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Chilling isn’t it? More about how they did this over at Stanford.edu
Albertino, J-Ax e Fedez inaugurano il nuovo sito con uno speciale showcase, in streaming solo su deejay.it...
Grazie per i mesi insieme, ma continuiamo
Questo vuol essere un post totalmente di riflessione personale e esplicativo per quanto riguarda le sensazioni, emozioni e aspettative realizzate in questi mesi di produzione di post e frequenza a un corso illuminante.
E' fuor di dubbio che la produzione massiva di articoli in questo periodo è stata spronata inizialmente da una scoperta di un mondo nuovo per me, ma successivamente si è trasformata in passione. Basta veramente un po' di interesse e volontà per creare il vostro blog e Tumblr, Wordpress e Blogger vi danno un sostegno per iniziare.
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A differenza di altri membri del gruppo non produco musica, direi che sono più che altro un buon fruitore ed è per questo che i miei ultimi scritti veicolano il messaggio di una nuova via commerciale per la musica attraverso il free download.
Personalmente mi piacerebbe portare avanti questo esperimento, magari trovando altre persone con interessi e conoscenze che vogliano contribuire direttamente o indirettamente.
Nata come una sfida, il blog "S.i.a.mo Music Pills" voleva stuzzicare la curiosità di un ampio bacino d'utenza visto che la musica, con tutti i suoi generi, contribuisce in maniera preponderante a creare il nostro vissuto e a plasmarlo.
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Allora avanti ragazze e ragazzi, signore e signori: la nostra pagina Facebook e Twitter aspetta vostre opinioni in merito, commentate e suggerite. L'anno accademico volge al termine, ma la passione non si spegne mai!
Vi lascio con un altro sito di MC e rapper italiani dove potete trovare moltissimi mixtape in free download.
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Grazie per l'entusiasmo con cui ci avete seguiti, sono convinto che potremo continuare questo viaggio.
Simone Leonardi
Mixo digitale. Perché?
Convergenza digitale nell'ambito della musica: perché ho scelto di contribuire ad un blog su questo argomento?
Io sono (o tento di essere) un dj digitale, nel senso che utilizzo gran parte dei mezzi digitali di cui abbiamo parlato su questo blog. Lascio giudicare se bene o male a chi mi ascolta.
Io, con l'attrezzatura che condivido con un grande amico (n.d.a. Lorenzo Sottini, che ha disegnato il logo di SIAMoMusicPills). La foto è stata scattata da un altro amico, forse già troppo ubriaco. ©SIAMoMusicPills
Un PC, un Macbook, due schede audio, due controller, i vinili time-coded di Traktor Scratch... Insomma, non ci siamo fatti mancare nulla. Sul mio Macbook gira Ableton Live (di cui ha parlato Alessio Chiolo in un altro post), con dei sample e VST caricati in un progetto per Finger Drumming & Controllerism (per cui ho fatto un tutorial). Controllo tutto con i controller MIDI Novation Launchpad e Korg NanoKontrol.
La mia demo di Finger Drumming e Controllerism.
Sul PC del mio amico, invece, gira Traktor Scratch, controllato con una scheda audio Traktor Audio A6. Prima il programma utilizzato era Mixvibes, ma funzionava abbastanza male, per la verità. Il segnale da giradischi è sdoppiato in phono e line, per permetterci di utilizzare agevolmente anche vinili stampati, senza dover modificare l'impostazione dei cavi. Il fulcro di tutto l'impianto è il mio Allen&Heath Xone 42, che riceve su due canali i giradischi, su altri due i Remix Decks di Traktor e su un canale aggiuntivo il segnale di Ableton. Un concentrato di digitale che segue il suo percorso fino ad un mixer analogico, prima di essere sparato dai diffusori. Senza computer e software non potremmo sicuramente fare tutto ciò che ci è permesso fare ora: loop, effetti su effetti, remix on air, ...
Il motivo principale per cui ho scelto di contribuire ad un blog riguardo a digitale e musica è la convinzione che il digitale, spesso bistrattato nel mondo djing, liberi notevoli potenzialità creative. Certo, ci sono anche la passione personale ed il desiderio di condividere le mie esperienze ed i miei pareri, per quanto possano valere ed essere utili, con dei lettori interessati all'argomento. Non ultimo, il desiderio di sponsorizzare realtà giovani e meritevoli in ambito musicale, come OGOPOGO Records. E vi saluto proprio con l'ultimo pezzo che hanno prodotto.
Diffondete il verbo OGOPOGO, non imponete dei limiti al web!
Iacopo @iacopo_poli
Come Costruirsi uno studio Home Made?
Uno dei vantaggi più rilevanti della diffusione del digitale nel mondo musicale, come già discusso con Daniele Mattiuzzi nella sua intervista, è l’abbattimento dei costi riguardanti la produzione e quindi il relativo acquisto dei componenti di uno studio. Per creare uno studio “casalingo” i componenti che non possono mancare sono:
1. Un Computer o un Mac (Associato ad una Digital Audio Workstation di produzione)
2. Una coppia di casse da studio
3. Una Scheda Audio
4. Tastiera/Controller Midi
Photo By: Moreno Deejay Studio (Home Made)
Quindi, essenzialmente, sono pochi gli elementi da acquistare per creare uno studio casalingo e cominciare a creare le proprie produzioni. Naturalmente abbinati alla DAW (Software usato come ambiente base di produzione musicale) bisogna utilizzare software, che per iniziare possono essere quelli gratuiti (di cui ho fatto una breve recensione QUI) e successivamente acquistare quelli dedicati al nostro stile musicale.
Per partire alla creazione di uno studio bisogna innanzitutto capire il budget che si ha a disposizione. In questo post cercherò di dare una linea guida per dei budget “standard”, Escludendo il costo dell’acquisto di un PC/Mac. Si consigliano comunque diffusori da studio, anche di fascia bassa, anziché diffusori non dedicati, perché essi altererebbero la purezza del suono in uscita, impedendo la di creare un “mix” che venga riprodotto allo stesso modo in ogni diffusore.
Budget circa 300 €:
Photo By: Tom's Hardware Forum: (http://bit.ly/16da6jv)
DAW: Ableton Compatibile per Pc e Mac, oppure Fruity Loops Studio compatibile solo con PC. Entrambe le DAW hanno un costo che si aggira intorno ai 100€.
Diffusori: Empire R1000 al costo di circa 60€, sono la base dei diffusori da studio per iniziare.
Scheda Audio: consiglio una scheda audio Esterna, anche se bisogna valutare la qualità di quella interna al proprio PC. In Questo Caso Entry Level consiglio una Lexicon Alpha, costo circa 80 €.
Tastiera/Controller Midi: Sempre orientandoci verso un’entry level consiglio una Keystation Mini 32 al costo di circa 60 €
Budget circa 550 €:
Photo By: Moreno Deejay Studio (Home Made)
DAW: Ableton Compatibile per Pc e Mac, oppure Fruity Loops Studio compatibile solo con PC. Entrambe le DAW hanno un costo che si aggira intorno ai 100€.
Diffusori: Yamaha HS50M, sento di consigliarle in quanto possessore, suono pulito e distinto, vanno bene per stanze di circa 15 mq. Costo, circa 270 €
Scheda Audio: Bisogna in ogni caso valutare la qualità di quella interna al proprio PC. In Questo Caso consiglio ugualmente una Lexicon Alpha, al costo circa 80 €
Tastiera/Controller Midi: Consiglierei, per dei produttori/musicisti una tastiera di almeno 49 tasti come la M-Audio Keystudio costo circa 100 €
Budget circa 1100 €:
Photo By Adam Audio: (http://bit.ly/15WyIMC)
DAW: Con questo livello di budget consiglio un passaggio al software completo, come FL Producer Edition 11 dal costo di circa 180 € oppure con un mac mantenerci con Ableton o acquistare la versione superiore ad un prezzo più elevato di circa 400 €.
Diffusori: con un costo di circa 600 € per la coppia, Adam F7 (da anni la Adam Audio è un punto di riferimento per i diffusori da studio migliori)
Scheda Audio: La Focusrite Scarlett 2i2, con cui ci avviciniamo ad una fascia superiore, spendendo circa 130 €
Tastiera/Controller Midi: consiglio un ibrido tra Tastiera e Controller, con la possibilità di fare mixaggi live. M-Audio Axiom 49 MKII al costo di circa 210 €
Naturalmente queste composizioni sono frutto di esperienze sul campo e valutazioni soggettive. Il consiglio che posso dare a tutti è quello di provare ogni strumento prima di acquistarlo in modo che non si abbiano brutte sorprese.
Photo By: Studio FMRECORDS di Roma (http://www.fmrecords.it/immagini-studio-registrazione-roma.htm)
Fonti:
Esperienza Personale sul campo
www.strumentimusicali.net
www.musiclife.it (Consiglio di visitare il negozio fisico a Torino in Corso Agnelli 90/B, Torino)
www.luckymusic.com
Moreno La Quatra: Twitter - Facebook - Soundcloud
Cosa valutare nell'acquisto di una cuffia?
Grazie alle diffusione dei lettori audio portatili sempre più piccoli e degli smartphones su cui non poteva mancare il player musicale, la cuffia è diventato l'oggetto usato più frequentemente per l'ascolto di musica. Esistono vari modelli di cuffie, dagli auricolari alle cuffie wireless, di prezzi altrettanto vari. Ma non sempre una grossa spesa in termini economici equivale ad avere migliore qualità di ascolto: vedremo insieme quali cuffie scegliere a seconda dalle nostre esigenze e quali caratteristiche considerare nella scelta.
from cdn.cosmopolitan.taconeras.net
Parlando di auricolari, di solito l'utente medio si accontenta delle cuffie avute in dotazione nella confezione del device acquistato. Queste, per la loro assoluta portabilità, rimangono molto comode per chi occasionalmente vuole ascoltare musica, magari mentre passeggia.
from exhibo.it
Per chi ascolta abitualmente musica in ambienti affollati e rumorosi, come i mezzi pubblici, gli auricolari non saranno più l'ideale e sarà costretto ad alzare notevolmente il volume. Alzando il volume si avrà, oltre al maggiore consumo di energia, un distorsione del suono: in questo caso l'isolamento diventa una caratteristica essenziale della cuffia. Cuffie earbus, in-ear o meglio ancora quelle esterne da Dj, permettono di avere un isolamento ottimale in cui nessun suono entra o esce.
from theinspirationroom.com
Molto spesso la moda del momento, spinge nell'acquisto di cuffie più vistose e abbastanza costose, ma queste nella maggior parte dei casi non sono di qualità. Le cuffie esterne di ottima qualità sono quelle da studio o da dj che, con i loro grandi padiglioni, garantiscono qualità e confort nel caso da studio. Le cuffie da dj invece, sono più incentrate sull'isolamento e la potenza per poter permettere al dj, nelle proprie performance, un ascolto ottimale in condizioni di disturbo esterno estreme come in discoteca.
from flecom.fragmachines.com
Il range di frequenza di una cuffia rappresenta l'intervallo di frequenze a cui la cuffia risponde con l'emissioni di suoni. Con un range relativamente piccolo, la cuffia non potrà riprodurre certe frequenze e quindi un brano suonerà diversamente senza quelle. La maggior parte delle cuffie offre una risposta in frequenza tra 20 Hz e 20 kHz, ovvero la percezione dell'orecchio umano. Prendendo delle cuffie di fascia alta troveremo un range di frequenza più ampio, tra 10 Hz e 25kHz.
from tunisia-high-tech.com
Considerata l'impedenza, in commercio si trovano cuffie da 8 a un massimo di 600 Ohm. Questo è un parametro che, se è più elevato, equivale ad una maggiore resistenza della cuffia, cioè questa avrà bisogno di maggior potenza per poter raggiungere un volume elevato. Per ottenere un suono ottimale si dovrà sceglie una cuffie che avrà valore di impedenza uguale a quello della sorgente audio. Quindi a questo parametro, è correlato quello della sensibilità, rappresentante il massimo livello di volume (in decibel dB) con cui sarà riprodotto il suono in maniera fedele. Sono da evitare, cuffie che hanno come caratteristica il "noise cancelling" perché, queste al fine di ridurre il rumore, rischiano di tagliare alcune frequenze sonore, distorcendo il suono.
from techdigest.tv
Si possono trovare anche cuffie wireless, con il vantaggio che, essendo senza filo, si possono utilizzare più comodamente in determinate situazioni. Queste variano nei tipi di connessione con le quali s'interfacciano con la loro base trasmettitrice. Cuffie a raggi infrarossi hanno breve portata (di qualche metro), e per questo sono da favorire per l'uso in stanza, magari di fronte la tv. Le cuffie collegabili tramite bluetooth sono molto pratiche per l'utilizzo con devices di ultima generazione come gli smartphones. Con una portata nettamente superiore (100 metri), troviamo cuffie collegabili tramite radiofrequenza, dal costo più elevato. Ovviamente le cuffie wireless dispongono di alimentazione propria quale, batteria interna ricaricabile oppure normali pile.
from tecnomagazine.it
Prima di mettersi alla ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo e poter godere a pieno della qualità di una cuffia, dovrete disporre di una buona sorgente sonora. Dovrete valutare le vostre abitudini di ascolto e poi scegliere delle cuffie "piccole" o esterne, con una spesa superiore ai cento euro per cuffie da studio o da dj.
Trovi guide simili anche su victorfleur.com o feeddolphin.com
Alessio Chiolo
seguimi anche su Twitter Soundcloud YouTube
L'armonia di Eraclito: guida all'harmonic mixing
L'armonia nascosta vale di più di quella che appare. (Eraclito)
L'armonia nascosta è vera armonia. Perfetta concordanza di suoni che risulta naturale e quindi non appare nemmeno. Dunque, come creare e conservare armonia in un djset?
Eseguire mix armonici significa mixare tracce nella stessa tonalità musicale o in tonalità compatibili. Questo accorgimento rende molto più gradevole all'orecchio il passaggio da una traccia alla successiva.
Per determinare la tonalità di una traccia ad orecchio sono necessari dei passaggi che, sebbene non eccessivamente complicati, richiedono parecchio tempo, soprattutto per un ascoltatore non allenato, ed è necessaria una tastiera MIDI o analogica.
Trovare la tonica. Mentre la traccia viene riprodotta, suonare una alla volta le note sulla tastiera, finché non si individua quella che più di altre "scompare" nel pezzo, indipendentemente dal suo sviluppo.
Aggiungere la dominante e la sottodominante, dovrebbero suonare altrettanto bene.
Per capire se la chiave è maggiore o minore, suonare l'accordo maggiore o minore basato sulla tonica e individuare quale dei due suona meglio.
Gli accordi maggiore (o minore, a seconda della chiave) di dominante e sottodominante devono suonare bene.
Per chi è privo di una salda educazione musicale, può risultare complicato eseguire quest'analisi per ogni pezzo ed effettuare dei mix armonici. Fortunamente esistono software che possono eseguire questo procedimento al nostro posto.
Mixed In Key - Prezzo: 58$
Fonte
Programma semplice, quasi un plugin. Fondamentalmente esegue BPM e Key Detection e salva queste informazioni sul file.
Mixshare Rapid Evolution - Prezzo: Free
Fonte
Permette di salvare BPM, chiave, tempo, genere, commenti. Sono inclusi un BPM-Tapper e una tastiera MIDI virtuale per determinare BPM e chiave manualmente. Ha inoltre una funzione di condivisione delle informazioni sulle proprie tracce con gli altri utenti Mixshare.
Beatunes - Prezzo: 34.95$
Fonte
Determina automaticamente BPM, chiave, metadata della traccia (utilizzando l'impronta acustica), testo e lingua originaria della canzone. Ripara la libreria musicale eliminando i doppioni e riparando le informazioni sulle tracce. Fornisce direttamente consigli per il mix armonico con il pezzo in riproduzione.
KeyFinder - Prezzo: Free
Fonte
Il più semplice, ma anche il più performante tra tutti i principali software di key detection. È focalizzato sulla ricerca della chiave musicale, infatti non offre altre funzioni, ma è molto veloce nello svolgere il suo compito. Rilasciato in licenza GPL v3.
Dopo aver provato il trial di Beatunes e Rapid Evolution, la mia scelta è ricaduta su Keyfinder, con soddisfazione. Organizzando la musica con Traktor e iTunes, Keyfinder era proprio quello che mi mancava.
Percentuali di precisione medie:
30% chiave corretta
40% chiave non corretta, ma compatibile
30% chiave non corretta e incompatibile
Per rendere più veloce la ricerca dei pezzi compatibili durante un set, è stata creata la Camelot Wheel.
Fonte
Ognuno dei programmi sopraelencati è impostato, o si può impostare, in modo da far corrispondere ad ogni chiave musicale il rispettivo codice alfanumerico della Camelot Wheel. Questo codice verrà poi scritto nelle informazioni o nel nome del pezzo.
La regola è semplice: sono compatibili numeri vicini o stesso numero con lettera diversa. Una traccia in chiave 5A, può essere mixata quindi con 4A, 6A o 5B e così via. Buon divertimento!
Iacopo
su Twitter: @iacopo_poli
Intervista a Daniele Mattiuzzi, influenza del Digitale sulla vendita di musica
Moreno e Alessio nuovamente intervistano Daniele Mattiuzzi trattando l'influenza del digitale sulla vendita di musica.
Ecco Alcuni dati su di lui: è Diplomato Audio Engineer 2002 alla SAE di Milano, è un Tecnico del Suono, Produttore Musicale, Trainer Certificato Ableton.
© All right reserved: Ableton
Gestisce a Torino Wave Life , studio di produzione musicale, registrazione e laboratorio per la diffusione della cultura musicale. Oltre a questo nello studio si svolgono: corsi da dj e di produzioni musicali con le nuove tecnologie. Wave Life è inoltre Sede delle seguenti etichette: Music Life Records, Klubbin Life e Royal Life.
Immagine Concessa da: Wave Life
Di seguito trovate un breve riassunto dell'intervista.
- Moreno: Il Digitale, quanto ha influito sulla vendita di dischi e di musica?
Daniele: Negli ultimi tempi si è assistito alla diffusione di negozi online per la vendita di dischi o singole tracce in mp3. Questo però è solo un passaggio perchè l'ascolto musicale si sta evolvendo verso piattaforme Streaming come Youtube o Spotify (Alessio ne ha parlato QUI). Gli store digitali sono però ancora il presente e snelliscono i processi di distribuzione e quindi la mole di prodotti sul mercato è notevolmente aumentata. Con questa opportunità sono nate, quindi, tante nuove etichette. Da un lato si ha un aumento di prodotti in vendita e dall'altro un calo di vendite dovuto non solo al digitale ma anche al sostrato culturale.
- Alessio: Pensi che Soundcloud o Mixcloud influenzino negativamente o positivamente le vendite? Aiutano i nuovi producer ad emergere?
Daniele: ci sono molti siti tra ciu Soundcloud e Mixcloud che permettono di condividere musica con il pubblico o esperti del settore. Questi siti sono ormai essenziali per le nuove esigenze del mercato discografico. L'efficienza di questi siti dipende dal tempo che si dedica alla loro cura; gli artisti possono comunque avere una possibilità in più da questi "social network musicali".
- Moreno: Allora Daniele conosci il sito ZipDj? lo vedi positivamente o negativamente?
Daniele: Questo sito è indirizzato esplicitamente al mondo dei dj e nel mondo del digitale in cui le uscite non sono più fisiche, il dj si ritrova a creare la sua raccolta musicale da tutti gli e-store specializzati. ZipDj invece, permette di sottoscrivere un abbonamento, pagando una cifra forfettaria, con il quale si ha diritto ad un numero di download illimitati e legali.
- Alessio: Etichette quasi esclusivamente online, un bene oppure si perde il lato colloquiale con queste?
Daniele: Secondo me è sbagliato creare una carriera senza uscire di casa e creando musica cercando di veicolarla solo sulla rete. Credo sia meglio costruire la propria carriera basata sul rapporto con persone con esperienza sul campo, che conosci di persona e con le quali puoi scambiare idee. L'Olanda, Belgio, Germania a dispetto dell'Italia sono molto più organizzati in questo senso e infatti sono diventati dei leader nella musica elettronica.
Alessio Chiolo: Twitter Soundcloud YouTube
Moreno La Quatra: Twitter - Facebook - Soundcloud
Intervista a Daniele Mattiuzzi, fare musica col Digitale
Moreno La Quatra e Alessio Chiolo intervistano Daniele Mattiuzzi per S.I.A.Mo Music Pills.
Ecco Alcuni dati su di lui: è Diplomato Audio Engineer 2002 alla SAE di Milano, è un Tecnico del Suono, Produttore Musicale, Trainer Certificato Ableton.
© All right reserved: Ableton
Gestisce a Torino Wave Life , studio di produzione musicale, registrazione e laboratorio per la diffusione della cultura musicale. Oltre a questo nello studio si svolgono: corsi da dj e di produzioni musicali con le nuove tecnologie. Wave Life è inoltre Sede delle seguenti etichette: Music Life Records, Klubbin Life e Royal Life.
Immagine Concessa da: Wave Life
Di seguito troverete la trascrizione dell'intervista.
- Moreno: "Il digitale con la diffusione delle Daw (Digital Audio Workstation), ha portato una vera e propria rivoluzione nella produzione musicale, a livello qualitativo cosa è cambiato?"
Daniele: "In effetti si, con la diffusione delle Workstation Digitali è cambiato molto il modo di produrre musica, principalmente permette di ridurre i costi, dà la possibilità a più persone di approcciarsi a questo mestiere. Prima il produttore musicale aveva una lunga carriera alle spalle, partiva dall'essere prima musicista e anche un pò tecnico, adesso tutti possono un pò approcciarsi a questo tipo di lavoro. Qualitativamente, alcuni dicono che la qualità intrinseca della produzione si sia abbassata perchè allargando il campo la media delle produzioni è più bassa, se parliamo di produzione soprattutto artistica e produzione tecnica a livello del suono (cioè della qualità audio) e delle scelte. Se parliamo di possibilità a livello di "come si sente", il digitale ha introdotto numerosi miglioramenti, ad esempio, pensando al fruscio che è una caratteristica tecnica dell'audio analogico delle registrazioni su nastro o delle incisioni su vinile, a seconda del supporto di cui parliamo, e dell'aumento della dinamica, perchè i supporti digitali attuali fanno si che la dinamica che si può mettere su supporto sia addirittura superiore a quella che l'orecchio umano può sentire. Per cui da un lato c'è stato un miglioramento tecnico che però da alcuni è considerato una perdita di calore e quindi di particolarità. Secondo me, soprattutto l'approccio dei produttori moderni ha un po perso la visione dei produttori storici. Io penso ancora oggi che le produzioni dei Beatles siano impareggiabili; quindi, dipende sempre dal punto di vista, quando si parla di qualità, se si ci riferisce a qualcosa di più emotivo, delle emozioni trasmesse o se si guarda il lato più tecnico."
- Alessio: "Daniele, alcuni software emulano i suoni degli strumenti analogici, questi sono realmente fedeli al suono originale?"
Daniele: "Oggi con parecchi software ci avviciniamo molto al suono degli strumenti originali, ci sono ormai dei campionatori che riescono a riprodurre suoni di pianoforte in un modo talmente preciso, fedele e piacevole che, a volte, è migliore di un risultato che potrebbe avere un produttore medio, in uno studio medio con un pianoforte medio se si mettesse a registrare un pianista con dei microfoni, perchè le case produttrici di questi software che li commerciaizzano registrano queste fonti con il top dei microfoni, attrezzature e preamplificazione negli studi più belli del mondo. Si ha quindi una versatilità incredibile, con un software puoi passare dalla riproduzione di un suono più vicino o più lontano, aggiungere ambiente, eccetera. Ci sono chiaramente degli strumenti di cui ancora è molto difficile ricrearne l'essenza, ad esempio gli strumenti a fiato oppure alcune espressioni degli strumenti ad arco, questo per quanto riguarda i campionatori. La sintesi invece, cerca di emulare un circuito elettrico, e anche li, si ha a che fare con alcune differenze che non si possono che sentire se hai lo strumento originale se li metti a confronto da vicino, però per il fatto che, la musica oggi va velocissima, il digitale ha veramente permesso di avvicinarsi a tal punto che a volte è meglio, è più comodo e dà più possibilità (il fatto che a volte in digitale hai delle caratteristiche aggiuntive a quelle che erano nello strumento originale) tali che si preferisca a volte uno strumento digitale, un'emulazione. Quello che posso dire io, è che il digitale ha introdotto nuovi metodi di sintesi, che sono diversi dalla semplice riproduzione del MOOG e che ci sono delle sfumature dovute al suono dello strumento vero che a volte quelli che fanno i software cercano di riprodurre, però non saranno mai uguali perchè il bello dello strumento originale è che è un pò impreciso ed è bello che venga fuori quella grana e quella pasta un pò particolare, sempre a livello produttivo. A livello tecnico direi che sono veramente arrivati a livelli notevoli."
- Moreno: "Quali sono gli strumenti di uno studio che non possono essere sostituiti dal digitale?"
Daniele: "Oggi è stato sostituito quasi tutto col digitale, gli studi si sono rimpiccioliti; direi che c'è una parte principale (che non può essere sostituita) che è quella della trasduzione da energia meccanica, quindi il suono presente nell'aria prodotto dagli strumenti dei musicisti che deve venire trasformato in energia elettrica, per cui i microfoni sono insostituibili, non esisterà mai un microfono digitale, non sempre però possiamo chiamarlo analogico. Diciamo che, anche nel campo dei microfoni marchi e modelli fomosi stanno mettendo il convertitore direttamente dentro il microfono, anche lì siamo nella border line. Per il resto, nel mondo dei mixer, di effettistica e i supporti di registrazione (che ormai sono gli Hard Disk), tutta la produzione può essere fatta in digitale. Oggi la scelta di utilizzare l'analogico è un scelta produttiva, perchè le sonorità sono sempre leggermente diverse, quindi le macchine analogiche ti permettono di spingere verso una direzione la tua produzione se ne hai la possibilità. In effetti si può fare interamente il lavoro al computer, come dicono gli Americani "in the box"."
- Alessio: "Visto che basta un computer e un sequencer per iniziare a far musica, è aumentato il numero di possibili producer, lo vedi come un bene o un male questo fatto?"
Daniele: "Da un lato è molto bello che tutti abbiano la possibilità di cimentarsi nella produzione musicale. Per molti sarebbe stata una passione che, per mancanza di fondi, non avrebbero mai potuto sfogare. Da un altro lato, come è successo anche in altri ambiti quale è la fotografia, la creazione di filmati e persino in cucina, tutti possono far tutto con budget ridotti, per cui sicuramente in giro si trova tanto materiale di basso livello. C'è una saturazione del mercato perchè tutti hanno anche la possibilità di poter pubblicare o comunque mettere in rete i propri lavori. Questo fa si che ci sia veramente un affollamento dei media. Quindi possiamo dire che é un male ed un bene allo stesso tempo.
- Moreno: Musica in mobilità, musica da tablet e da PC, come può aiutare un produttore ad esprimere ed imprimere subito, sul momento, il proprio stato d'animo e l'idea sulla traccia?
Daniele: Alcuni dispositivi mobili, secondo me, hanno fatto si che un artista, un produttore, un musicista possa registrare un'idea che ha avuto in un momento particolare della giornata. Mi è capitato di essere in macchina e registrare una melodia che mi è venuta in mente chissà sentendo che cosa. Nello stesso tempo ci sono una marea di software che nascono per gli smartphone e i tablet, spesso sono semplici, immediati e quindi molto creativi, perchè sono visti più come strumenti. La musica spesso nasce dall'utilizzo di tanti piccoli strumenti che ci arrivano da queste nuove tecnologie, di conseguenza penso che questo sia un lato positivo del digitale.
- Alessio: "Quali generi musicali sono nati col digitale e quali altri son tramontati?"
Daniele: "Dirti nello specifico adesso quali sono nati e quali son tramontati non saprei. Sicuramente, buona parte dell' elettronica che sentiamo oggi è palesemente influenzata e figlia dei computer e delle tecnologie digitali. La musica Dance si è evoluta tantissimo; è diventata più complessa e soprattutto più compressa. Cambiando una lettera o una parola cambia tantissimo. Tutto suona più forte; il volume medio percepito è molto più elevato. I tipi di musica sono stati influenzati dal fatto che i campionatori oggi sono potentissimi, rispetto ai campionatori che si potevano avere anche solo dieci anni fa; anche la quantità di effettistica che si può mettere nelle produzioni è ormai limitata alla potenza di calcolo dei processori velocissimi. Per cui, ci sono dei generi, come tutta questa musica electro, con questi suoni spinti, con degli arrangiamenti intrecciati e complicati, che prima sarebbe stata impossibile da fare. Allo stesso tempo, è un po' calata, soprattutto all'interno della musica elettronica, la parte strumentale suonata; per cui è stato un po' abbandonato l'innesto nell'utilizzo di strumenti veri come bassi, chitarre. Quindi, da un certo punto di vista, non sono propriamente morti dei generi, ma son morti dei metodi di produzione.
Moreno La Quatra: Twitter - Facebook - Soundcloud
Alessio Chiolo: Twitter Soundcloud YouTube
OGOPOGO Records. Qualità e tecnologia 2.0
© OGOPOGO Records
Cos'è OGOPOGO Records?
Un collettivo di giovani professionisti del settore audio/video, desiderosi di mettersi in gioco nel mercato discografico, offrendo servizi di altissimo livello e cercando di rivolgersi a nuovi talenti, senza distinzione di genere.
I due fondatori sono Paolo Mantini e Andrea Bertoglio e si avvalgono di collaboratori per le figure di arrangiatori, musicisti, videomaker, cameramen. Gli uffici sono a Brescia, ma la location conta poco perché l'etichetta punta ad espandere la sua presenza in tutto il mondo, grazie alla rete. Nel 2010 nacque lo studio di registrazione per utilizzo personale, poi la decisione di mettere a disposizione degli altri la loro professionalità e i loro mezzi. Come etichetta sono pienamente operativi dal 2012. Da allora, molto lavoro dietro le quinte per preparare materiale di qualità, materiale come quello che stanno iniziando a promuovere oggi e che è solo la punta dell'iceberg.
Vista la distanza fisica Torino-Brescia e vari impegni, Paolo Mantini ha cortesemente risposto ad alcune domande riguardo all'influenza del digitale sulla produzione e promozione musicale via mail, nella speranza di approfondire la questione prossimamente con un'intervista più approfondita di persona.
• Siete entrati nel mondo della produzione musicale già in era digitale. Il digitale facilita l'ingresso in scena di nuove realtà?
Assolutamente sì. La tecnologia permette di abbattere molti costi, quindi permette l'accesso al mercato anche a quegli artisti, o quelle produzioni, che prima dovevano essere scartate a causa del budget limitato. Dal punto di vista della promozione e distribuzione il digitale presenta enormi possibilità. Grazie ad equi mezzi, ora disponibili, di fatto si chiude l'era in cui solamente chi aveva i soldi aveva la possibilità di emergere e apre l'era in cui è il talento a farsi strada.
• Che utilizzo fate del digitale dal punto di vista tecnico? In cosa lo preferite, se lo preferite, all'analogico?
Le produzioni a basso costo, o a basso interesse artistico, vengono trattate totalmente con la tecnologia digitale in virtù dei costi minori. Quando la produzione, invece, ha un interesse ed un budget maggiore,ci appoggiamo a studi più grandi, dove possiamo utilizzare anche attrezzatura analogica, soprattutto nella fase di "Recording". Proprio in questa fase riteniamo che l'analogico sia ancora insuperabile. Per quanto riguarda il "Mix", invece, le moderne tecnologie permettono di ottenere eccellenti risultati, riducendo di tantissimo i tempi di lavoro e mantenendo i costi bassi, che significa offrire di più, a più persone.
© OGOPOGO Records
• Che utilizzo fate del digitale per la promozione e la vendita? Usate i social media e cosa ne pensate? Che pensate degli store online?
Tutta la moderna industria musicale si basa su social network e promozione online. Strumenti molto potenti, come quelli offerti da Facebook, permettono di arrivare in mercati lontani e di proporsi ad un bacino di utenza in altro modo irraggiungibile. È proprio la struttura dei social network a vincere: mentre i mass media tradizionali si propongono a tutti indistintamente, i collegamenti dei social network sono organizzati per interesse. È logico pensare che i miei amici condividano con me molti interessi, fra cui la musica, quindi se condivido un prodotto musicale che mi piace, è ragionevole che anche molti miei amici possano risultare interessati. È promozione 2.0. Anche dal punto di vista della distribuzione, il digitale è ormai imbattibile: offre una portata mondiale, costi di stoccaggio nulli e la vera rivoluzione: permette di acquistare solamente le tracce che interessano. Spendere 20€ per un cd di cui effettivamente ascolto 3/4 tracce non è alla portata di tutti, invece 1,90€ per due tracce che veramente piacciono, è una spesa che quasi tutti possono affrontare. Se la teoria della Long Tail funziona, questo è vero business.
• Cosa pensate della cultura del free-download (utilizzato per raccogliere dati e ottimizzare i guadagni dei tour), che si sta diffondendo ora?
Non siamo molto d'accordo. Ora esistono metodi per fruire della musica spendendo pochissimo (possibilità di acquistare singoli brani, Spotify, iTunes Match - ne ho parlato in un articolo precedente n.d.a.) e il contributo da parte dei fan è minimo. Abbiamo sempre visto il free-download come una svalutazione del lavoro fatto, come se l'artista dicesse: "sono disposto ad offrirtelo gratis, purché tu lo scarichi". Non pensiamo si tratti di prostituzione, ma sicuramente svaluta il lavoro artistico e della produzione, immettendo sul mercato qualsiasi prodotto, anche non curato. Siamo convinti che la leva per convincere un utente a scaricare un brano non sia il "free download" , ma la qualità e lo spessore artistico, quindi concentriamo il lavoro su quello.
• C'è una figura tra di voi che si occupa della gestione del sito e della sua SEO, dei profili social e di tutti questi aspetti?
Per questi aspetti non abbiamo una figura designata, ci diamo tutti da fare a cercare nuovi collegamenti e creare network e community. In soli 2 anni siamo riusciti a creare una discreta comunità che è ancora in grande espansione, finché questo modello funzionerà non pensiamo di cambiarlo.
• Vedete nuove frontiere per la discografia, vista la crisi che sta attraversando?
Siamo convinti che l'attuale crisi nel mercato discografico non sia finanziaria, ma qualitativa, sia da un lato che dall'altro. Da una parte mancano, o scarseggiano, professionisti del settore che siano in grado di offrire produzioni concrete e interessanti, dall'altra manca un serio impegno da parte degli artisti a mettersi in gioco e a sacrificare alcuni svaghi quotidiani per impegnarsi in un progetto. Dobbiamo tutti ritrovare la passione per la musica e per l'ascolto, vera grande crisi dei giorni nostri. La musica è spesso considerata un sottofondo, una cornice, quando invece dovrebbe esser al centro dell'attenzione. Quando tornerà la cultura di un buon ascolto della musica, allora ritornerà anche un mercato di qualità. Noi, nel nostro piccolo, ci impegniamo in questo!
Direi che la qualità non manca all'OGOPOGO!
Ringrazio per la disponibilità OGOPOGO Records. In bocca al lupo!
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"Sun Tzu" e il free download. Come le case discografiche potevano evitare il tracollo
Quando meno te lo aspetti trovi la perla! Leggevo la prefazione a "L'arte della guerra di Sun Tzu" ad opera della Wu Ming Foundation e che cosa trovo? Una critica alla strategia delle case discografiche che avvalora la mia tesi dei precedenti post.
Libro dove trovate la prefazione di Wu Ming
Nel brano la Wu Ming condanna aspramente chi sfrutta la strategia del manuale senza possederne la cautela e i principi ivi esposti, finalizzando quanto letto al solo scopo egoistico. Il che diventa disastroso quando si applicano erroneamente a sistemi economici.
Notare le facce tutte uguali: simbolo della Wu Ming, che in cinese significa "anonimo".
'Wu Ming disse'(con questa tecnica narrativa si apre ogni capitolo del manuale, tecnica ripresa da me per citare la fondazione): "[...] spicca la 'lotta alla pirateria', che spesso è stata una guerra contro Internet tout court e, soprattutto, contro il pubblico. [...] Anzichè fluire da monte a valle, aprirsi, innovare, intercettare in modo creativo prassi che andavano diffondendosi a macchia d'olio (la masterizzazione domestica, lo scambio di file peer-to-peer), i discografici hanno scelto la battaglia a campo aperto... contro i propri clienti."
'Wu Ming disse': "Oggi [i discografici] sono visti come villains, gabellieri, parassiti, le loro prese di posizione sono accolte come l'arrivo dello Sceriffo di Nottingham alla festa di compleanno dei coniglietti."
La critica prosegue contro la strategia adottata, ovvero, pur di avere ritorni immediati ed elevati, i discografici hanno "segato il ramo su cui si erano seduti". Egli sostiene:"Che senso ha minacciare e querelare una persona per poi, dopo un istante blandirla affinchè compri il tuo prodotto?"
-Segare il ramo su cui si è seduti-
Il concetto è semplice: le major avrebbero potuto agire con determinazione verso una riconversione della loro industria, investendo sul free download pubblicitario e su gli eventi live. Ma ahiloro, oggi, questo spazio è occupato dai 'social' e dai blog. Si vede così come a "cavalcare l'onda" sia l'artista "novus, qui faber fortunae suae est".
Io vi consiglio di leggere il libro citato, ma con cautela e seguendo le istruzioni di Wu Ming, chissà che la nuova era digitale, le strategie e la combinazione di creatività proliferatrice non salvino anche altri terreni economici e culturali.
Riflettiamo. Lesti. Si parte.
Per essere coerente con la mia posizione vi rimando a un gruppo di rapper italiani che stanno adottando la strategie del free download. Chissà che non vi piacciano... Il loro ultimo album è: "Machete mixtape vol 2". Buon ascolto.
-Copertina dell'album-
Post edit by Simone Leonardi
Computer che suonano musica, da hardware a software sequencer
Un sequencer è un dispositivo capace di riprodurre, modificare e creare dei segnali di controllo per poter manipolare uno strumento elettronico. Esistono sequencer hardware che recentemente sono stati quasi del tutto sostituiti dai sequencer software.
from audiocentralmagazine.com
Risalgono agli anni cinquanta i primi sequencer hardware, detti Step sequencer, che partendo da una serie di voltaggi componevano sequenze di controllo. In seguito, con l'uso di memorie digitali, si è incrementata la capacità di memoria degli Step sequencer così da non essere più limitati nel riprodurre sequenze corte. Le sequenze di controllo generate potevano poi essere usate per controllare i parametri di un sintetizzatore o generare melodie.
Solo con la diffusione del computer, negli anni ottanta potremo usare i primi sequencer software, programmi che gestiscono varie interfacce collegate ad apparecchi compatibili. Il protocollo MIDI e l'avvento dei software Tracker fecero si che il computer venisse usato come un sequencer per assegnare ai file MIDI dei campioni audio, effettarli e modificarli: nascono le DAW (Digital Audio Workstation). (from Wikipedia.org )
from getcommunications.co.nz
La Steimberg crea Cubase, uno dei primi sequencer software e poco dopo introduce nel mondo della tecnologia informatica il Virtual Studio Technology (VST), protocolo ampiamente usato sugli standard di plugin musicali per assegnare ai MIDI nuove funzionalità su strumenti virtuali ed effetti. Viene introdotta la tecnologia ASIO, capace di ridurre drasticamente la latenza sui driver; insieme al VST danno il via alla diffusione delle MIDI keyboard permettendo di suonare e registrare melodie in tempo reale.
from ausewing.com
Nascono programmi come eJay Dance, Magix Music Maker e un'utenza sempre più vasta utilizza software di sequencing grazie al loro approccio amatoriale. Fruity Loops della Image-line debutta in versione freeware con un'interfaccia intuitiva e semplice da usare. Sempre in questo periodo (anni 2000) troviamo Reason, vestito di una grafica molto vicina ai vecchi studi di registrazione e diretto concorente di Fruity Loops. Ma questi software non riescono a convincere del tutto i professionisti che preferiscono usare Logic della Apple e Cubase. (from Wikipedia.org )
from pointblankonline.net
Si afferma il ReWire, tecnologia in grado di favorire il collegamento di diversi sequencer in tempo reale, e un nuovo formato audio, il REX basato su dei file WAV contenenti informazioni utili a suddividere l'audio in piccoli parti che verranno messe in esecuzione dai Sampler. Da questo insieme di tecnologie e migliorie si riesce ad estrarre uno standard col fine di creare programmi più completi ed efficienti. E' la volta di Sony Acid PRO, Orion e Ableton Live, rinomati sequencer software professionali con funzionalità aggiuntive per il mondo del live djing.
from farm4.static.flickr.com
Le aziende del settore attraverso accordi con produttori di componenti hardware, riescono ad integrare ai propri software, device esterni per permettere una maggiore versatilità nel loro utilizzo, così da incentrare la produzione musicale sull'utilizzo del computer e magari subordinare alcuni sequencer hardware perfezionati dal digitale per l'utilizzo di sintetizzatori e drum machine.
Trovi altro sui sequencer anche su musicadigitale.net
Alessio Chiolo
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Contest online? Come mettere in luce il proprio talento
Indubbiamente una delle principali features dell'avvento del digitale nelle nostre case, e nello specifico di Internet, è la possibilità di mettersi in contatto con gente che si trova in una qualsiasi parte del mondo.
Photo By: http://bar18c.blogspot.it/2011/05/se-condividi-unidea-fai-nascere.html
Il talento, in questo caso riferito alla produzione musicale, può fare quindi il giro del mondo e non rilegarsi alle ristrette possibilità della propria provincia o regione.
Fornito il mezzo, ecco nascere dunque tutte le iniziative per scovare in qualunque parte del mondo un talento musicale, un dj innovativo, o un produttore fantasioso.
Cos'è un Contest?
La parola contest, in questo post, sara riferita all'ambito musicale, ma in generale un contest è una competizione di vario genere, gestita da un ente che lo indice con un Regolamento e una Modalità di votazione o giuria per decretare il vincitore.
Con la nascita di internet, i contest, oltre che a livello provinciale o regionale, si sono estesi a livello nazionale, continentale o addirittura mondiale.
Chi può indire un contest?
Photo By: http://www.toylet.it/2013/37121/classifica-libri-venduti-2012-italia.toy/podio
L'iniziativa del "contest" in sè e per sè può essere indetta da qualsiasi persona, ente o organizzazione. Molto spesso a creare un contest (nella produzione musicale) sono le etichette discografiche o i produttori di un certo calibro che necessitano di pezzi inediti o di remix per il proprio brano.
Come già detto, prima di creare queste vere e proprie gare, viene stilato un regolamento che gestirà lo svolgersi della competizione. Molte volte le ricompense ai vincitori possono essere:
1. Denaro contante, spesso però si tratta di competizioni di alto livello.
2. Buoni Spesa, spendibili solitamente sull'acquisto di materiale e strumentazione audio.
3. Percentuale sulla vendita, spesso quando si tratta di remix per l'uscita di un brano si propone un contratto che decide una percentuale di guadagno per il creatore del remix vincente.
4. Solo pubblicazione, a volte non viene offerta nessuna vera e propria ricompensa ma solamente una pubblicazione del remix nella casa discografica con conseguente pubblicità per il vincitore della competizione.
Tutto questo è una grande opportunità per un produttore che vorrebbe dimostrare il proprio talento, creando un primo rapporto con le etichette discografiche, magari facendosi notare da una di loro per la successiva realizzazione di un proprio progetto inedito.
La nascita e l'evoluzione di internet ha concesso a molti giovani appassionati l'opportunità di mettersi in luce, anche a coloro i quali erano distanti o impossibilitati a raggiungere una etichetta discografica per proporre le loro produzioni.
Per finire mi sento di consigliare a tutti coloro che volessero cogliere questa opportunità al volo, un sito internet che contiene una raccolta di queste competizioni, costantemente aggiornata . il sito web: www.remixcomps.com (per chi fosse interessato nei siti gemellati con esso sono presenti contest di varia natura, fotografico, video montaggi ecc.)
Photo By: www.remixcomps.com
Fonti:
www.remixcomps.com Esperienza e ricerca per motivi personali sul campo.
Moreno La Quatra
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Sentiti libero di sentirti "free downloadable". Nuova strategia di divulgazione culturale (prima parte)
Free music download
"Sul ponte legato ad un masso ci sta un discografico che... è stato portato al collasso per colpa di un c***o di mp3... Gli artisti, anche i più alternativi, gli gridano: 'meglio così'... ma piangono come bambini perchè voglion dare alle stampe un cd [...]" ('Tutti Dormano', de "Il sogno eretico")
Caparezza
In quegli anni Caparezza manifestava la sua impotenza di fronte al mutamento culturale, di fatto deresponsabilizzandosi, colpevolizzando, magari, la rete per il crollo delle vendite di dischi. Ecco, però, che emergono gli artisti più coraggiosi ed entusiasti. I quali vincono ponendosi nuove mete e alternative. Troppo facile fare scarica barile.
Immagine logo You tube
Per esperienza personale, ho constatato che la cultura digitale, oggi, invoglia l'utente ad una fruizione dei contenuti musicali principalmente sui circuiti Internet (Youtube, Soundcloud, Spotify(spiegato nel post di Alessio sul nostro blog), i-Tunes). (Che novità! Siamo in piena Rivoluzione Digitale. Questo blog non vi ha forse mostrato le innovazioni in questo settore?)
Il genere umano si è evoluto! Grazie al cambiamento. Sfida che ci troviamo di fronte ogni giorno e stimola le nostre esistenze. Non assopitevi!
Constatato il progresso digitale, come stanno agendo "proattivamente" gli artisti verso questo input scaraventatogli loro addosso?
Navigando in rete e cercando notizie relative all'argomento, mi sono imbattuto in "Yo-U-turn": un blog che si occupa di free download. Gestito da Giovanni Amoroso, il quale ha anche trattato, nella sua tesi di laurea, tutto il contesto del nuovo business del "free" e come gli artisti riescano a vivere delle loro opere con il nuovo potentissimo strumento di comunicazione che è Internet. Per approfondire seguite i link di questo paragrafo.
Lasciando, quindi, la trattazione specifica e molto più accurata a Giovanni, faccio ora una sintesi estrema. L'artista crea e condivide. Strabiliante e da 'fessi' penserete? In realtà no. La strategia adottata è quella di produrre un brano, piuttosto che un intero album (come preferibile), e pubblicarlo in free download (da scaricare gratuitamente) per un periodo finestra, che varia a seconda della notorietà dell'autore e delle scelte dei singoli.
C'è una semplice e non onerosa condizione: all'atto del download vi sono richiesti una casella di posta e il CAP (Codice di Avviamento Postale) per sapere orientativamente in che zona del globo vi trovate. Non sono impiccioni o stalker, semplicemente l'artista, non guadagnando più direttamente dalla vendita di dischi o di tracce su i-Tunes, si concentra sulla pubblicizzazione dei propri concerti, facendo ricerche statistiche preliminari per capire quanti suoi fans sono presenti in una determinata area e quanti parteciperebbero ad un eventuale concerto in zona. Questo permette agli artisti di tornare a suonare musica live e a concentrare le proprie forze dove vi è un effettivo riscontro di pubblico.
Edit by Simone Leonardi
Sentiti libero di sentirti "free downloadable". Nuova strategia di divulgazione culturale (seconda parte)
Popolarità
Riflessione personale ed espansione agli altri settori: Quali sono i vantaggi? In prima istanza si nota solo la perdita di denaro che si ha non vendendo i CD, d'altro canto non si ha neanche la spesa per produrli. Durante il periodo finestra gli atisti come vivono mi direte? Se già affermati possono sfuttare la loro fama con serate, concerti, promozioni etc... Se, come la maggior parte degli artisti in free download, non si è conosciuti, si deve effettivamente trovare qualche altrenativa per entrate immediate. Sponsor piuttosto che altri lavori o serate e partecipazioni a eventi minori.
I veri vantaggi sono, però, la capillarità è l'immediata espansione del pubblico potenzialmente a tutto il mondo. Se produci buona musica il riscontro è immediato perchè le voci circolano e la notorietà aumenta esponenzialmente. Ci si espone a comlplimenti e critiche sulle quali si può migliorare. Ma cosa più importante: si fanno concerti mirati, evitando flop.
Si è parlato nei post precedenti della non commerciabilità delle emozioni. I concerti live sono il giusto compromesso per un'esperienza diversa che può remunerare i nostri idoli e che porta la loro arte sul palco. Si sottolinea così l'esigenza di fare quello che a loro più piace: suonare ed esibirsi.
Luca e il suo libro
"So where's the promlem?" (Quindi dov'è il problema?) Come dice Luca Lorenzoni nel suo libro "Semplicemente felice": l'uomo ha una paura innata del cambiamento. Quando nasciamo c'è il punto di rottura. Si esce da un luogo che per nove mesi è stato ovattato, forse un po' angusto, ma dove, al tirar di pugni e calci al ventre materno, si ricevevano in cambio carezze e calore; dove i suoni erano attenuati e la temperatura media era di 37 gradi. Poi si esce, e lo sbalzo termico di 15 gradi ti stende, sei a testa in giù e i polmoni espandendosi per la prima volta bruciano allucinantemente, ti schiaffeggiano per vedere se piangi e stai bene. Direi che non è il massimo! Da quel momento associamo dolore al cambiamento. Ci crogioliamo nell'apatia dell'abitudine. Non si deve cambiare perchè si è sbagliati, ognuno è già giusto così com'è, ma si può e si deve sempre migliorare."Il miglioramento è cambiamento".
M.C. Pievatolo
Concludo finalmente parlando dell'espansione agli altri settori del concetto di free download. In data 17/5 è stata ospite al corso di "Rivoluzione Digitale", al "Politecnico" di Torino, l'illustre docente di Filosofia Politica all'"Università di Scienze Politiche di Pisa": Maria Chiara Pievatolo. (Potrete seguire la videolezione a breve sul sito del corso.) Ci ha trasmesso un messaggio davvero importante: la necessità di pubblicare le ricerche trovando nuove vie di distribuzione della cultura, preservando l'immagine del ricercatore, ondevitare che "entità superiori" controllino e imbavaglino le scoperte. Questo è un regresso culturale dovuto al non finanziamento e tutela di queste eccellenti personalità da parte dello Stato. (In realtà il fenomeno è più complesso ed eccellentemente esposto nella lezione).
Ma anche in questo campo sì è deciso di parlare di cambiamento, o forse ormai dovremmo dire miglioramento. Il boom dell'informazione che ci saremmo dovuti aspettare in questi ultimi 15 anni non è avvenuto. Come mai? La professoressa Pievatolo ci ha spiegato come alcuni esponenti del mondo culturale siano restii alla divulgazione del sapere su riviste Internet e blog che sarebbero magari meno note, ma decisamente più capillari e meno politicamente esigenti.
Si potrebbe creare, lei spiega, un filtro a livello di accreditazione una volta avvenuta la pubblicazione e non a monte, cosìcchè un'eventuale rivisitazione delle ricerche possa essere effetuata alla luce del sole e contestualmente a effettivi miglioramenti. La risposta in sordina è che le personalità, che dovrebbero garantirsi la tutela con l'espansione di pubblico, sono troppo confortate dalla loro sicurezza lavorativa, ma ahinoi, i tagli alla cultura si stanno facendo sentire e se dapprima si rimuove il personale amministrativo e di gestione degli ambienti, i prossimi saranno i docenti.
Niente personale, niente docenti, niente lezioni, niente cultura, nuove generazioni schiacciate dall'alto e vittime inconsapevoli. Docenti e studenti, questo è un appello: sfruttate la rete al massimo della sua potenzialità e non fate calpestare il vostro/nostro prossimo futuro!
Verga a questo punto ci parlerebbe delle conseguenze della "fiumana del progresso". Non diventiamo i "travolti" della situazione!
Edit By Simone Leonardi
Spotify: musica in streaming gratis
Già lanciato nel 2010, debutta in Italia lo scorso 12 febbraio Spotify, un servizio multipiattaforma per ascoltare musica in streaming diffusosi grazie alla sua integrazione con Facebook. Per poter accedere al vasto database di file musicali, bisogna creare il proprio account Spotify dal sito Web utilizzando l'account Facebook o un nuovo indirizzo e-mail, per poi scaricare e installare il lettore Spotify sul dispositivo.
from panorama.it
Sarete liberi di scegliere fra 3 differenti versioni: free, unlimited e premium. Una volta fatto il Login da desktop o laptop, vi ritroverete la versione free di Spotify che permetterà di ascoltare milioni di brani interi, con spot pubblicitari della durata di 15/30 secondi inseriti tra i brani. Con la versione free sarete limitati nell'ascoltare non più di 10 ore mensili di musica, oppure nell'ascoltare lo stesso brano più di cinque volte in 30 giorni.
from dday.it
Scaricando la versione unlimited dal costo mensile di €4,99, sarete liberi dagli spot e da ogni forma di vincolo. La versione premium, con €9,99 al mese offre la possibilità di utilizzare Spotify anche sui dispositivi mobili, scaricare la musica e ascoltarla offline in alta qualità (320 Kbps).
from mosesavalon.com
Cercare e ascoltare brani musicali non è l'unica funzionalità disponibile, Spotify offre la possibilità di creare e curare la propria identità musicale con diverse funzioni. Si ha la possibilità di creare playlist per ogni vostro stato d'animo, condividerle con gli amici e attraverso la parte social su Facebook, tenersi sempre aggiornati sui brani di maggior tendenza.
from dday.it
Spotify Radio permette di ascoltare stazioni radio online sulla base di album, artisti o generi scelti; le app gratuite consentono di ascoltare nuova musica, scaricare i testi dei brani, tenerci aggiornati su concerti ed eventi musicali e tanto altro. Inoltre, è emerso da alcune indiscrezioni che Spotify stia lavorando su un servizio streaming aggiuntivo per serie Tv o film (from businessinsider.com).
from bargiomba.altervista.org
La parte interessante di questo servizio, sta nel fatto che la fruizione di contenuti audio avviene rispettando i diritti d'autore. Attraverso i ricavi provenienti dai circa 3 milioni di utenti premium e la pubblicità sulla versione free, Spotify riesce a garantire profitti ai detentori dei diritti in base alla loro popolarità, pagando fino al 70% del ricavato totale (from spotify.com).
from key4biz.it
Ecco come si è creato un cordiale accesso alla musica e nello stesso tempo un flusso di reddito sostenibile per gli artisti, andando a supportare i tradizionali servizi di download musicale e quindi rappresentando uno strumento di aiuto contro la pirateria.
Esistono numerose alternative a Spotify come: Deezer, Hulu, StereoMood (nato a Milano), GrooveShark, iTunes Music Store, Google Play Music e Play.me.
Trovi questo argomento trattato anche su ilpost.it e gqitalia.it
Alessio Chiolo
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Open Hardware Synthesizers: nell'anima del suono
Ormai ognuno può scegliere il proprio synth open hardware. L'hardware libero si sta diffondendo nel mondo dei sintetizzatori, dunque ho pensato di raccogliere i progetti più interessanti.
Open hardware significa saldare e programmare, ma anche modificare, sperimentare, creare. Nel caso di un synth, pure fare musica.
ROCKIT SYNTH
Prezzo: 199$ (Kit con case)
Fonte: hackmeopen.com
È un synth ibrido analogico e digitale, infatti tutti i parametri sono controllabili via hardware oppure MIDI. La generazione del suono è affidata a 2 oscillatori per un totale di 16 forme d'onda, mentre la modulazione avviene tramite un generatore di inviluppo ADSR, un filtro a tre modalità con inviluppo dedicato e due LFO. È dotato di una Drone Mode e una Loop Mode per il funzionamento stand-alone. Il codice è scritto in linguaggio C.
Suono del Rockit (Soundcloud)
MEEBLIP
Prezzo: 149.95$
Fonte: meeblip.com
È un synth virtual analog monofonico, necessita di una tastiera o un altro MIDI Input ed è possibile il MIDI Control di tutti i parametri. Il suono è generato da un doppio oscillatore con un numero ridotto di forme d'onda e può poi essere modificato attraverso quattro filtri. Ha un generatore di inviluppo ADSR sugli oscillatori e sui filtri e un LFO.
Suono del Meeblip (Soundcloud)
PREENFM
Prezzo: 50$ (Maple Mini + PCB)
Fonte: PreenFM (Google Sites)
È un synth FM, controllabile via MIDI e fornito con un VST per il controllo via sequencer. Il codice è in C++. È uno strumento molto potente: 9 differenti algoritmi di FM su 6 operatori, ognuno dei quali ha un oscillatore a 7 forme d'onda con inviluppo. Polifonia fino a 8 voci e 6 LFOs.
Suono del PreenFM (Soundcloud)
MOLECULE SYNTH
Prezzo: 300$ (9 moduli)
Fonte: kickstarter.com
È un synth modulare ( o forse sarebbe meglio dire molecolare? ), a nove moduli. Un modulo per generazione analogica del suono, due per generazione digitale, quattro moduli per il controllo tattile ( in base a flessione, pressione, luce o movimento di un joystick ), un modulo amplificatore e uno per il controllo MIDI ( che richiede un Arduino ). È ancora un progetto Kickstarter, l'acquisto ne finanzia lo sviluppo.
Suono del MoleculeSynth (Soundcloud)
STOICHEIA
Prezzo: 249$
Fonte: rebeltech.org
Non è un synth, ma lo inserisco in ogni caso in questo elenco perché si tratta di uno step sequencer molto particolare: si basa sull'algoritmo di Euclide per creare ritmi sul segnale in entrata.
Test Stoicheia (Souncloud)
Tutti i progetti citati sono rilasciati con licenza Creative Commons. Trovate il vostro synth e sperimentate le modifiche che desiderate, conoscerete l'anima del suono.
Iacopo
Twitter: @iacopo_poli