Un giorno nella vita di Cecilia Lardò per I martedì della Emme / Topipittori
Driii driiin, diceva mamma accompagnando il mio dito sul campanello. Si entra.
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Un giorno nella vita di Cecilia Lardò per I martedì della Emme / Topipittori
Driii driiin, diceva mamma accompagnando il mio dito sul campanello. Si entra.
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Post digital print
Post digital print, Caratteri Mobili Edizioni, 2014
Non una recensione ma un'occasione per riflettere sulle librerie in epoca post-digitale. Resistenza, crescita e trasformazione: essere un libraio architetto, creare economie, fare comunità.
Per Doppiozero.
L'età d'oro delle cartoline
L'età d'oro delle cartoline diventa un articolo per Doppiozero.
Fotografie lontane, ma così vicine a chi parte e chi resta in questa estate che non ha ancora trovato il modo di rimmaginarsi e rappresentarsi in nuove cartoline, senza ascoltare gli ordini, con la verità e la ribellione che viaggiano per altre strade.
In un'altra parte della città - L'età d'oro delle cartoline
In un'altra parte della città - L'età d'oro delle cartoline, Paolo Caredda Isbn 2014
Una storia a immagini delle cartoline nel periodo del boom economico che diventa pian piano un romanzo in cui "emergono le mille storie individuali della città reale, escluse dal palcoscenico della Città Ufficiale".
"La gente comprava veramente cartoline dalla strada in cui viveva. Con una freccia segnalava il punto in cui si trovava casa sua. Poi le spediva in giro. Era il segno di un rinnovamento epocale, quel casamento rappresentava la cosa più lontana dalle macerie del dopoguerra. (..) Arte popolare. Prodotta da e per le periferie".
"Privilegiavano il senso del luogo rispetto ai valori del Grande Magazzino e della messa in scena. Celebravano la fine del Buon Gusto. La cartolina come immagine ribelle, assente a ogni appello".
I luoghi della nostra memoria visiva, delle nostre periferie, dei nostri bar, delle nostre pinete, dei nostri autogrill. Schegge di immaginario popolare tra architettura, società ed economia che viaggiano tra caselle postali con quello che vogliamo raccontare di noi con un saluto a chi vogliamo bene. Cartoline dai luoghi che ci appartengono, atmosfere quotidiane da fantascienza, sguardi ribelli lontani dalla logica del mondo perfetto da vacanza.
Che cosa ci aspettiamo oggi da una cartolina? Quali immagini potremmo spedire per raccontare qualcosa delle nostre case, delle nostre periferie e dei nostri luoghi ricorrenti di passaggio? Chi vorremmo salutare attraverso i luoghi del nostro presente così difficile? Quali "immagini ribelli" creano poesia nel brutto?
Grafica a 3 euro a Praga
Neprakta Svandrlík, umorista, fumettista, caricaturista e artista di Praga (1924-2011). Ha pubblicato più di 35000 vignette. Mi raccontano del suo umorismo popolare, senza essere troppo raffinato e illuminante. Grafica da folklore, a 3 euro. Comunque perfetta.
(1961)
1116 grams of paper
1116 grams of paper, Nikola Kilmova 2012
Quanta carta ci circonda tutti i giorni? Quanto pesano tutti i pezzi di carta che raccogliamo nel corso del tempo? Il libro di Nikola Kilmova pesa 1116 grammi di souvenirs di carta rubati alla quotidianità.
Mappe, vecchie banconote, pagine di quaderni, di giornali, di fumetti, di libri, carte da regalo, flyers di concerti, biglietti di mostre, depliant, carte da parati, pubblicità, confezioni, fotografie, grafiche, immagini ritagliate.
Frammenti passeggeri di carta raccolti con attenzione e gusto per sottrarli alla dispersione. Pagine che si trasformano in altre pagine, carte che diventeranno tutte insieme la nostra autobiografia visiva. Un silent book irriproducibile perché la casualità non si può ristampare. Da oggi inizio anche io a raccogliere e strappare.
Ferriera, storie dappertutto
Ricordare (re-cordis “ripassare dalle parti del cuore”) è prendere per mano il passato e accompagnarlo verso il futuro, come Pia ha fatto con suo padre per tutta la vita, fino all’ultima pagina in cui camminano insieme tra i campi. Con la curiosità di sapere, la capacità di “vedere storie dappertutto” e di prendersi cura di una relazione, ma anche di tutte le storie.
Per Doppiozero
Nel giorno più piccolo del mondo
Marta alza la serranda. Le vetrine dell'antica tipografia-cartoleria Fratelli Bonvini aprono gli occhi.
Durante i giorni caldi del design, Marta Sironi ha portato Lucia Pescador ad animare questo luogo. Un libro d'artista su Pinocchio si apre nella vetrina con gli specchi.
E un Pinocchio di legno guarda il mondo fuori.
Dal 1992 Lucia Pescador compone "L'inventario del novecento con la mano sinistra". Come un grande e ininterrotto imagier che racconta il mondo attraverso carte, pagine, cartoline, stoffe, cappelli, vestiti, lavagne trovate e recuperate prima di essere abbandonate o buttate via. Un catalogo ridisegnato con la mano sinistra, perché il gesto è meno controllato e vivo. "Nel giorno più piccolo del mondo" quest'arte della memoria, del recupero e della reinvenzione si sposa con la storica tipografia-cartoleria milanese che rischiava l'estinzione.
Navi che viaggiano in silenzio su una pagina strappata di un quaderno delle elementari, su una lavagna o sotto una mensola, da "Oriente" a "Occidente" come indicano i serpenti sulla balconata.
Ciò che è ridisegnato e appoggiato si confonde con ciò che è stato. Su tutto vegliano indistintamente gli assistenti orsetti.
Anche se c'è polvere e molti cassetti sono vuoti, qui si respira l'aria degli scherzi, dei fru-fru, delle torte e delle bandierine delle feste. La memoria è un gioco libero con la mano sinistra, un incanto grafico, uno scambio profondo tra fine rinascita e trasformazione.
La memoria è raccogliere carte colorate degli anni cinquanta per impacchettare un regalo per i propri figli e ridipingere cartoline degli anni trenta con le forme di Mondrian.
Manifesto (segreto)
Manifesto segreto, Guido Scarabottolo, Vanvere 2014
Una mano in copertina invita a disegnare, ritagliare e incollare grandi fogli per comporre e scrivere il proprio manifesto.
Manifesto = evidente, palese / foglio stampato e affisso in luogo pubblico al fine di far conoscere alla collettività un fatto, un'intenzione, un programma (Zingarelli 2008)
Il manifesto di occupazione dell'isola che non c'è sotto il letto in cameretta: vietato entrare per chi ha più di 8 anni, si entra solo a piedi nudi e con la pila, qui si gioca e basta con tutto quello che si vuole.
Il manifesto dei gusti preferiti di domenica: voglio solo gelato al pistacchio, patatine fritte e pasta al ragù. Il manifesto delle cose che voglio fare quando sono triste: entrare nelle pozzanghere con la bici, andare al parco sugli scivoli, mangiare latte coi biscotti a pranzo, non fare i compiti. Il manifesto delle cose di cui ho tanto bisogno: una pausa, vedere il mare, un bacio.
"Dire quello che vuoi a chi vuoi", metterlo su un foglio di carta e appenderlo in un "posto visibile", e "se non succede niente fai un altro manifesto". Comunicare apertamente ciò che si fa, si sente, si pensa o si desidera su un foglio di carta. Dare dimensione pubblica, visibile e fisica alla parola. Aspettare che chi ti sta intorno riconosca un gesto e un segno.
Azioni che sembrano d'altri tempi ma che bambini e adulti possono risperimentare con questo album da disegno leggero e ironico.
Giocare a fare manifesti può essere un'occasione per accorciare le distanze, liberare e trasformare la realtà.
Gonne e pantaloni
Dans les jupes de maman, Carole Fives, Dorothée de Monfreid, Sarbacane 2012
Il primo acquisto della fiera non è un libro appena uscito ma un albo che dalla copertina mi ha ricordato Il suonatore Jones: "In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità, a me ricordava la gonna di Jenny in un ballo di tanti anni fa".
Questa storia in bianco rosso e nero racconta l'amore folle di un piccolo bambino per la sua mamma che indossa meravigliose gonne colorate, di tante fantasie e lunghezze diverse a seconda delle occasioni. Queste gonne accompagnano la vita della giovane mamma mentre lavora al computer, bacia il papà, chiacchiera con le amiche, legge un giornale, va a ballare. Dentro queste gonne si muove anche la vita del figlio in un divertente gioco di alette che si aprono e chiudono, come se nient'altro esistesse al mondo di più bello.
Perché quando si sta bene, dentro una gonna si può fare di tutto.
Ma la scoperta del mondo è oltre le righe rosse, nel rosso della vita e dell'incontro con gli altri. All'aria aperta meglio usare tutti i pantaloni!
Non capisco
Canzonette, Nico Orengo e Bruno Munari, Einaudi 1981
"Non capisco". Di fronte a questo libro una prima reazione può essere lo spaesamento. Non siamo più abituati a tanto bianco, in cui le parole si concentrano in un mattoncino sospeso nell'aria.
E sfuggono queste parole in rima sulla scia di un disegno astratto, linguaggio che ci è poco famigliare nei libri illustrati per l'infanzia.
Non capire immediatamente è la poesia di questo libro: "la filastrocca è una sorpresa che parte da una parola che continua a tornare alla mente, che va per una strada inaspettata e finisce chissà dove. Ma non è un disordine senza capo né coda, c'è un filo che la cuce e la appende alla memoria, il filo della rima. La rima e il ritmo vincono sempre. nel gioco della filastrocca; invece il buon senso e la logica non contano niente".
Libro prezioso per abituarsi anche non capire, a lasciarsi guidare da un suono o un segno.
Immaginare, disegnare. Fermare, avvicinare
John Berger, Il taccuino di Bento, Neri Pozza 2014
John Berger, affascinato dall'idea che Spinoza disegnava ma che il suo taccuino mai fu trovato, gli ridà vita riempiendo un quaderno con i propri disegni, mischiandoli con le citazioni del filosofo.
Un dialogo immaginifico e artistico tra filosofia e segno, parola e immagine, tra velocità e lentezza, tra un uomo del presente e un olandese del XVII secolo. Un racconto su come nasce un processo creativo che porta alla figurazione, per fermare le cose ed entrarci dentro.
"Per anni sono stato affascinato da un certo parallelismo tra l'atto di pilotare una moto e l'atto di disegnare. E' un parallelo che mi affascina, perché può rivelare un segreto. A che proposito? A proposito di movimento e visione. Guardare avvicina".
Esperimenti bibliografici di libri illustrati
Nel campo dei libri illustrati sono nati alcuni esperimenti interessanti che reinterpretano l'idea di bibliografia, dando nuove forme e organizzazione ai contenuti. Un passaggio da un freddo "elenco di opere" a uno strumento vivo in sintonia con l'intero corpo del libro ( o con l'argomento o il progetto), immediatamente utile anche a colpo d'occhio.
La bibliografia de La casa delle meraviglie, curata da Alessandra Mastrangelo e Loredana Farina, ricostruisce le pubblicazioni della Emme edizioni in ordine cronologico e, a margine del testo, offre una cascata di copertine che ne identificano l'immaginario visivo.
Il progetto c*stellazi*ni della libreria b**k, curato graficamente da Claude Marzotto e Maia Sambonet, propone per ogni incontro una bibliografia tematica, costruita per associazioni di pensiero sullo stesso argomento, mischiando i testi con le figure tratte dai libri in elenco o scelte in relazione al tema di riferimento.
Ogni bibliografia si trasforma così in una costellazione di libri e immagini che intrecciano le tecniche dall'artigianato, la letteratura per l'infanzia, la grafica e l'illustrazione, la fotografia e il cinema, la saggistica e la narrativa. La bibliografia aperta diventa, da un lato, un piccolo poster e, dall'altro, un panorama di micro stelline che può servire da "note b**k".
Per il corso E perchè tu no? Giulia Mirandola, con l'aiuto grafico di Michele Galluzzo e Elena Meneghini, ha ripensato il concetto di bibliografia ragionata per trasformarla in "una mappa, una coperta di libri, una bookshelf on tumblr. Serve ad avere occhio, sviluppa l'esercizio critico. Gli spazi bianchi sono zone per la composizione scritta e grafica, dove far crescere bibliografie maggiori".
Tre esperimenti per continuare a esplorare nuove forme bibliografiche più adatte ai libri illustrati. Un'altra strada per tenere insieme le parole e le immagini.
Oh my book! Biblioteca/archivio a Macao per veri "ladri di immagini"
Cosa serve per far nascere una biblioteca/archivio? Libri e riviste da valorizzare (raccolti o donati)
Un paio di occhi che sanno scegliere i libri e metterli insieme con gusto, espositori e scaffali con materiali di recupero
Uno spazio accogliente e funzionale
E il pubblico che guarda quei libri e rende quello spazio vivo, veri "Ladri di immagini" che attraversino spazi, consumino pagine, si facciano venire idee a partire da quello che sfogliano. La cosa più difficile da creare.
Queste foto sono dell'archivio/biblioteca di Macao, scattate in occasione di Oh my book! Un esperimento straordinario di recupero e valorizzazione di riviste e libri preziosissimi di architettura, arte e design, di saggistica storica e politica. Una sfida agli archivi sotto chiave, immagini a portata di occhi.
Pensare per immagini
Proust. I colori del Tempo, Elena Marangoni, Electa 2014
Gli scrittori pensano per immagini, lo diceva anche Calvino nelle Lezioni americane: lo stile come un colore, la trama come un disegno. "La Recherce può essere concepita come una sconfinata galleria di immagini dipinte, e i colori sono i fili impalpabili che ci permettono di attraversarla" (E. M.).
I colori del Tempo è un atlante dei colori di Proust e dei suoi riferimenti artistici, dal giallo delle campagne di Van Gogh ai rosa dei vestiti femminili. Un modo per entrare nell'immaginario visivo di un autore.
Ciao, sono la Stefi! L'8 marzo a fumetti
C’ero anche io tra le migliaia di bambine che alle elementari aspettavano ogni settimana le strisce della Stefi sul Corriere dei Piccoli, pubblicate regolarmente dal 1976 e oggi ospitate di tanto in tanto dal Corriere della Sera. Per Doppiozero.
Le cose in-misurabili
Le cose in-misurabili, Ayumi Kudo, Harlem Room 2013
Questo libro d'artista di Ayumi Kudo, illustratrice giapponese in Italia, racconta che c'è una differenza tra essere capaci di spiegare quello che si vive e saper descrivere quello che si sente davvero.
Che cosa si può misurare e cosa no? Quali sono le grandezze, le intensità e i confini di ciò che sentiamo?
L'unica cosa davvero in-misurabile dei quadrati di Ayumi è la distanza tra desiderio e realtà.