Mi dai una mano con la mia ricerca?
Foto by zubrow under CC Licence
Devi controllare migliaia di fotografie per riconoscere e classificare le traiettorie delle tempeste solari e non puoi delegare a un pc perché solo l’occhio umano è in grado di farlo?
Se non vuoi rinchiuderti in uno stanzino per i prossimi anni, puoi chiedere aiuto. E’ l’idea che hanno avuto i ricercatori che hanno lanciato il progetto Solar Stormwatch, uno dei tanti legati al portale Zooniverse.
L’idea è semplice: far diventare i cittadini veri e propri scienziati pronti a dare un contributo concreto alla ricerca avvicinandoli, al contempo, alla scienza. I compiti che si chiede di svolgere sono semplici e molto chiari; basta una formazione iniziale molto veloce e si è poi accompagnati passo passo in ogni fase del processo.
Qualche altro esempio di ricerche? Lo studio di documenti antichi per monitorare l’andamento del tempo e prevenire cicloni o l’ascolto e la “traduzione” dei suoni delle balene individuando quelli simili a quelli già catalogati. I progetti proposti sono accuratamente selezionati dal board scientifico e sul portale, insieme ai risultati dei progetti, viene pubblicato l’elenco delle persone che vi hanno contribuito (quasi sempre sono presenti anche meccanismi di incentivazione simili a quelli descritti da Paolo nel post “Giochiamo al meteo!”)
Ha una filosofia simile anche SciStarter con un focus più spinto sulla diffusione della cultura scientifica e al coinvolgimento delle scuole con qualche migliaio di progetti al suo attivo. Anche in questo caso è possibile navigare tra le schede dei diversi progetti (molto chiare e sintetiche) e scegliere quella a cui si vuole contribuire, magari con i propri figli o la propria classe.
E’ un progetto di citizen science anche ExCites, ma con una logica profondamente diversa; attraverso questa iniziativa il cittadino propone al gruppo di ricerca un’idea e il team interdisciplinare supporta fornendo teorie, metodologie e tools per dare spessore scientifico alle indagini sul campo.
E’ il caso, ad esempio, di una raccolta dati in Congo che vedeva coinvolte le popolazioni locali per mappare aree di disboscamento e cacciatori di frodo, o ancora una mappatura sul campo nel Golfo del Messico per avere una situazione in tempo reale del disastro ambientale causato da una compagnia petrolifera e riuscire così a mobilitare aiuti pubblici alle comunità locali più colpite.
Se volete saperne di più di queste iniziative e di Citizen Science correte a guardare la presentazione che Paola Corti e Alessandra Tomasini hanno fatto per METID Match.
Se volete invece prendervi una pausa e fare una risata a tema, leggetevi la storia di Zerocalcare, “Captcha” ;-)