"Ij nun pozz mai sta senza e te"
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"Ij nun pozz mai sta senza e te"
Nando De Marco ft. Marco Calone, Priore - Vita mì
Nando De Marco ft. Marco Calone, Priore - Vita mì
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Marco Calone
- Vallo accarezzà -
Marco Calone e Raffaello Junior e Luigi Ivone - S'addà parià
Un trio di giovani promesse della canzone napoletana inneggiano al divertimento sfrenato, senza limiti ad un vero e proprio piacere per il piacere in una dimensione edonistica fatta di istanti brevi e fugacissimi. Una esaltazione della brevità della vita attraverso una godereccia visione delle cose e dei sentimenti.
Il divertissement come unico fine della vita, una vita a cui fa da sfondo l'orrore di Scampia o meglio delle sue macerie. D'altra parte l'etimologia della parola divertire è quanto mai eloquente, divertere in latino infatti significa: volgere altrove, deviare. Deviare lo sguardo dai problemi quotidiani soprattutto quando, come Calone dice l'amore dona speranza ma finisce solo per farci soffrire. Da qui conflitto metafisico eterno che percorre la storia dell' occidente, sete di trascendenza che vede nell’altro una via e dolore per la difficoltà di relazione con l’altro stesso.
Le prospettive di trascendenza che l’amore promette finiscono per essere tradite immancabilmente. Interessante anche qui l’assenza di prospettiva religiosa che rende sempre più evidente una vera e proria agonia del sacro. Blaise Pascal non smette mai di ricordarci che "Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l'ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici." Ovvero continuano solo ad ingannare loro stessi.
Gli stilemi della tragedia napoletana ci sono tutti:
padre ucciso da mano violenta e la volontà di un figlio di fare giustizia,
l'amico che prova a dissuadere il potenziale omicida accecato dall'odio, da qui il titolo del brano Nun te perdere del duo Marco Calone feat Antony.
Anche qui le tematiche dissuasorie sono classiche: la madre a cui non dare ulteriori dispiaceri, già vittima della perdita del caro marito.
E' caduta la notte all'improvviso Il potenziale omicida non riesce a tenere a bada la sua furia, scova l'assassino del padre mentre gioca a biliardo, lo costringe ad una fuga rocambolesca che lo condurrà ad essere investito.
Fanno da scenario un groviglio di villette abusive, sprazzi di campagna annegati nel cemento, strade dissestate, insegne al neon, braccia tatuate e gioacatori di biliardo incalliti.