In Giappone col furgone
L'idea è nata circa un anno fa, quando abbiamo visto un film dell’azienda Patagonia in cui gli atleti giravano in lungo e in largo per il Giappone alla ricerca della neve migliore per sciare, così, per curiosità, abbiamo guardato quanto poteva costare il viaggio e abbiamo visto che, prenotando con largo anticipo, era decisamente accettabile.
Ci siamo subito gasati all'idea di poter viaggiare come avevamo visto nel film e abbiamo cominciato a studiare i posti più interessanti da visitare, ma sopratutto le montagne più belle da sciare; abbiamo deciso di partire solo in due, io e Daniele (Muzza per gli amici) e di non appoggiarci a nessuna agenzia di viaggi e, nell’ottica della massima libertà di movimento, abbiamo noleggiato un furgone che sarebbe stata, poi, la nostra casa per due settimane.
Finalmente, il 27 di gennaio partiamo!
Appena atterriamo, prendiamo il furgone e cominciamo il nostro viaggio. Ci troviamo subito di fronte un grosso problema che non avevamo valutato: in autostrada il limite di velocità è 80 km/h! Questo devierà la nostra pianificazione per tutto il resto della vacanza.
Una delle prime fermate è sulle montagne vicino a Nagano, a Nozawa Onsen. Onsen significa "terme", ma non ha lo stesso significato che gli diamo noi: il torrente che sgorga dal sottosuolo è molto caldo e l'acqua viene deviata sulle strade per sciogliere il ghiaccio; ovunque sono presenti vasche pubbliche in cui è possibile fare il bagno caldo e diverse panchine per fare il pediluvio. Ci troviamo subito immersi in un ambiente che non ci immaginavamo: questi paesini di montagna sono perfettamente inseriti nel contesto naturale in cui si trovano, in netto contrasto con le grandi metropoli a cui si fa riferimento quando si parla del Giappone.
Purtroppo, il meteo non è stato molto clemente, anzi spesso è capitato di prendere l'acqua, evento che ha destato lo stupore degli abitanti, i quali non avevano mai visto piovere in inverno; certamente un segno inequivocabile che qualcosa nel clima sta cambiando.
La scelta del furgone si è subito rivelata azzeccata poiché, nonostante qualche scomodità durante la notte, ci ha permesso di deviare dalle tappe programmate quando il tempo non ci assisteva e di andare in posti che sono fuori dalle mete turistiche classiche, dove abbiamo scoperto il lato più profondo e misterioso di una cultura a noi così distante. È difficile raccontarlo, e ancor di più scriverlo… si respira un'aria quasi mistica; è una cultura ricca di simboli, rituali e comportamenti estremamente distanti dal nostro modo di vivere. Il primo approccio con le persone è sempre stato molto freddo e distaccato, soprattutto da parte loro, ma rimangono comunque cordiali ed assolutamente propensi ad aiutare, che sia un indicazione stradale, la traduzione di una frase o suggerimenti sui luoghi interessanti del loro paese da andare a vedere. Appena, però, si entra in confidenza, ecco che si "sbottonano" e diventano gli amiconi di una vita. L'idea che mi sono fatto è che il Giappone sia il paese dei contrasti.
Ogni tanto siamo stati fortunati con il tempo e siamo riusciti a fare qualche bella sciata. Di solito è il vento che proviene dalla Russia a portare le perturbazioni e le montagne del Giappone offrono l'unico ostacolo prima dell'Oceano. Essendo un vento molto secco e freddo, la neve che cade è estremamente leggera, come zucchero a velo: al passaggio degli sci si solleva in aria e rimane in sospensione; a metà curva si entra in una nuvola di fiocchi, senza la possibilità di vedere assolutamente niente. Inoltre dopo 10 curve la montagna è già finita! Sapevamo benissimo che i filmati visti erano montati ad arte, ma non ci immaginavamo di trovare un terreno del genere.
È, invece, veramente incredibile il panorama: all’orizzonte si stagliano i vulcani assieme all'Oceano Pacifico… Indimenticabili!
Alla fine in due settimane abbiamo percorso 2170 km, terminando le nostre scorribande nell'isola di Hokkaido (e rientro in nave); non abbiamo sciato come avevamo visto nei film, in compenso, però, abbiamo conosciuto un paese ed una cultura estremamente interessanti che meritano sicuramente un altro viaggio di approfondimento e, se saremo fortunati, qualche altra bella sciata.
Pino
Questo articolo è stato pubblicato sul Cimone, il notiziario del CAI di Modena. Per scaricarlo Cliccate Qui













