Lettera a Giorgio.
Ciao Giorgio, o Gio per gli amici, ti scrivo perché sento necessario farlo. No, non sono qui per dirti cose sdolcinate come “vorrei riaverti indietro”, ma solo per dirti tutto quello che in quei pochi mesi che ci siamo conosciuti non ti ho mai detto.
Innanzitutto scusami se con te sono stata stronza e ti ignoravo quando ne avevi il bisogno, ma stavo di più pensando ai miei piccoli problemi e non ai tuoi che erano decisamente più grandi. Avevi bisogno di essere aiutato e soprattutto ascoltato. La tua rottura con quella ragazza ti aveva cambiato completamente e certe volte non ti riconoscevo da quanto eri angosciato. Ho sempre pensato su di te e sulle tue azioni ma non riuscivo a trovare una risposta a niente. Il perché di quelle foto, di quei messaggi così strani che certe volte mi chiedevo se scrivevi tanto per fare o eri serio.
Non erano molte le volte che ci vedevamo per il semplice fatto che vivevamo e tutt’ora viviamo in due città diverse, quindi la comunicazione è difficile. Senza parlare del fatto che la gente di te pensa di tutto. Del tuo passato poi, dei tuoi sbagli. E ci rimetto pure io perché “hai parlato con Giorgio, quello è uno psicopatico”. No, io non lo pensavo. Tu non eri per me quello strano ma quello particolare che ti fa compagnia quando ne hai bisogno.
Eri anche pieno di difetti, ogni cosa che facevo sembrava quasi sbagliata nei tuoi confronti. Quando fumavi e mi offrivi le sigarette e sedavamo sugli scalini mentre io fumavo di malavoglia e tu mi raccontavi dello schifo. Della tua ex. Di sua madre. Del tuo professore tedesco. Io ascoltavo interessata mentre sputavo cenere. Poi giravamo e tu tornavi a casa. Lì pensavo sempre “ma come mai si comporta così solo con me? Come mai mi parla in modo così esplicito dei suoi problemi? Scherza quando dice che si suicida?”
È passato novembre e hai smesso di scrivermi così come vedermi. Mi hai bloccata e ti sei rimesso con la tua ragazza. Hai tolto il tuo account su Instagram. E di te ora mi rimangono solo ricordi e messaggi archiviati. E la tua foto. Poi basta. “Tutto finito”, come dicevi te, solo che stavolta è finito veramente.
Se vuoi che ti dica addio per l’ultima volta, allora addio Giorgio. Non mi piacevi fisicamente ma eri un pezzo forte. Solo che eri un po’ strano. Tutto qui.
Non ti ho amato come amavo Austin.
Non ti ho fatto ridere come ho fatto con Tomas.
Non ti ho mai parlato come quando lo facevo con Code.
Non ero così amichevole come con Ale.
Ma con te ho sofferto e riso allo stesso tempo. Un’amicizia piena di male.
-Io.











