Dalla storiografia al mito, dal mito alla storia: William Bradford e Of Plimmoth Plantation parte I
La nave più famosa della storia americana, il Mayflawer, raggiunse Cape Cod l'11 novembre 1620, con a bordo un centinaio di passeggeri. Dopo una serie di spedizioni esplorative, l'11 dicembre un gruppo di diciotto persone sbarco a Plymouth: tra queste , William Bradford che della colonia di Plymouth sarebbe stato, a partire dall'anno successivo, quasi ininterrottamente governatore per oltre trent'anni, fino alla sua morte nel 1657.
Nato nel 1588 ad Austerfield nello Yorkshire, aderì giovanissimo alla Chiesa separatista di Scrooby - una delle congregazioni estremiste che non solo aspiravano a purificare la Chiesa d'Inghilterra dai residui di ritualità e gerarchia, ma rifiutavano il concetto stesso di Chiesa nazionale e pertanto si erano separate dalla Chiesa D'Inghilterra con atto che, per l'epoca, equivaleva ad alto tradimento. Le persecuzioni conseguenti indussero il gruppo separatista nel 1609 a fuggire in Olanda, di qui essi decisero di emigrare in America, nella speranza di poter sfuggire ad eventuali future persecuzioni, di professare più liberamente la loro fede, di mantenere la loro Chiesa unita sottraendo i giovani alle tentazioni del vecchio mondo e di propagare "the gospell of the kingdom of Christ in those remote parts of the world" Così nel 1620 lasciarono "that goodly and pleasante citie,... but they knew they were pilgrines and looked not much on those things but lift up their eyes to the heavens, their dearest countrie and quieted their spirits"
L'epopea dei Padri Pellegrini comincia in questa autodefinizione di origine biblica ( Heb. II ). William Bradford è figura cruciale non solo in quanto protagonista , ma anche in quanto narratore. Oltre alla quasi certa attribuzione di una parte di A relation or Journal of the Beginning and Procedings of the English Plantation settled a Plymmout in New England ( resoconto in forma di diario del viaggio e dell'arrivo del Mayflower, stampato a Londra nel 1622 e noto come Mourt's Relation dalla firma- G. Mourt - del curatore ) a Bradford si deve infatti la stesura la fonte qusi unica sulle vicende della prima colonia del New England : Of Plimmoth Plantation
Of Plimmoth Plantation consta di due parti. Il libro primo, composto nel 1630, è organizzato come un vero e proprio racconto, suddiviso in dieci capitoli e incentrato su quelle vicende che precedono e preparano lo sbarco dei Pellegrini a Plymouth, evento con il quale il libro primo si chiude. Il libro secondo - che abbraccia oltre tre quarti dell'intera History - fu invece composto fra il 1644 e il 1650 circa: dunque a notevole distanza. Non più narrato in forma continua, il libro è organizzato secondo modelli classici per annali, e riporta le vicende salienti della colonia dal 1620 al1646: il primo terribile inverno, i prima ancora idilliaci rapporti con gli indiani, Samset, poi il mitico Squanto, che istruendo i coloni su dove e come piantare il grano e procurarsi il cibo consentì loro di sopravvivere, i primi contrasti con le diverse tribù, i conflitti interni nella colonia, e quelli esterni anche con i francesi , gli olandesi e perfino con i fratelli puritani della colonia della Massachussets Bay.
Sono momenti storicamente o simbolicamente esemplari che si impongono alla memoria del singolo lettore come si sono imposti a quella collettiva, stagliandosi a fatica sullo sfondo. La storia dell'avanzare del regno di Dio è anche e insieme storia di un'impresa economica ardua e lenta nel suo compiersi:di qui l'attenzione minuta al dettaglio della vita fisica ed economica della colonia, che produce un effetto non dissimile da quello del Robinson Crusoe. Ma quello che Bradford registra non sono le tappe ascendenti di una success story, bensì un alternarsi di speranze e delusioni, successi e sconfitte, tradimenti da parte di veri o presunti amici, persistenti paradossi. Il momento della massima desolazione fisica - l'arrivo a Plymouth in un aspro paesaggio invernale - è anche il momento della massima altezza spirituale, un patrimonio di fede nel soccorso divino da rivendicare con forza a posteriori, additandolo alla memoria delle generazioni a venire. E l'epidemia che insieme ai rigori invernali e agli stenti decimerà i coloni è anche l'occasione per uno straordinario dispiegarsi di fratellanza e carità cristiana. D'altra parte il progredire del vizio nella colonia è forse da ascriversi al rigore stesso con cui i coloni perseguono la virtù e quindi al fatto che:
"il diavolo può avere tanto più in dispetto le chiese di Cristo e al buona novella qui, quanto più essi si sforzano di preservare la santità e la purezza fra loro...così da gettare un'onta e una macchia su di loro agli occhi del mondo , che usa essere avventato nel giudicare""
All'accresciuta prosperità economica e al maggior benessere fisico faranno riscontro, infine, i conflitti e poi la diaspora dei coloni alla ricerca di nuove terre, che preannuncia la prossima fine della colonia stessa in un brano in cui taluni critici hanno ravvisato l'origine di un altro genere che avrà largo sviluppo in america: la geremiade che riafferma le glorie del passato nonostante e attraverso il compianto sulla desolazione del presente:
"E così fu lasciata questa povera Chiesa, come un'antica Madre, divenuta vecchia e abbandonata dai suoi figli ( anche se non nei loro sentimenti ) tuttavia riguardo la loro presenza fisica e aiuto personale.I suoi antichi membri essendo stati per la maggior parte portati via dalla morte,e quelli di un epoca successiva essendo come figli passati ad altre famiglie e lei come una vedova rimasta a confidare solo in Dio. Così quella che aveva reso molti ricchi divenne povera essa stessa"
E' a questo andamento contraddittorio degli eventi che risponde l'atteggiamento ermeneutico di Bradford. Se la storia per i Puritani è "teologia esemplificata" sono le modalità di questa esemplificazione, più che la certezza teologica, a costituire l'oggetto d'indagine in Of Plimmoth Plantation. Ma il ruolo della colonia di Plymouth nella storia universale della redenzione non era agi occhi di Bradford una certezza teologica certificata da un "covenant", un patto tra Dio e l'abitante del suolo americano, come sarà per Cotton Mather. Di essere strumenti divini nella storia della salvezza, i coloni devono dimostrarlo giorno per giorno e se le special providences sono lette e puntualmente registrate come riprova della congruenza dell'impresa col disegno provvidenziale, le cadute nel vizio, lo sfaldarsi del senso della missione comune negli interessi particolari costituiscono per Bradford, il segnale inquietante d'una possibile discrepanza tra l'agire dell'uomo e la volontà di Dio.
Al tono di contenuto trionfo con cui si chiude il primo libro, fa riscontro, nel secondo libro, la cautela del dubbio. Di qui lo sciogliersi dell'unità narrativa del primo libro nel cronachismo annalistico del secondo, allorché la certezza del disegno divino si diluisce in un altalenare di vicende alterne; e di qui i tratti concettualmente e stilisticamente salienti della History. Il paziente e continuo enucleare il bene dal male e il male dal bene, altrettanto quanto la minuziosa attenzione al dettaglio mondano e l'accorta giustapposizione di documenti ( soprattutto lettere ) ed argomentazioni volte ad illustrare di ogni questione ambedue i lati, sono il sintomo e lo strumento di una storiografia intesa non a celebrare un'esperienza secolare ipso facto, investita di significato teologico da una promessa divina che la garantisce al di là e al di sopra di ogni traversia terrena, come sarà per Cotton Mather, ma a tentare umilmente e a tratti ansiosamente, di discernere il senso vero degli eventi, le linee del progetto provvidenziale attraverso il suo dispiegarsi nella sua complessità storica.








