Intervista a Daniele Mattiuzzi, fare musica col Digitale
Moreno La Quatra e Alessio Chiolo intervistano Daniele Mattiuzzi per S.I.A.Mo Music Pills.
Ecco Alcuni dati su di lui: è Diplomato Audio Engineer 2002 alla SAE di Milano, è un Tecnico del Suono, Produttore Musicale, Trainer Certificato Ableton.
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Gestisce a Torino Wave Life , studio di produzione musicale, registrazione e laboratorio per la diffusione della cultura musicale. Oltre a questo nello studio si svolgono: corsi da dj e di produzioni musicali con le nuove tecnologie. Wave Life è inoltre Sede delle seguenti etichette: Music Life Records, Klubbin Life e Royal Life.
Immagine Concessa da: Wave Life
Di seguito troverete la trascrizione dell'intervista.
- Moreno: "Il digitale con la diffusione delle Daw (Digital Audio Workstation), ha portato una vera e propria rivoluzione nella produzione musicale, a livello qualitativo cosa è cambiato?"
Daniele: "In effetti si, con la diffusione delle Workstation Digitali è cambiato molto il modo di produrre musica, principalmente permette di ridurre i costi, dà la possibilità a più persone di approcciarsi a questo mestiere. Prima il produttore musicale aveva una lunga carriera alle spalle, partiva dall'essere prima musicista e anche un pò tecnico, adesso tutti possono un pò approcciarsi a questo tipo di lavoro. Qualitativamente, alcuni dicono che la qualità intrinseca della produzione si sia abbassata perchè allargando il campo la media delle produzioni è più bassa, se parliamo di produzione soprattutto artistica e produzione tecnica a livello del suono (cioè della qualità audio) e delle scelte. Se parliamo di possibilità a livello di "come si sente", il digitale ha introdotto numerosi miglioramenti, ad esempio, pensando al fruscio che è una caratteristica tecnica dell'audio analogico delle registrazioni su nastro o delle incisioni su vinile, a seconda del supporto di cui parliamo, e dell'aumento della dinamica, perchè i supporti digitali attuali fanno si che la dinamica che si può mettere su supporto sia addirittura superiore a quella che l'orecchio umano può sentire. Per cui da un lato c'è stato un miglioramento tecnico che però da alcuni è considerato una perdita di calore e quindi di particolarità. Secondo me, soprattutto l'approccio dei produttori moderni ha un po perso la visione dei produttori storici. Io penso ancora oggi che le produzioni dei Beatles siano impareggiabili; quindi, dipende sempre dal punto di vista, quando si parla di qualità, se si ci riferisce a qualcosa di più emotivo, delle emozioni trasmesse o se si guarda il lato più tecnico."
- Alessio: "Daniele, alcuni software emulano i suoni degli strumenti analogici, questi sono realmente fedeli al suono originale?"
Daniele: "Oggi con parecchi software ci avviciniamo molto al suono degli strumenti originali, ci sono ormai dei campionatori che riescono a riprodurre suoni di pianoforte in un modo talmente preciso, fedele e piacevole che, a volte, è migliore di un risultato che potrebbe avere un produttore medio, in uno studio medio con un pianoforte medio se si mettesse a registrare un pianista con dei microfoni, perchè le case produttrici di questi software che li commerciaizzano registrano queste fonti con il top dei microfoni, attrezzature e preamplificazione negli studi più belli del mondo. Si ha quindi una versatilità incredibile, con un software puoi passare dalla riproduzione di un suono più vicino o più lontano, aggiungere ambiente, eccetera. Ci sono chiaramente degli strumenti di cui ancora è molto difficile ricrearne l'essenza, ad esempio gli strumenti a fiato oppure alcune espressioni degli strumenti ad arco, questo per quanto riguarda i campionatori. La sintesi invece, cerca di emulare un circuito elettrico, e anche li, si ha a che fare con alcune differenze che non si possono che sentire se hai lo strumento originale se li metti a confronto da vicino, però per il fatto che, la musica oggi va velocissima, il digitale ha veramente permesso di avvicinarsi a tal punto che a volte è meglio, è più comodo e dà più possibilità (il fatto che a volte in digitale hai delle caratteristiche aggiuntive a quelle che erano nello strumento originale) tali che si preferisca a volte uno strumento digitale, un'emulazione. Quello che posso dire io, è che il digitale ha introdotto nuovi metodi di sintesi, che sono diversi dalla semplice riproduzione del MOOG e che ci sono delle sfumature dovute al suono dello strumento vero che a volte quelli che fanno i software cercano di riprodurre, però non saranno mai uguali perchè il bello dello strumento originale è che è un pò impreciso ed è bello che venga fuori quella grana e quella pasta un pò particolare, sempre a livello produttivo. A livello tecnico direi che sono veramente arrivati a livelli notevoli."
- Moreno: "Quali sono gli strumenti di uno studio che non possono essere sostituiti dal digitale?"
Daniele: "Oggi è stato sostituito quasi tutto col digitale, gli studi si sono rimpiccioliti; direi che c'è una parte principale (che non può essere sostituita) che è quella della trasduzione da energia meccanica, quindi il suono presente nell'aria prodotto dagli strumenti dei musicisti che deve venire trasformato in energia elettrica, per cui i microfoni sono insostituibili, non esisterà mai un microfono digitale, non sempre però possiamo chiamarlo analogico. Diciamo che, anche nel campo dei microfoni marchi e modelli fomosi stanno mettendo il convertitore direttamente dentro il microfono, anche lì siamo nella border line. Per il resto, nel mondo dei mixer, di effettistica e i supporti di registrazione (che ormai sono gli Hard Disk), tutta la produzione può essere fatta in digitale. Oggi la scelta di utilizzare l'analogico è un scelta produttiva, perchè le sonorità sono sempre leggermente diverse, quindi le macchine analogiche ti permettono di spingere verso una direzione la tua produzione se ne hai la possibilità. In effetti si può fare interamente il lavoro al computer, come dicono gli Americani "in the box"."
- Alessio: "Visto che basta un computer e un sequencer per iniziare a far musica, è aumentato il numero di possibili producer, lo vedi come un bene o un male questo fatto?"
Daniele: "Da un lato è molto bello che tutti abbiano la possibilità di cimentarsi nella produzione musicale. Per molti sarebbe stata una passione che, per mancanza di fondi, non avrebbero mai potuto sfogare. Da un altro lato, come è successo anche in altri ambiti quale è la fotografia, la creazione di filmati e persino in cucina, tutti possono far tutto con budget ridotti, per cui sicuramente in giro si trova tanto materiale di basso livello. C'è una saturazione del mercato perchè tutti hanno anche la possibilità di poter pubblicare o comunque mettere in rete i propri lavori. Questo fa si che ci sia veramente un affollamento dei media. Quindi possiamo dire che é un male ed un bene allo stesso tempo.
- Moreno: Musica in mobilità, musica da tablet e da PC, come può aiutare un produttore ad esprimere ed imprimere subito, sul momento, il proprio stato d'animo e l'idea sulla traccia?
Daniele: Alcuni dispositivi mobili, secondo me, hanno fatto si che un artista, un produttore, un musicista possa registrare un'idea che ha avuto in un momento particolare della giornata. Mi è capitato di essere in macchina e registrare una melodia che mi è venuta in mente chissà sentendo che cosa. Nello stesso tempo ci sono una marea di software che nascono per gli smartphone e i tablet, spesso sono semplici, immediati e quindi molto creativi, perchè sono visti più come strumenti. La musica spesso nasce dall'utilizzo di tanti piccoli strumenti che ci arrivano da queste nuove tecnologie, di conseguenza penso che questo sia un lato positivo del digitale.
- Alessio: "Quali generi musicali sono nati col digitale e quali altri son tramontati?"
Daniele: "Dirti nello specifico adesso quali sono nati e quali son tramontati non saprei. Sicuramente, buona parte dell' elettronica che sentiamo oggi è palesemente influenzata e figlia dei computer e delle tecnologie digitali. La musica Dance si è evoluta tantissimo; è diventata più complessa e soprattutto più compressa. Cambiando una lettera o una parola cambia tantissimo. Tutto suona più forte; il volume medio percepito è molto più elevato. I tipi di musica sono stati influenzati dal fatto che i campionatori oggi sono potentissimi, rispetto ai campionatori che si potevano avere anche solo dieci anni fa; anche la quantità di effettistica che si può mettere nelle produzioni è ormai limitata alla potenza di calcolo dei processori velocissimi. Per cui, ci sono dei generi, come tutta questa musica electro, con questi suoni spinti, con degli arrangiamenti intrecciati e complicati, che prima sarebbe stata impossibile da fare. Allo stesso tempo, è un po' calata, soprattutto all'interno della musica elettronica, la parte strumentale suonata; per cui è stato un po' abbandonato l'innesto nell'utilizzo di strumenti veri come bassi, chitarre. Quindi, da un certo punto di vista, non sono propriamente morti dei generi, ma son morti dei metodi di produzione.
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