Vendere, licenziare e dar via il culo
Bene, i fatti son questi: qualche giorno fa, dopo una riunione durata nove ore, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia, capitanato dall'eroico AD Franco Bernabè, ha ufficialmente approvato e poi presentato al mondo finanziario il piano industriale per gli anni 2009-2011.
Un piano industriale innovativo, coraggioso, rivoluzionario, tutto "di prodotto", una roba che in Italia non si vedeva dai tempi di Adriano Olivetti: vendere un po' di comparti dell'azienda e licenziare 9000 (novemila) persone - quasi il doppio dei cinquemila licenziamenti previsti fino al giorno prima.
Grande Bernabè! Vendere e licenziare: un vero, illuminato, colto capitano d'industria, eh? Un piano che ha subito affascinato per la sua solidità e la sua clairvoyance il mondo della finanza mondiale: appena conclusa la presentazione del piano, mentre broker e investitori stappavano bottiglie di fragolino battendosi il cinque e facendo il trenino dell'amore cantando a squarciagola "A-E-I-O-U-Bernabè-Pappappà! A-E-I-O etc etc", il titolo Telecom ha perso all'istante un ulteriore 3,84%, "scivolando pericolosamente fino alla soglia di un euro".
Ecco, i fatti son questi.
Vediamo ora come li raccontano gli attenti e spietati watchdogs de noantri, i terribili bloggerz, quelli che per anni hanno fatto a pezzi il gretto, malfunzionante e monopolista carrozzone Telecom, giudicato all'unanimità come un'azienda scadente sotto ogni punto di vista e come un ostacolo allo svilupparsi della cultura digitale in Italia.
Questo almeno fino al 12 settembre scorso, quando la muta suddetta, il gotha degli agenda setters digitali italiani, accorse alla Blogfest di Riva del Garda ivi richiamatovi dal patron Gianluca Neri e dal maestro di cerimonie, lo spumeggiante Luca De Biase, per confrontarsi con Franco Bernabè [a proposito, una mia curiosità: ma voi ammessi all'incontro eravate ospiti della Blogfest, dunque di Telecom che ne era uno dei main sponsor, oppure albergo e viaggio ve lo siete pagato voi?].
Ne venne fuori, com'è noto, un bel pennichellone di gruppo, disturbato al risveglio solo da alcuni piccoli e forse imprevisti postumi da marchetta.
Ecco, facciamo un giochino stile Grande Freddo, o Vent'anni dopo: i watchdogs che incontrarono Bernabè quel fatale 12 settembre, che cosa ne pensano oggi dell'illuminato piano industriale triennale elaborato dal loro amico Franco?
Cominciamo da lui, il nostro eroe da Bar Sport di benniana memoria, il MiticoMante: l'umarell che pontifica su tutto, l'unico editorialista che, pur nutrendo atroci dubbi sul numero e la natura degli articoli determinativi, è capace, previa Sambuca d'ordinanza, di costruire tre cartelle dense di sentenziose opinioni sulla regolarità intestinale di Heather Parisi, o sulla foruncolosi di un cugino di secondo grado di Kakà.
Ebbene, all'indomani di quel 12 settembre Mantellini scrisse un bel pomp.., ehm, postino maschiamente encomiastico intitolato "Chiamami Franco" (dove si leggeva, tra l'altro: "sottolineare una volta di piu' come certi temi siano perfettamente iscritti nello scenario virtuoso che Bernabe' immagina per Telecom Italia"). Oggi, sullo scenario virtuoso a base di vendere&licenziare realizzato dall'AD della più grande telco italiana, Mantellini non dice nulla, ritenendo prioritario fare i complimenti alla Gelmini per aver aperto un ridicolo canale su youtube.
Anche il nostro ineffabile Pandemia, l'uomo dai mille post, che nel critico post post 12 settembre scrisse "Bernabè ha insistito molto nell'affermare che, tempo 4-5 mesi, l'azienda supererà la fase critica proiettandosi su un futuro nuovo: come non lo ha detto", oggi che il futuro nuovo si presenta sotto forma di diecimila licenziamenti, sul piano industriale di Telecom non dice nulla.
Dall'incontro con Bernabè se ne uscì con un'impressione: "I blogger non sono molto bravi a fare domande". Oggi, sul vendi&licenzia telecomiano, di impressioni non ne ha.
Ciancia di musica classica e preannuncia un toccante diario sul Nanosocial. Telecom non pervenuta.
Spietata watchdog sulle palestre in zona Garibaldi che abbiano grandi finestre e il servizio di asciugatura, per carità, però Telecom non pervenuta.
Vabeh, Telecom non pervenuta.
E' ancora in botta da Obama, Telecom non pervenuta.
Ok, cazzo ci facesse un'orientalista di fama mondiale a un incontro con Franco Bernabè nessuno lo sa, ma la menzioniamo giusto in virtù dello spasso che ci procurò con l'aneddoto* di lei che si guadagna un'udienza privata con Franco, gli propone un segretissimo e dirompente progetto che avrebbe cambiato i destini dell'umanità, ricevendone una risposta interessata e possibilista (me lo immagino Bernabè che le fa "Ah... sì... certo... sì... eh... molto interessante..." nel frattempo guardandosi intorno nervosamente in cerca degli infermieri).
Ah sì: Telecom, ovviamente, non pervenuta.
*"E mi ha dato il suo recapito personale: non uno di quelli sul biglietto da visita, per intenderci, che sono filtrati da segretari e assistenti, ma uno a cui risponde solo lui, perché gli spieghi meglio.
Grazie Bernabè, non mi aspettavo tanta disponibilità. Sei uomo di buon gusto e di larghe vedute. E se davvero Telecom Italia è interessata a questa cosa lo saprete in anteprima".
E, DULCIS IN FUNDO, LUCA DE BIASE
Ma il più spassoso è senza dubbio il direttore di Nova24, che all'incontro Bernabè-bloggerz fece gli onori di casa e moderò.
In quei giorni, prima e dopo l'incontro, cantò con molta energia le doti dell'uomo Bernabè, e fece grandi professioni di fiducia sul roseo futuro di Telecom (i link cercateveli da soli, che mi sarei anche un po' rotto i coglioni).
Oggi, che il suo eroe gli ha rifilato un piano industriale vigliacco e in piena tradizione da capitalismo nostrale, piano che comporta la perdita del lavoro per 9.000 italiani, i meccanismi libidicoaffettivi del nostro tenero De Biase sono andati in tilt, innescando in lui una preoccupante regressione infantile che lo spinge alla tipica risposta del bambino di fronte all'inaccettabile: negare la realtà.
In un primo post, dopo aver dato notizia dei crudi dati (vendite, esuberi etc), cerca di ribaltare il tutto con un'imperdibile chiusa: "mi pare che online advertising potrebbe significare qualcosa di un po' sorprendente. Ma anche gli altri elementi possono riservare sorprese".
Ma la sproporzione tra "migliaia di licenziamenti - sbaraccamento di comparti produttivi" e "le sorprese dell'online advertising" era un po' troppa anche per uno come De Biase. Così, dopo una notte insonne, il 4 dicembre si alza risoluto, corre in pigiama al computer calzando le sue amate pantofolone a forma di coniglio, e comunica alla blogosfera l'unica verità possibile: il piano industriale triennale di telecom deliberato dal consiglio di amministrazione dopo una riunione di nove ore e presentato in pompa magna a Londra davanti alla platea degli investitori mondiali molto semplicemente non è il piano industriale di Telecom!
Qualunque sia la cifra che Telecom ha pagato a Digital PR per aver organizzato l'evento "Franco Bernabè incontra la blogosfera italiana", è stato indubbiamente un affarone.