Sguardo in alto e osservo la pioggia, una scarpa slacciata sul gradino si poggia, mentre nel vuoto il pensiero si perde, sento urlare nell'aria "Rosso, bianco e verde!". Il tempo si ferma per farmi riflettere, la pioggia si blocca per non farmi distrarre, per farmi capire che senza scommettere, ho vinto qualcosa più grande del mondiale. È stato per poco ma ciò che ha trasmesso, ha riempito da solo due anni che ho perso, tra tutte le lacrime alla fine ho sorriso, un fiore nero che sboccia in paradiso, o un aureola bianca in mezzo all'inferno, più stringeva più sembrava l'eterno. Come se ciò che ritieni "praticamente impossibile", ti si porga davanti con un tono flebile, e dica:"Ciò che non credevi fosse possibile, ti è proprio di fronte, davanti alla palpebre". Giuro che a me è sembrato toccante, lei che da sola in mezzo a tante, ha fatto una cosa che per me era importante, ha fatto più luce di una stella cadente. Mi spiace se io non ho trasmesso niente, non sono mai stato bravo con tutta la gente, mi spiace davvero, però ci ho provato, sono sincero anche se ho fallito, son freddo di mio però ti ringrazio, perché nel tuo tempo per me hai trovato spazio. E ora la pioggia continua a cadere, il tempo riprende tra le sue mani il potere, ma a me poco importa, può continuare, rimane solo il titolo da sistemare, anche se c'è la mia firma alla fine, di te qui c'è traccia in tutte le rime, e se c'è la "M" nel titolo non è per errore, è per dire al mondo che è scritto in tuo nome.