Coibentare la barca
Per vivere confortevolmente a bordo delle nostre barche dobbiamo attrezzarci per mantenere una temperatura gradevole anche quando il clima esterno si fa rigido. Dei vari metodi per scaldare la barca ne abbiamo già parlato nel numero di ottobre, ma l’aria calda non è sufficiente per stare bene. In un ambiente ristretto come la barca è necessario che ci sia un ricircolo adeguato, per evitare che l’aria calda e umida condensi sulle superfici più fredde, che l’anidride carbonica che esaliamo impoverisca l’aria di ossigeno e inoltre per evitare cattivi odori, tipici di ambienti malsani.
Nel nostro primo inverno passato full-time a bordo a Barcellona ci siamo resi conto di quanto sia importante la coibentazione dello scafo, sia per risparmiare energia, ma sopratutto per diminuire al minimo la formazione di condensa. La fibra di vetro, sopratutto se piena, non è un buon isolante termico, in inverno lo scafo è molto freddo e l’aria calda e umida che si genera sottocoperta appena lo lambisce crea condensa.
Su molte barche la finitura a vista è realizzata con del dogato di legno massello. Questa finitura ha il vantaggio di coprire visivamente lo scafo e permettere all’aria di circolare liberamente fra il legno e la vetroresina, risultando esteticamente piacevole. Di contro d’inverno la condensa che si genera scende dentro i gavoni, finendo per bagnare tutto quello che vi è stivato, generando a lungo andare muffa.
Come ovviare al problema senza stravolgere l’estetica della barca?
Interponendo un materiale coibentante fra il legno e lo scafo.
In commercio troviamo molti materiali con buone caratteristiche termoisolanti, sviluppate per l’edilizia o per altri ambiti, di seguito prenderemo in considerazione alcuni fra i più utilizzati anche in ambito nautico:
Schiuma poliuretanica a cellula chiusa.
Molto efficace ed economica, viene usata sia per rendete inaffondabili le piccole imbarcazioni, sia per coibentare gli scafi. La schiuma poliuretanica ha ottime proprietà termoisolanti, fonoassorbenti e a seconda del tipo anche ritardanti di fiamma.
Sulle imbarcazioni in metallo è assolutamente prioritario che l’aderenza dell’isolante allo scafo sia perfetta e che non ci sia circolazione di aria, che alla lunga può portare condensa e ristagni di acqua e di conseguenza corrosione, molto pericolosa in quanto si annida in luoghi non facilmente accessibili. La schiuma poliuretanica viene spruzzata direttamente sul metallo trattato aderendo perfettamente, per questo è il tipo di isolante più utilizzato sulle barche in metallo. Per di più al momento che, per qualsiasi motivo, si voglia togliere l’isolante lo si può fare con un multi-tool. Questa non è un'opzione facilmente applicabile al nostro caso, in quanto richiede lo smontaggio di tutto l’arredo interno!
Polistirene/polistirolo
Sul mercato esistono svariati tipologie di pannelli termoisolanti, il polistirolo espanso e estruso è fra i più economici, ha proprietà termiche interessanti, è leggero e immarcescibile; di solito sono venduti in lastre di diversi spessori e dimensioni. Essendo rigidi sono più facilmente installabili su scafi a spigolo che non su carene tonde.
Lastre epdm a cellule chiuse.
I pannelli di epdm vengono venduti anche in rotoli, molto leggeri e con un ottimo potere coibentante, si trovano in svariati spessori. La gomma epdm viene usata in molte applicazioni industriali, ha un’ottima resistenza all’acqua, al vapore e alle intemperie, ma non gradisce il prolungato contatto con idrocarburi. E’ molto consigliata a bordo per le sue caratteristiche e facilità di installazione, se però rimane a vista va ricoperta con sky o altro materiale, infatti ha una superficie difficile da pulire e per di più poco resistente alle scalfiture.
Neoprene espanso a cellula chiusa
Anche questo ottimo materiale isolante si trova in rotoli in diversi spessori. Ha ottime proprietà coibentanti, è resistente agli agenti chimici e agli idrocarburi e molto importante è un ritardante di fiamma.
Materassini camping
Si anche questi, visto la loro facile reperibilità e il basso costo sono utilizzati con successo da bricoluer per migliorare la coibentazione delle proprie barche. Inoltre sono molto pratici, in quanto la schiuma a cellula chiusa, che va incollata allo scafo, ha ottime proprietà di isolamento termico, mentre la faccia con l’alluminio goffrato, oltre a riflettere il calore, è molto resistente e facile da pulire.
Sughero
Il sughero è un prodotto naturale con delle ottime caratteristiche termiche di resistenza al vapore, è immarcescibile e non viene attaccato da insetti. Inoltre non viene utilizzato dagli stessi per nidificare, a differenza di altri isolanti come la lana di roccia e di vetro che per questo sono sconsigliabili in ambiente nautico.
Da notare che da diversi anni esiste anche il sughero espanso. Prodotto in autoclave a 350°C, partendo da trucioli di sughero, il sughero espanso mantiene tutte le caratteristiche del sughero tradizionale e in più aumenta il coefficiente termico.
Sia le gomme a cellule chiuse che il sughero si prestano molto ad essere utilizzati a bordo, facili da tagliare si adattano bene alle forme degli scafi e hanno tutti un ottimo potere coibentante. Ma per essere installati a regola d’arte devono essere incollati allo scafo, per far questo dobbiamo rimuovere tutto il dogato e in alcuni casi smontare parte del mobilio. Per l’incollaggio dobbiamo preparare bene la superficie, levigando e sgrassando. Insomma per coibentare Susibelle come si deve sarebbero necessari molti giorni di lavoro durante i quali difficilmente si può continuare a vivere a bordo, anzi, per agevolare i lavori si renderebbe necessario sbarcare molte delle pertinenze di bordo. Tutte queste considerazioni mi hanno sempre fatto resistere alla tentazione di imbarcarmi in questo progetto. L’anno passato però, quando ho iniziato a cercare il prodotto per coibentare i tubi del riscaldamento, mi sono imbattuto in Reflectix, un materiale composito formato da due strati di fogli di alluminio esterni che coprono gli strati di bolle AirCap e di schiuma di polietilene Cell-Aire con un potere coibentante non eccelso ma con un ottimo potere riflettente. Per sfruttare le sue caratteristiche non è necessario incollarlo allo scafo ma deve avere a contatto aria per poter riflettere al meglio il calore che c'è dentro lo scafo verso l’interno e il freddo che viene dallo scafo verso l’esterno.
Detta così si semplifica di molto il lavoro, infatti per interporlo fra il dogato e lo scafo è necessario rimuovere solo alcune doghe. Ma mi rimaneva il dubbio che così facendo avrei creato sacche di condensa fra il Reflectix e lo scafo e se il lavoro, se pur veloce, avrebbe portato ad un effettivo miglioramento. Per togliermi ogni paura ho fatto una prova coibentato con Refletix metà murata della cabina di poppa. Nelle fredde notti la differenza, fra la parte coibentata e non, era evidente al tatto e a fine stagione quando ho rimosso il pannello non c’era traccia di muffa o condensa. Quindi, visti i risultati della prova, non rimaneva che mettersi all’opera.
Per prima cosa ho smontato un paio di doghe nella parte centrale della murata, per avere modo di poter spingere agilmente il Reflectix verso l’alto e verso il basso. Ho misurato la larghezza necessaria a varie altezze per poterlo tagliare il più preciso possibile.
Il reflectix si taglia facilmente con le forbici. E’ talmente leggero che non c’è stato bisogno di fermarlo con collanti o viti, una volta incastrato si regge da solo. Le superfici di alluminio lo rendono abbastanza rigido e scivoloso per poterlo installare fra doghe e scafo anche dove ci sono le restrizioni di sezione dovute a omega di rinforzo e canalette.
In alcuni casi per facilitare la posa è stato necessario smontare più di due doghe, ma non ho mai dovuto smontare nessun mobilio.
Con un po’ di attenzione sono riuscito a far si che non ci fosse nessun gap fra i correnti verticali e l’isolante, per evitare al minimo la condensa. Essendo sottile sono riuscito a interporre due strati di Reflectix fra lo scafo e il dogato su tutte le superfici della barca.
Alla fine l’intero progetto ha richiesto meno di due giorni e 100 euro di spesa, già coi primi freddi che sono arrivati ci siamo resi conto della differenza e siamo contenti del lavoro fatto. I vantaggi si faranno sentire anche in estate, la barca si scalderà sicuramente di meno. Per di più il giorno che per qualsiasi motivo lo vorrò togliere, in meno di una giornata sarò in grado di tornare alle condizioni originali.








