Nel giorno più piccolo del mondo
Marta alza la serranda. Le vetrine dell'antica tipografia-cartoleria Fratelli Bonvini aprono gli occhi.
Durante i giorni caldi del design, Marta Sironi ha portato Lucia Pescador ad animare questo luogo. Un libro d'artista su Pinocchio si apre nella vetrina con gli specchi.
E un Pinocchio di legno guarda il mondo fuori.
Dal 1992 Lucia Pescador compone "L'inventario del novecento con la mano sinistra". Come un grande e ininterrotto imagier che racconta il mondo attraverso carte, pagine, cartoline, stoffe, cappelli, vestiti, lavagne trovate e recuperate prima di essere abbandonate o buttate via. Un catalogo ridisegnato con la mano sinistra, perché il gesto è meno controllato e vivo. "Nel giorno più piccolo del mondo" quest'arte della memoria, del recupero e della reinvenzione si sposa con la storica tipografia-cartoleria milanese che rischiava l'estinzione.
Navi che viaggiano in silenzio su una pagina strappata di un quaderno delle elementari, su una lavagna o sotto una mensola, da "Oriente" a "Occidente" come indicano i serpenti sulla balconata.
Ciò che è ridisegnato e appoggiato si confonde con ciò che è stato. Su tutto vegliano indistintamente gli assistenti orsetti.
Anche se c'è polvere e molti cassetti sono vuoti, qui si respira l'aria degli scherzi, dei fru-fru, delle torte e delle bandierine delle feste. La memoria è un gioco libero con la mano sinistra, un incanto grafico, uno scambio profondo tra fine rinascita e trasformazione.
La memoria è raccogliere carte colorate degli anni cinquanta per impacchettare un regalo per i propri figli e ridipingere cartoline degli anni trenta con le forme di Mondrian.













