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Parla il figlio dell'assassino di Libanny e del suo bambino
Milano 12 Marzo – Il figlio di 4 anni di Victor Hugo Menjivar Gomez, il salvadoregno che la sera del 3 marzo ha ucciso, sgozzandoli, Libanny Mejia Gomez e il suo bambino, è stato sentito in audizione protetta e questa è la sua testimonianza allegata all’ordinanza di convalida del fermo dell’uomo: “La mamma di Denzel piangeva molto e urlava. Anche io mi sono messo a piangere e anche Denzel. Io chiamavo il mio papà, Denzel chiamava la sua mamma. Poi mio padre è venuto a prendere Denzel che gridava molto, chiamava la sua mamma. Dopo ho visto che mio padre si toglieva la camicia, vi riponeva la «spazzatura» che sporcava la camicia «di un colore rosso come il sangue della tigre”.
Il bimbo era ospite con suo padre a casa dell’amichetto la sera del duplice efferato omicidio e stava giocando con Denzel Leandro nella sua cameretta quando il padre aveva aggredito e ucciso la giovane madre dominicana con un coltello da cucina, per poi inseguire il figlio di 3 anni fino in bagno e finirlo a sua volta.
Quanto a suo padre, ha anch’egli rilasciato la sua versione di quanto successo quella sera : “Eravamo ubriachi e iniziamo a ballare con una musica in sottofondo. Ci baciamo sulla bocca, ma lei, pur accettando inizialmente il bacio, ha replicato con uno schiaffo, dicendomi che era amica di mia moglie e non voleva mancarle di rispetto. Perdo la testa anche per il mio stato confusionale e trovandoci nel corridoio tra il salotto e la cucina, vedo un coltello da cucina con lama di circa 15 centimetri e inizio a colpirla senza sosta anche per paura che dicesse a mia moglie che l’avevo baciata. (…) Non ricordo quanti colpi le ho inferto. Devo premettere che quando mi ha visto con il coltello in mano mentre la minacciavo, si è completamente denudata offrendosi sessualmente. Io in quel momento, offuscato dall’alcool, capisco che è uno stratagemma per salvarsi la vita e che poi avrebbe sicuramente detto tutto a mia moglie, la inizio a colpire con il coltello sino a provocarne la morte. Durante i colpi la donna urlava e chiedeva aiuto e in quel momento ho anche sentito piangere i bimbi. Non ricordo il colpo di grazia, colpivo dove capitava. Resomi conto che la donna era morta, ho trascinato il cadavere dietro il divano per evitare che i bimbi la vedessero (…). Temevo che i bambini avessero capito quanto successo, pertanto vado in stanza e prendo Denzel ma lui scappa e io lo inseguo. Una volta raggiunto, lo blocco e inizio a colpirlo con il coltello finché non capisco che è morto».
E. Collatina








