Fede: Quello che facciamo tutti i sabato sera Sola! Cercare di conquistare il mondo dei live e farci mandare un bel birrone \m/
Questa volta seguiremo i Low Derive in concerto coi Direct Hit!, gruppo punk di Milwaukee nel pieno del loro tour europeo. E’ così che ci stringiamo nella macchina di Carletto e puntiamo alla volta del CPG nella zona industriale di Melzo (Centro per il Protagonismo Giovanile: a dispetto del nome non cura i vostri disturbi della personalità) che sarà il nostro CBGB per una notte.
All’ingresso ci accoglie un Mazza più preso bene che mai (capoccia della Ghost Agency, fantasmagorica agenzia di Ghostbuster che catturano i migliori gruppi punk della scena underground internazionale e ce li liberano sotto casa, NdR). Ci racconta la data di Livorno della sera prima dove colto da ubriachezza improvvisa si è abbandonato al capitombolo in acqua (grande Mazza). Appena entrati, mentre Fede compra dall’autista dei Direct Hit! una maglia ufficiale della band io scambio due parole con il loro bassista che mi racconta di come la scena punk di seattle e quella di chicago stiano evolvendo negli ultimi tempi. Lo potete vedere nella foto con un fischietto in bocca… che ragazzo particolare.
Il live inizia tranquillo con una band Italiana dal sound pop punk e dalle camicie a quadri, i Latente.
Nel frattempo gli amici dei berlinesi Shitake mi offrono un bicchieraccio di Ronco: dopo un attimo di comprensibile esitazione accetto e bevo con loro. Lisa dagli occhi blu e i dreadlock biondi mi dice che trova la location carina ma un po’ MAINSTREAM (ma come c**** stai?? Va bene che abiti a Berlino, ma contestualizza un attimo no? Va beh, ti perdoniamo)
Subito dopo tocca agli Shitake che saltano come belve sul palco urlando il loro trashcore nei microfoni e lanciandosi in duelli di spada laser con i manici delle chitarre.
Arriva il momento dei nostri Low Derive che riempiono definitivamente la sala aprendo con il loro must, My Head’s So Screwed, seguito dai nuovi pezzi dell’ultimo album Aelita e altri dal precedente Do Make Walk Sink.
A questo punto il palco è fumante e pronto per l’ingresso dei Direct Hit. Gran parte dei membri della band ha perso il lavoro per lanciarsi in questo tour di quattro mesi, ma la folla, scatenandosi sotto di loro in pogo e crowd surfing, dimostra che ne è valsa tutta la pena e anche di più.
A fine serata immancabili i due olandesi marci imbucati in macchina. Così, dopo una deviazione fino a porta Ticinese, io e Fede ce ne torniamo a casa, stanchi ma soddisfatti.