"MaKeyMaKey" e ogni cosa diventa un controller
Dopo l’esperienza della Vienna Vegetable Orchestra, come non immaginare una serie di dj-es che, all’ora dell’aperitivo, si presentano muniti di consolle, mixer, cuffie e altrettante fragole, kiwi e acini d’uva?
Bene, l’artista Jonathan Dagan, in arte J. Viewz, sembra averlo già preso in considerazione. E’ possibile vederlo alle prese con una versione “orticola” di Teardrop dei Massive Attack.
Come riesce Viewz a far “suonare” delle semplici melanzane?
L’esperimento è stato reso possibile dall’utilizzo di un circuito stampato che permette di trasformare gli oggetti più comuni in veri e propri controller touch. Il nome del piccolo “genio” è “MaKeyMaKey” ed è facile notare come sia esplicito il riferimento all’atto di creare (Make) inputs che saranno letti dal computer come provenienti da una comune tastiera o mouse, che possono essere definiti “tasti” e quindi, in inglese, Keys.Sulla parte anteriore del circuito sono presenti sei entrate, mentre sul retro ce ne sono addirittura 12, sei per la tastiera e sei per il mouse, in modo da poter coinvolgere quanti più oggetti possibili.
I suoi creatori, Jay Silver ed Eric Rosenbaum, dottorandi al Mit(Massachussetts Institute of Technology) Media Lab, hanno realizzato il primo prototipo di MaKeyMaKey nel 2010 per poi arrivare a quello finale nel 2012; il progetto venne lanciato su Kickstarter, il sito di crowd funding più famoso della rete, e ottenne i finanziamenti necessari per la sua realizzazione. L’obiettivo dei suoi inventori era, e rimane tutt’ oggi, stimolare le persone a pensare il mondo in modo differente, a pensare se stessi in modo differente: con MaKeyMaKey chiunque può creare e inventare. Tra i primi esperimenti dei due dottorandi vi sono Drawdio e Singing Fingers , entrambi riguardanti la relazione tra il suono e il disegno.
Il circuito preso in esame, invece, si basa sul protocollo di Human Interface Device (HID) in cui sono presenti due enti: host e device, quest’ultimo interagisce direttamente con la persona (si pensi la tastiera o il mouse) mentre il primo non è altro che il sistema che riceve inputs e dati dal device e li rielabora (il più comune è sicuramente il PC).
La più grande qualità di MaKeyMaKey, quindi, è quella di essere in grado di simulare funzioni elementari, da quella dei tasti direzionali (su, giù, destra, sinistra) al click del mouse e alla digitazione da tastiera.
Scelto l’oggetto che si vuole “camuffare” da controller e collegatolo al circuito con cavetti alligator, come quelli presenti nel kit acquistabile su internet, ogni volta che l’oggetto verrà toccato, il contatto genererà un impulso elettrico che, una volta elaborato, verrà trasmesso al computer attraverso la porta USB.
I più “invasati”, inoltre, potranno anche collegare la propria scheda Arduino, un framework open source che permette la prototipazione rapida, al fine di ampliarne le funzionalità.
L’unico requisito, insieme a un comune accesso USB, è un sistema operativo “recente” (provato e funzionante con Windows XP, Windows Vista, Windows 7, and Mac OSX); per quanto riguarda invece il “tipo” di oggetti che possano ben adattarsi all’esperimento, qualsiasi materiale che riesca a condurre anche una quantità minima di elettricità, andrà benissimo,dalla grafite a ...tua nonna.