Buongiorno Kon, vorrei parlarti di un caso che mi tiene sulle spine. Pubblica pure.
Lo scorso ottobre, a una bambina di appena 1 anno viene diagnosticata una forma grave di leucemia (aml). Inizia la chemioterapia e a febbraio riceve un trapianto di midollo osseo dal padre (half match, che significa?). Sembra star meglio, ma a fine marzo peggiora di nuovo: non riesce a respirare ed è necessario intubarla. Da allora è ancora intubata e nel frattempo i medici hanno scoperto che ha un'encefalite da morbillo (measles inclusion body encefalitis, la definiscono), causa del suo peggioramento e provocata dal vaccino mpr che ha fatto appunto a 1 anno: evidentemente era già malata e il suo sistema immunitario compromesso, ma purtroppo nessuno poteva sospettarlo. A quanto pare, non esistono cure risolutive per questo tipo di infezione; per quanto riguarda la leucemia, è attualmente in remissione.
Spero di essermi fatta capire, non sono un medico e ho tradotto il tutto dall'inglese.
Ora la mia domanda è: ma allora hanno ragione quelli che sostengono che prima dei vaccini bisognerebbe fare delle analisi? (Disclaimer: sono convintamente pro VAX, penso che ai no Vax andrebbe tolta la patria potestà e la tessera elettorale, e a mia figlia di 14 mesi ho fatto fare tutte le vaccinazioni obbligatorie e consigliate, compresa la mprv)
Sebbene l’argomento sia triste, provo un senso di felicità a parlare di un vaccino che non sia quello per il Covid-19.
Il vaccino per il Morbillo - che usualmente si trova in forma trivalente con Parotite e Rosolia o tetravalente anche con Varicella (MPR/MPR+V) - ha l’inevitabilmente obbligatoria caratteristica di poter essere ricavato solo da VIRUS VIVO INATTIVATO cioè, per rimanere in metafora esemplificatoria, non fornendo la foto del virus al sistema immunitario (vaccini con soli antigeni di superficie) e nemmeno il cadavere del virus (vaccini con virus ucciso) ma dando al sistema immunitario il virus corcato di mazzate e stordito a sufficienza da essere inoffensivo.
Questo significa che esistono rarissimi casi (1 su 3 milioni) per cui, in caso di GRAVE IMMUNODEFICIENZA, il virus inattivato può scatenare non l’infezione classica ma colonizzare l’encefalo e dare la succitata MIBE - Measles Inclusion-Body Encephalitis (Encefalite morbillosa da corpi inclusi), una condizione purtroppo molto seria e fatale nel 75% dei casi.
Voglio però portare la vostra attenzione sui numeri del paragrafo sovrastante: se è vero che tecnicamente 1 caso ogni 3 milioni può sembrare una probabilità alta oppure bassa (di media dipende se avete un figlio oppure no), dovete sapere che comunque si tratta di un conteggio che non presuppone tre milioni di bambini sani (che quindi non possono sviluppare la MIBE) ma di 3 milioni di bambini in mezzo ai quali (per scelta clinica, sfortuna o forse anche negligenza) erano presenti bambini con GRAVE IMMUNODEFICIENZA.
Anche in caso di immunodeficienza, però, la MIBE continua a rimanere un’evenienza molto rara e nient’affatto consequenziale, al punto che - escludendo l’estrema sfortuna della bimba da te citata e per la quale non era possibile nessuna previsione di rischio - anche nei casi di immunodeficienza i medici continuano a prendere in considerazione la vaccinazione poiché se la MIBE si presenta in 1 caso ogni 3 milioni, l’encefalite da infezione morbillosa colpisce 1 bambino ogni 2000 ammalati, col 25% di gravi danni neurologici permanenti.
Che siate genitori o meno, credo che due calcoli di probabilità possiate e sappiate farli.
P.S.
‘Half match’ è la definizione con cui si indica la compatibilità non piena ma solo a metà di un tessuto allogenico (da donatore esterno) in cui sono presenti perlomeno la metà degli HLA (Human Leukocyte Antigen, antigene leucocitario umano) compatibili con il ricevente. Sono un valore clinico per valutare il tasso di somiglianza e quindi la buona probabilità di successo nel trapianto.





