E noi che ci ricordiamo tutto, persino quelle conversazioni notturne e lunghe mai cancellate dal cuore.
Ilaria Sansò
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E noi che ci ricordiamo tutto, persino quelle conversazioni notturne e lunghe mai cancellate dal cuore.
Ilaria Sansò
Hai sbagliato a ricercarmi e io ho sbagliato a risponderti. Abbiamo sbagliato a parlare di nuovo. Ma come tutti i nostri sbagli, non mi pento nemmeno di questo.
A me che ne ho affrontate talmente tante da ritrovarmi spesso con le spalle al muro, con la paura di non trovare una via d’uscita.
A me che ho lottato con le unghie e con i denti per le cose in cui ho sempre creduto.
A me che, per le persone che amo, ho sempre dato anche più di ciò che in realtà possedevo e, in cambio, non ho mai ricevuto niente.
A me che, in fondo, quel niente me lo aspettavo, ma che ho continuato a dare, dare, dare, perché so pienamente cosa significa essere abbandonata da tutti ed essere lasciata da sola a lottare contro il mondo.
A me che il sorriso è l’arma più potente che ho utilizzato; che è sempre l’unica arma che ho utilizzato.
A me che ho sempre avuto il coraggio e la forza di rischiare, sì, con la paura di farmi male, ma senza mai tirarmi indietro.
A me che spesso ho camminato alla cieca senza sapere dove sarei andata a sbattere, contro chi sarei andata a sbattere, ma che non ha mai smesso di correre.
A me che ho sopportato tante pugnalate alle spalle dalle persone di cui mi fidavo di più al mondo, ma che ho anche capito che da soli, in realtà, non si è mai. Anche se accanto c’è solo una persona, va benissimo così.
A me che, vi sembrerò poco modesta, ma per una volta voglio essere fiera ed orgogliosa di quello che sono diventata e spero vivamente lo sarò anche domani, fra due giorni, una settimana, tre anni, il resto della vita.
A me che oggi sono solo io e voglio stare bene.
-Indy
Ma tu credimi, dirti addio, era l'ultimo dei miei pensieri. Non avrei mai voluto farlo ma a volte, ti rendi conto che non hai altra scelta. Ero lì in bilico tra te e me, tra il male e il bene, tra il dolore e quella che pensavo essere la stabilità che andavo cercando. Tu non eri niente del genere, non eri sicurezza, non eri stabilità, non eri più neanche un sorriso di gioia ma io, restavo combattuta, perché in realtà, c'era qualcosa di ancora troppo forte che si ostinava a tenermi legata a te. Facevo finta di niente, non ci pensavo, dicevo a me stessa che era il momento di chiudere, di andare avanti, di dire basta ma il mio cuore non ne voleva sapere. Il mio cuore era un cuore innamorato e per lui lasciarti andare era qualcosa di inconcepibile. So di aver rotto il mio cuore nell'esatto momento in cui ho detto basta, ma in realtà il mio cuore era già rotto per tutto ciò che hai scelto di non essere.
-Cristiana Tognazzi
Pensavo che vorrei andare al mare anche se è troppo freddo, che vorrei leggere più libri, che vorrei guardare più film. Pensavo che una volta libera sarei stata felice, e invece vedi, mi manca come l’aria qualcuno che mi dica “stai attenta, mangia, guarda bene prima di attraversare la strada”. Pensavo a quella cosa che succede forse a tutti, di sicuro a tanti, quella cosa che ci fa venire voglia di cambiare, di essere diversi, poi cambiamo per davvero e ci manchiamo per sempre. Pensavo che in fondo, tutto quello di cui abbiamo bisogno, è una via d’uscita. Senza via d’uscite salta tutto, ma forse è proprio quando salta tutto che arriva il bello. Alla noia, pensavo. La noia è letale e prima o poi colpisce tutti. Come l’ansia. Anche l’ansia è davvero una stronza. Uno è lì che prende il sole sul terrazzo e pensa “uh, che bella giornata che è oggi”, ed ecco che arriva l’ansia. Oppure. Uno è lì che si guarda allo specchio e si dice che in fondo non va poi così male, ed ecco che arriva l’ansia. L’ansia è attratta dalle acque calme, dal silenzio, dai momenti quasi perfetti. Pensavo anche a quante volte uno dice “basta, non ne posso più” e poi comunque non cambia niente. Pensavo a quanto sia bello baciare, a quante giornate le persone sono costrette a passare senza baci, senza carezze, senza amore. Pensavo “ma tornerà la primavera?” e poi mi è venuto da piangere perché la domanda giusta non è quella, perché la primavera torna sempre. La domanda giusta è “quando tornerà la primavera io ci sarò ancora?”. Pensavo a quanto sia fondamentale confondersi con gli altri, lasciarsi attraversare, lasciarsi pervadere da modi di pensare diversi, da modi di vedere diversi. È una storia magica, questa qui che ognuno di noi può contenere così tanti cuori, così tanti ricordi. Mica solo i nostri, il bello è proprio lì: quelli di tutti. Pensavo che sarebbe sparito tutto, invece qualcosa è rimasto. L’odore del mare, le corse nei prati, le domeniche d’inverno passate a sperare di innamorarsi.
-Susanna Casciani
Tu, bambina,
innamorata dell'idea
dell'amore.
Tu, (ancora) così ingenua e trasparente, sebben quelle mille crepe
inquinarono il sangue
dei tuoi battiti.
Tu, che vivi (ancora) a “pane e speranza”.
Tu, che gli occhi li sfrutti (ancora) per guardare e non per vedere.
Tu che guardando, riesci (ancora) a scorgere il meglio
dell'altrui animo umano.
Tu, che credi (ancora) nell'indubbia “scontatezza”
del dare,
quel donare senza ricevere,
già di per sé (ma solo per te),
una magia.
Tu che combatti (ancora)
a suon di sorrisi facendo
della gentilezza scudo.
Tu che (ancora)
non tramutasti
in nulla
al di fuori di
Te.
Tu, bambina,
(ancora)
Ancora
Tu.
-Elisa Priano
Non si muore, dicevo, ma qualcosa cambia irrimediabilmente. Cambia il nostro modo d’amare. Come la prima volta non si ama più: è vero, ma non è proprio un discorso troppo romantico. Dopo la prima volta si inizia ad amare prendendo le dovute precauzioni. Non ce ne rendiamo nemmeno conto, probabilmente. E’ l’istinto di sopravvivenza del cuore. Dopo la prima volta non si ha più paura che possa finire, perché siamo quasi sicuri che lo farà. Lo mettiamo in conto fin dall'inizio. E tutto ci sembra un pochino meno importante.
-Susanna Casciani
Il punto è che mi vorrei svegliare ancora la mattina sapendo di trovare un tuo messaggio, sapendo che in realtà non sei mai andato via, che senza di me non ci sai stare e che, insieme, possiamo lottare contro il mondo intero. Perché, per quante persone io possa avere accanto, da quando non ci sei tu ho scoperto cos'è la solitudine.
-Indy