si deve andare ad unire con le nuove esigenze che sono quelle di un ruolo non meritatissimo e quindi deve dimostrarsi anche di essere più duro di quello che è. La durezza poi diventerà un richiamo a non voler più vivere nella paura com’era nella prima stagione.
Invece la scena più intensa che hai dovuto girare quale è stata?
[…] ma devo dire che forse quella più dura in tutti i sensi, che mi ha messo più alla prova e che ci ha più toccati a noi ragazzi, è stata l’ultima scena della stagione.
Com’era invece il mood sul set?
[…] Un ambiente di lavoro che penso ti capiti una volta nella vita, la coesione e l’alchimia su questo set sarà tosta da ritrovare.
Cos’è la recitazione per te?
[...] È di Sanford Meisner, uno dei maestri della recitazione americana che ha creato appunto il metodo Meisner […] Il concetto base si riassume in questa frase: “Recitare è vivere onestamente delle situazioni immaginarie”. Secondo me è fondamentalmente quello, non puoi prescindere da un contesto come dice lui che non è il contesto in cui sei fisicamente.
Per leggere tutta l’intervista e vedere altre foto andate QUI
il video del backstage
Spadino Dance - The Series:
↳ Season 1, Episode 2, part 2
spadino: hey, do you think i can fit 15 marshmallows into my mouth?
lele: you're a hazard to society.
aureliano: and a coward. do 20.