Welcome to the New Year! Sometimes we feel as though the world around us is collapsing, but worry not, with hard work this will be a great year!!
(The abandoned church at Megalopoli, Greece, surrounded by a a lignite mine.)

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Welcome to the New Year! Sometimes we feel as though the world around us is collapsing, but worry not, with hard work this will be a great year!!
(The abandoned church at Megalopoli, Greece, surrounded by a a lignite mine.)
Welcome to the New Year! Sometimes we feel as though the world around us is collapsing, but worry not, with hard work this will be a great year!!
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La megalopoli del futuro, di Carlo Ratti
La megalopoli del futuro, di Carlo Ratti
La megalopoli del futuro http://www.lastampa.it/
Ogni giorno molti pendolari si spostano da Torino a Milano (o viceversa) per lavoro. Grazie all’alta velocità ferroviaria, la distanza tra le due metropoli del Nord si è ridotta a tal punto da richiamare, secondo gli standard internazionali, l’idea di «una sola città». Quarantacinque minuti in fondo sono meno di quanto ci si metta per spostarsi da…
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Eppure, Giacomo, sono giunto ad una posizione di stallo. Da un lato ho sempre sostenuto che le megalopoli sono dei piccoli inferni mondani, e questo è tanto vero quanto ormai banale. Le probabilità di incontrare un conoscente sono forse più basse di incontrare qualcuno con l'animo disposto a fare conoscenza. Allora con un po' di vago antimodernismo abbiamo proposto i microcentri, la "misura d'uomo"; ma scusa Giacomo, quale misura? L'uomo è finito, certo, è alto massimo 2 metri e porta massimo 52 di piede, ma non è lui che ha costruito Bombay, Città del Messico, Pechino? - Sì, ma quelle scelte erano (e sono) dettate dall'economia di scala. Me lo auguro, Giacomo, ma non ne sono più tanto sicuro. Voglio dire, quando torni nel paese di tua madre, che cos'è che dopo due giorni, pur con quel pizzico di nostalgia paracula, ti fa venire voglia di scappare lontano e tornare a respirare smog purissimo? - La voglia di vivere in una città dove ci sono 15 concerti al giorno, pur avendo solo due orecchie - anche piuttosto vicine tra di loro - e un traffico che ti farebbe arrivare in ritardo anche a quello che hai sotto casa? Bravo, quella voglia. E forse, ma qui stiamo già dando per assunte molte cose, come il fatto che l'economia di scala non influenzi in nessun modo quella voglia (ad esempio neanche attraverso il sistema pubblicitario), forse quella voglia è inestirpabile dall'animo umano. Forse siamo fatti in modo tale da cercare la felicità istantanea scavandoci la fossa della scontentezza quotidiana. - Cioè tutti, generalizzando e supponendo un tempo infinito, tendiamo al consumismo sfrenato, al costante tentativo di superare la nostra finitezza, ed in questo caso a vivere in una megalopoli fredda e iperattiva? Forse sì, Giacomo. - E allora? E allora siamo fortunatissimi, allora non fa niente! Seguimi: nel caso in cui la naturale tendenza umana andasse verso una situazione indefinibile, cioè difficilmente giudicabile come 'positiva' o 'negativa', e il nostro progetto andasse contro questa tendenza, allora giustamente saremmo assaliti nella notte dai dubbi etici. In questo caso, dove io e te abbiamo già deciso che l'urbanismo "naturale" sta assecondando una tendenza autolesionista dell'uomo, non possiamo, non dobbiamo avere nessuno scrupolo. - Beh ma... "Beh ma..." se l'uomo non vuole? Se l'uomo non vorrà, e già ti avverto che probabilmente non vorrà, allora sarà un bellissimo fracasso. Vorrà dire che ancora una volta la verità avrà schiacciato la bellezza, e noi verremmo a naufragare dolcemente in una di quelle piccole chiese del centro. Avevamo la trascendenza qui sotto casa, e stiamo rincorrendo un'immanenza lì, lì, poi lì... Scusa Giacomo, cosa c'è di più bello e sconfitto di una piccola chiesa deserta nel centro della città, con quella temperatura e quell'umidità e quell'oscurità inconfondibile, e quel silenzio che neanche le campane riescono a scalfire? Proviamoci, Giacomo. Vieni qui, stringimi forte.
“Verrà un urbanista”, Marcello Nicolini, 1978, Ciampolini editrice.
I fratelli Romani alla conquista di Londra
Luca e Marcello di Santa Maria della Fossa sono emigrati nella grande megalopoli per lavoro, ma stavolta la crisi non c’entra perché si tratta di una scelta di vita.
La storia di Luca e Marcello Romani è per certi versi singolare. Per motivi diversi e in momenti diversi, hanno deciso di trasferirsi a Londra. Ma stavolta la crisi non c’entra. Per entrambi, il fermento che da sempre…
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1 settembre
Se il primo dell'anno è una cittá metropolitana piena zeppa di propositi, il primo di settembre è una megalopoli con una quantitá spropositata di progetti, idee, desideri, cose da fare, cose da dire.
MARCUS LYON _ BRICS