Ogni mattina, intorno alle otto e mezza, la piccola piazza del quartiere, davanti alla chiesa, si anima. Non di traffico o rumore, ma di voci gentili, passi lenti e sorrisi sinceri. È l’ora delle “Signore del Rosario”, - le ho battezzate così, un gruppetto affiatato di donne dai capelli d’argento e dal cuore pieno di vita, che si riuniscono per pregare, chiacchierare e sostenersi a vicenda.
Tra tutte, la mia preferita è la signora Rosanna, la mia vicina. Ha 78 anni e ogni volta che la vedo sembra uscita da un’altra epoca: sempre vestita con cura, con foulard abbinati, perle leggere alle orecchie e una scia di profumo dolce che la precede. Quando mi incontra per strada, mi ferma sempre: «Lo sai che hai un’aura speciale?». E io sorrido, perché con lei è impossibile non sentirsi speciali.
Rosanna è un vulcano. Oltre alle sue preghiere mattutine, partecipa al coro della chiesa, si è iscritta a un corso di recitazione e frequenta anche lezioni di canto. Dice che vuole «esprimere l’anima finché c’è fiato». In casa sua regna l’ordine, ma anche l’accoglienza: non manca mai un vassoio di biscotti o un consiglio gentile.
C’è una cosa che Rosanna fa meglio di chiunque altro: le torte. Squisite, profumate, soffici. Ho avuto modo più volte di assaggiarle, visto che ogni tanto, le faccio anche la spesa. È un gesto semplice, ma lei lo accoglie con una gratitudine così genuina che quasi mi commuove. «Sei un angelo», mi dice ogni volta, porgendomi una fetta di torta ancora calda in cambio. E io penso che, in fondo, sia lei il vero dono. D’inverno mi invita nel suo salotto caldo a gustarne una fetta con una tisana ai frutti di bosco, mentre d’estate apparecchia la tavola sotto un piccolo porticato. Lì c’è sempre un’aria fresca e pulita, e il profumo dei fiori,curati con pazienza, forse da un giardiniere, rende tutto ancora più magico. Quelle merende all’ombra sono piccoli momenti di gioia autentica.
Le sue amiche sono personaggi altrettanto vividi. Lucia cambia pettinatura ogni giorno e racconta ancora del suo amato di gioventù con occhi ancora brillanti. Giovanna, la nostalgica, ricorda i suoi anni da maestra e si commuove con facilità, ogni volta che passa un ragazzino..e infine Teresa, la più silenziosa, parla poco ma con grande peso.
Spesso, dopo la messa, si siedono sulla panchina della piazza e commentano la vita. Un po’ di pettegolezzo, qualche risata e tanta complicità, ma sempre con quell’ironia che solo le donne intelligenti e di cuore sanno usare.
In un mondo che corre senza guardarsi attorno, mi rendo conto che "le Signore del Rosario" ci insegnano che la vera ricchezza sta nei gesti semplici, nell’affetto sincero, nella cura delle cose belle. E Rosanna, con le sue torte, i suoi fiori e il suo modo di volerti bene senza chiedere nulla in cambio, è la prova che esistono ancora persone che rendono il quotidiano un piccolo incanto...❤️