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Secessionisti, l'affondo di Max Ferrari
Secessionisti, l’affondo di Max Ferrari
La Provincia di Varese - «Bernardelli è uno di noi. Assurdo che uno come lui possa finire in carcere per terrorismo». Parola del varesino Max Ferrari, che conosce bene Roberto Bernardelli, uno dei due lombardi finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui nuovi “serenissimi”. «È il “nostro” prigioniero» così ieri insieme a tanti “insubri” presenti alla manifestazione di Verona contro gli…
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Trionfa la FPO, la destra identitaria austriaca e suona la riscossa l'Austria profonda, quella dei crocefissi di campagna, delle chiese alpine, dei contadini legati al ritmo della terra. Trionfa pe...
Max Ferrari: Vittoria in Austria della destra identitaria che chiama la Lega alla battaglia anti-UE
Vittoria in Austria della destra identitaria che chiama la Lega alla battaglia anti-Ue
Trionfa la FPO, la destra identitaria austriaca e suona la riscossa l’Austria profonda, quella dei crocefissi di campagna, delle chiese alpine, dei contadini legati al ritmo della terra.
Trionfa perchè dopo la morte misteriosa del carismatico Jorg Haider, potenziale leader naturale di tutto il mondo identitario mitteleuropeo, gli analisti la davano per morta e invece le urne hanno decretato che, passando dal 17,5 al 21,4%, è viva e vegeta ed è l’unico grande partito ad aumentare i propri consensi.
Vince, dunque, l’Austria conservatrice e cattolica e basta guardare una cartina del paese per vedere che il nero (colore associato ai democristiani dell’OVP) e il blu (FPO) predominano sul rosso della sinistra che rimane primo partito solo in 3 regioni più la multietnica Vienna dove comunque la FPO è seconda col 22% e raccoglie una marea di voti tra operai e pensionati che una volta votavano socialista ma oggi si sentono abbandonati da una sinistra attenta solo alle esigenze di alcune categorie di immigrati.
Una coalizione di governo nero-blu allargata agli euroscettici di Stronach (5,8%) sarebbe dunque possibile e rispettosa del sentimento degli elettori, ma ormai in Europa le elezioni sembrano essere diventate un optional perchè tanto poi i poteri forti di Bruxelles spingono al papocchio, alle grandi coalizioni destra-sinistra e così finirà anche a Vienna dove i “rossi” finiranno per comandare ancora grazie ai voti dell’Austria moderata che ha scelto i democristiani i quali però, ancora una volta, faranno la spalla a chi spinge all’immigrazione incontrollata, ai sussidi per i nullafacenti, alla multicultura obbligatoria e alla distruzione di ogni radice e tradizione. Certo sarà un governo appeso a un filo perchè avrà 99 seggi su 183, ma potrà sempre contare sull’appoggio esterno dei verdi che anche in Austria sono molto tendenti al rosso.
“Una coalizione di perdenti attaccati alla poltrona” li ha definiti Heinz Christian Strache, leader della FPO che si gode le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e guarda avanti pensando alle strategie per far sì che il suo partito raggiunga ovunque il primo posto come in Stiria, la grande regione del sud-est dove ha totalizzato il 25%.
La più grande battaglia rimane quella dell’identità e a botta calda il leader ribadisce: “Ci opponiamo e ci opporemo all’islamizzazione dell’Austria e dell’Europa, i nostri valori sono cristiani e dobbiamo tramandarli ai nostri figli”. Non a caso una delle foto più usate da chi cerca di farlo passare per un fanatico lo ritrae con il leader fiammingo De Winter mentre espongono un cartello contro la costruzione indiscriminata di moschee in Europa, ma Strache non è uno di quelli che tirano il sasso e nascono la mano e, anche nel momento della vittoria, si ricorda degli amici accomunati dalle stesse battaglie e ai giornali dichiara:” In Europa abbiamo rapporti amichevoli con la Lega Nord, i fiamminghi del Vlaams Belang (protagonisti di un gemellaggio con i giovani leghisti) e gli olandesi di Geert Wilders”.
Non per nulla il 5 ottobre a Milano alcuni eurodeputati e onorevoli leghisti si confronteranno con i colleghi FPO sulla questione dello Ius Soli e in qualche modo riprenderanno un rapporto iniziato ai tempi di Haider. Occorre unire tutte le forze perchè le spaccature tra identitari costano care e qualcosa ne sa proprio Strache che se avesse potuto contare sui voti dei “fratelli separati” della BZO carinziana (3,6% e non entrata in parlamento) avrebbe raggiunto il 25% tondo e sarebbe il secondo partito, senza contare i voti finiti al partito euroscettico del miliardario austro-canadese Stronach che pare una meteora e che ha danneggiato solo la destra.
Riunire gli identitari e gli euroscettici sarà dunque la priorità in patria e in Europa perchè come spiega il capo della FPO ”L’Austria è il cuore dell’Europa e il nostro successo ha un significato che va oltre i confini perchè gli europei non vogliono una UE che decide tutto dall’alto, ma più libertà e una Europa della Patrie sovrane e non delle banche e delle burocrazie senza volto e non elette dalla gente”. Strache lancia un’idea che ai lettori di vecchia data ricorderà certamente qualcosa:”La gente non voleva l’Euro.
Ci è stato imposto e ha fallito. Occorrono più valute, almeno due (ricordate l’idea bossiana della doppia moneta?) che darebbero a chi è in crisi la possibilità di svalutare senza gravare su chi ha i conti in regola. Adesso dovranno ascoltarci”.
L’idea infatti è sempre quella di creare un grande gruppo parlamentare europeo dei partiti identitari ma è chiaro che per farsi davvero ascoltare serve coinvolgere partner di peso e se escludiamo la Germania dove gli euroscettici hanno fatto un buon debutto ma non sono entrati in parlamento, l’apporto della destra francese appare fondamentale specie per Strache che dice di rifarsi al modello del generale/presidente De Gaulle. I gollisti francesi però oggigiorno sono troppo occupati dalle grane di Sarkozy per pensare all’Europa della Patrie vagheggiata dal generale e alla lotta alla dittatura dell’Euro.
Molto più attenta è invece Marine Le Pen, che i sondaggi danno in continuo rialzo, e che la sinistra francese non sa più come fermare.
Marine e Strache un paio d’anni fa a Strasburgo tennero una conferenza stampa congiunte e dissero:
«L’Unione europea è diventata l’antitesi della libertà, noi abbiamo mani e piedi legati nel cuore della tormenta mondialista». I giornali scrissero che erano due relitti di un’epoca passata: oggi uno è il vincitore morale delle elezioni austriache e l’altra è considerata la probabile prossima presidente di Francia.
Max Ferrari (La Padania del 1 ottobre 2013)
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Con tag Austria, Filip Dewinter, FPO, Frank Stronach, Heinz Christhian Strache, Marine Le Pen, Team Stronach, UE
MAX FERRARI: Austria al voto: l’assedio di Vienna. La destra identitaria sola contro tutti potrebbe farcela.
Austria al voto: l’assedio di Vienna. La destra identitaria sola contro tutti potrebbe farcela.
Euroscettico, anti-islamista, contrario all’immigrazione di massa: Heinz Christhian Strache, leader della FPO, la destra austriaca potrebbe essere la rivelazione delle elezioni che decideranno la prossima compagine governativa.
Data per morta e sepolta dopo l’incidente d’auto che costò la vita al carismatico Jorg Haider la componente identitaria austriaca ha saputo ricomporsi dietro a Strache e porre in serio pericolo la riconferma dell’attuale governo composto dalla strana alleanza tra sinistra (SPO) e democristiani (OVP) che ha fatto disastri soprattutto in tema di giustizia sociale e immigrazione, aumentata addirittura del 21% in un anno.
Una piega che gli austriaci di ogni colore non hanno apprezzato se è vero che i sondaggi danno in caduta libera socialisti (26-27%) e centristi (22%) che pur rimanendo primo e secondo partito perdono punti su punti a favore di una FPO che parte da un 17% del 2008 e non si sa dove potrebbe arrivare.
Ad un certo punto sembrava molto realistica l’ipotesi di Strache cancelliere e certamente quelli che a suo tempo a Bruxelles avevano minacciato sanzioni contro una eventuale cancelleria di Haider non dovevano essere contenti.
Forse non a caso, dal nulla è sbucato un nuovo partito euroscettico, il “Team Stronach” guidato da un 81enne miliardario austro-canadese, che attraverso una campagna pubblicitaria ricca e martellante è accreditato di un 8% di voti, quasi tutti “sottratti” alla FPO che così finirebbe terza (con il 21%), dietro alla sinistra e, per pochissimo, non riuscirebbe a superare i democristiani.
Strache però non si è dato per vinto e negli ultimi giorni ha puntato tutto sui temi più sentiti dai ceti popolari: l’immigrazione incontrollata (18.000 richiedenti d’asilo solo nel 2012) e le ingiustizie sociali da essa derivanti a partire dal fatto che mentre si regalano sussidi e residenze a finti profughi e profittatori di ogni provenienza, si tagliano aiuti e servizi primari agli anziani e ai bisognosi austriaci.
A loro si rivolge la FPO con lo slogan “Ama il tuo vicino” e per loro, “poveri di serie B” dimenticati dal governo, chiede aiuti degni e una pensione minima di 1200 euro.
La stampa internazionale parla di “egoisti che non vogliono estendere ad altri i loro privilegi”, facendo finta di non sapere che quegli “egoisti” hanno lavorato e pagato tasse per una vita in cambio del “privilegio” di una misera pensione messa a rischio dall’estensione a chi non solo non ha contribuito per nulla alla crescita austriaca, ma fa di tutto per non integrarsi.
Senza parlare della delinquenza crescente e del disastro culturale provocato dalla sinistra multicuralista che appoggia l’islamizzazione della società a partire dalla scuola come dimostrato, tra l’altro, dalla scelta di alcuni istituti che, per non offendere gli studenti stranieri, hanno eliminato dai libri di storia ogni riferimento agli assedi di Vienna compiuti dai turchi nel sedicesimo e 17esimo secolo.
Non una cosa da poco, visto che l’assedio di Vienna fu la battaglia per la vita dell’intera Europa cristiana, che sarebbe stata spazzata via e sottomessa al sultano se la città fosse caduta.
Ebbene: Strache e la FPO oggi si sentono ancora su quel fronte, ultimo baluardo mitteleuropeo di fronte all’avanzare dell’Eurabia.
Non a caso una delle battaglie più accese in campagna elettorale è stata quella sulla lingua usata a scuola (secondo la FPO, gli alunni che non parlano il tedesco non devono superare il 30% in ogni classe) e su quella utilizzata per manifesti e volantini elettorali: lingua tedesca per la FPO, tedesco e turco per alcuni candidati di sinistra e addirittura della democristiana OVP.
D’altra parte gli stranieri sono ormai il 20% della popolazione e il loro voto, che certo non va ai partiti identitari, è sempre più determinante come ben sa la sinistra europea che non per nulla predica la politica delle frontiere aperte. Questa, per l’Austria, potrebbe essere una delle ultime occasioni per dare una sterzata e per chiudere il portone e, malgrado tutti scommettano su una riedizione del governo SPO-OVP qualche segnale dice che nel segreto dell’urna una buona fetta di elettori moderati potrebbero punire i democristiani e dare fiducia a Strache.
Se la OVP fosse superata dalla FPO o comunque fosse molto avvicinata, il suo segretario filo-UE e filo-sinistra dovrebbe dimettersi lasciando spazio ad altri più a destra e in quel caso una FPO con un buon risultato potrebbe proporre ai democristiani un’alleanza identitaria euroscettica aperta anche al vecchio Stronach.
Fantapolitica? Vedremo. Quel che è certo è che, anche in questa battaglia di Vienna a difesa dell’identità dell’Austria cattolica e dell’Europa cristiana, noi sappiamo con chi stare.
Max Ferrari (La Padania del 29 settembre 2013)
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Con tag Austria, FPO, Frank Stronach, Heinz Christhian Strache, Team Stronach
http://maxferrari.net/2013/09/29/austria-al-voto-lassedio-di-vienna-la-destra-identitaria-sola-contro-tutti-potrebbe-farcela/
Lega dei Ticinesi sul piede di guerra dopo l’annuncio di un patto fiscale tra Roma e Berna entro il 20 dicembre. Un assurdo secondo il leader Giuliano Bignasca che spiega come una tassa del 35% sui capitali farebbe scattare una fuga degli italiani non verso casa come pensano alcuni sempliciotti, ma verso altri paradisi fiscali che fanno esattamente quel che fa la Svizzera, ma che per i giochi ipocriti delle lobbies politico-finanziarie, non sono finiti sulla lista nera dei cattivi. Proprio la black list fa infuriare la Lega ticinese che ricorda bene le mille promesse di Tremonti che si impegnò a “sbiancare” quella posizione, ma non lo fece e lasciò in eredità il fardello a Monti che se ne guarda bene. Oltretutto “Il Mattino della Domenica” , seguitissimo giornale di Bignasca, segnala la strategia del terrore dispiegata dai TG italiani che dando la notizia del patto fiscale hanno lasciato credere che si applicasse anche a coloro che hanno depositato i soldi a Lugano denunciandoli al fisco italiano fino all’ultima lira. Tantissima gente che sceglie il Ticino non per evadere ma per salvare qualcosa dal baratro in cui il governo ci sta lanciando e che ora medita di tirar su tutto e andare chissà dove. Un danno enorme non tanto per le banche svizzere che comunque guideranno queste persone verso le loro filiali asiatiche o caraibiche, ma per la piazza finanziaria ticinese e per le migliaia di persone (svizzere e lombarde) che ci lavorano tra diretto ed indotto. “Non ci piegheremo” promette Bignasca che afferma perentorio che la Lega non accetterà alcuna tassazione che superi una soglia tra l’8 e il 10%. E se andasse oltre? Allora la Lega chiederà il referendum e in Svizzera si fa sul serio, nel senso che il referendum si fa (prima differenza rispetto a FallItalia, come dice Bignasca) e poi la volontà popolare, piaccia o no, si rispetta (seconda fondamentale differenza).
Max Ferrari (pag. 8 La Padania del 23 novembre 2012)
fonte: http://maxferrari.net/2012/11/23/patto-fiscale-la-lega-ticinese-non-ci-sta/
tags: Giuliano Bignasca, Il Mattino della Domenica, La Padania, Lega dei Ticinesi, Lugano, patto fiscale Svizzera,Svizzera, Max Ferrari