Mi chiedo sempre quale sia il limite dell'amore. Mi chiedo sempre quando si passa dall'accettazione dei difetti dell'altro alla sopportazione di una relazione tossica. Però so alcune cose: l'amore perfetto non esiste, nessuna relazione normale è idilliaca e se lo è, lo è solo all'inizio, che non esiste un solo modo giusto di amare, e che l'amore porta necessariamente a sofferenza; questo vale anche per quello platonico. Ed è l'unica cosa per cui vale davvero la pena soffrire.
Le persone spesso dimenticano che le relazioni sentimentali sono relazioni con un altro essere umano, come lo è quella che hai col tuo amico, con tua madre, tua sorella o tizio. Perciò ci saranno delle volte in cui litigherete, delle volte in cui persino vi sembrerà di odiarvi (non è così), delle volte in cui verrete consumati dalla passione, e volte in cui vi amerete da morire.
Lentamente si sta perdendo il concetto dell'accettazione dei difetti caratteriali, della persistenza, della pazienza, della compassione, etc.
È proprio come Leopardi diceva: che lui si "disgustava raramente delle persone di cui gli altri, normalmente, si disgustano in fretta". O comunque qualcosa di simile. Sono sempre più convinta che siamo anime affini.













