Lo strano "dopo il Live Art"
E' difficile per me dire cosa rappresenti il Live Art. Immagino che dal di fuori assuma una forma lineare, organizzazione che diventa luci, colori, musica. Il lavoro di persone che si concretizza fino ad assumere una forma accogliente e calda.
La verità è che il Live Art è molto di più di un passaggio temporale, molto oltre quei sei giorni che sono solamente il concretizzarsi di un incredibile sforzo intellettivo e fisico. Persone diverse tra loro che inseguono una visione comune mettendoci amore e dedizione nonostante gli attriti e le differenze e, nonostante il dedicargli ore e sentimenti, sentirsi ancora in debito verso il Live Art, pensare di non avergli dato proprio tutto di te anche se gli hai dato il massimo.
Avvertirla questa necessità di donarsi completamente, al meglio delle proprie possibilità a quello che è un evento per tutti e cucito insieme con pazienza, continuando ad andare avanti nonostante le punture di ago.Sentirsi parte di qualcosa, sentire di stare in mezzo alle cose e essere consapevole che se sta accadendo è anche per merito tuo. Questa è una gioia indescrivibile.
Ritrovare parte di tutti quelli che hanno partecipato alle infinite riunioni negli addobbi, negli allestimenti, nelle scelte piccole e grandi che si sono fatte e riconoscere la mano di chi ha fatto cosa, trovare unione dove ci sono differenze caratteriali, stili di vita opposti e assistere allo spettacolo di quando dalle differenze nasce l'armonia.
Dopo il Live Art non si fanno saluti. Si inizia a progettare il prossimo.