Krìsis, Report 7^ incontro_17 gennaio 2013
Ci ritroviamo per questo incontro numero 7 in un buon gruppo con delle nuove promettenti leve. Alcuni per questa volta hanno prodotto scatti singoli ispirati da altri scatti, mentre altri hanno prodotto delle serie costituite da 3 fotografie.
Prima di cominciare una piccola introduzione per i nuovi e un riassunto per gli affezionati:
fin dall'inizio abbiamo cercato di mettere in pratica un metodo di lavoro che non sia tipicamente da workshop, ma un metodo collaborativo che richiede perciò una forma di responsabilizzazione da parte di chi partecipa (a seconda delle energie e delle possibilità a disposizione), che può anche proporre un metodo alternativo per continuare la nostra ricerca e che, nei nostri auspici, possa avere un atteggiamento propositivo e coraggioso. Fondamentale per Krìsis è creare un archivio di immagini e aprire delle possibilità di lavoro per chi partecipa tali da consentire il raggiungimento di prospettive inaspettate, grazie proprio al confronto collettivo.
Ecco icontenuti visivi proposti oggi. Dopo le parole qualche immagine per ogni intervento.
EDOARDO: 3 spunti nati dal viaggio a Taranto dove ho iniziato un progetto sull'Ilva. 1) Cani- Taranto è invasa da cani randagi. Uno degli ingressi dell'Ilva, sembra un posto apocalittico, un posto abbandonato dove sembra si siano combattute battaglie enormi di cui si sia persa memoria. Sembra manchi l'elemento umano. Luoghi abbandonati, dove sembra che gli umani no siano più di casa e abitati da creature non umane. Due cani che bisticciano sembrano ricordare il ricatto occupazionale tra chi vuole che l'Ilva sia messa a norma e chi vuole continuare a lavorare. Qui l'uomo non è più di casa.
2)Mancanza, assenza dell'umano - posti che vivono una depressione a causa della presenza dell'Ilva, nel paesaggio sono evidenti i segni che indicano la presenza umana, di un uomo che però sembra essere scomparso (sedie, poltrone, automobili). Qui l'uomo è di casa, ma inaspettatamente non c'è.
3) Silhouette - possibilità di definire l'identità sulla silhouette. Impossibilità di riconoscere chi mi sta intorno. La Crisi come momento di disorientamento in cui non riconosco i volti, le figure umane non sono famigliari, leggibili.
Abbandono, mancanza, assenza, spersonalizzazione, identità collettiva, queste le parole chiave, ma come si inserisce questo nel concetto di Krisis inteso come possibilità scelta? Il caos è motivo scatenante della crisi ed apre delle possibilità di scelta. Qui si parla di una fase di Krìsis. Il controluce, il campo lungo – grandangolo, il paesaggio con elementi frontali sono le scelte formali. Un luogo non abitato e il degrado ambientale sono sintomo di crisi.
ANDREA: – foto scattate durante l'occupazione di Wall Street. Piccoli e grandi gruppi organizzati in maniera scenografica, una manifestazione-teatro. Rappresentare la crisi con cartelli accompagnati da un gruppo musicale un metodo simile a quello utilizzato dai cantastorie che mostravano cartelli ed immagini per raccontare le storie del paese. La faccia della donna è molto sofferente, sembrava lei stessa a portar sulle spalle il peso della crisi. Sequenze di immagini legate per creare concetti cf. R. Frank The Americans, D.Michaels, Andrè Caty (sequenze di 6-7 immagini intervallate da una che apparentemente non sembra entrarci nulla)
CARLO: Scatti realizzati in un mercato in Francia a Carcassonne frequentato quasi esclusivamente da arabi. La prima somiglia ad una scultura fatta da una persona che conosco, che ha messo un manichino di una donna fatto a pezzi in un bidone, la seconda fa emergere il contesto, la terza ritrae 6 teste di manichini velate. Tema dei rapporti di genere che negli ultimi anni si è rafforzato proprio per la vicinanza di persone con culture totalmente diverse. È come se l'uomo avesse buttato delle donne (manichini) che non gli piacevano scegliendone altre. Riflessione sulla disumanizzazione, il manichino è il tentativo di creare un modello di uomo che però è statico e non riconoscibile, tutti hanno un'espressione vuota. Omologazione. Le foto sono legate dalla presenza delle teste, anche se nella prima non hanno il velo e a livello formale sono orizzontali e dovrebbero rispettare la regola dei terzi, dai colori. Contrasto tra l'occidentalità dello sfondo e l'orientalità del soggetto ritratto che è riconducibile immediatamente alla cultura islamica. Il dover mettere il velo in occidente mette in crisi le donne, è una scelta: mettere il velo o vivere all'occidentale.
VIRIDIANA: crisi dell'inquinamento ambientale 1)immagine dell'automobile, che rappresenta la crisi del sistema di vita, macchine per una sola persona. 2)Una pianta di aloe con davanti una sigaretta completamente in cenere: disagio della persona che fuma. 3)Una foto dell'inquinamento dovuto all'industria bellica, ritrae una papera completamente ricoperto di catrame. La crisi e l'ambiente, finora è sempre stato indagato l'aspetto della crisi interiore o della persona.
FILIPPO: – foto di una rampa di garage, alla fine del quale una curva impedisce di vedere cosa c'è oltre. Quando siamo nella condizione di prendere una scelta viviamo spesso l'ambiguità tra la gravità, che ci spinge a fare quello che già conosciamo o che sembra convenire in quel momento, e la spinta ad andare oltre, lasciando da parti quei giudizi e abbracciando la possibilità intrinseca in ciò che è sconosciuto. inoltre c'è una duplicità, figurativa visto che l'immagine che può essere vista ruotata di 90 o 180 gradi, dando un senso di vertigine o disorientamento.
FLAVIO: - foto realizzata a partire dalla descrizione della “madre migrante” di Dorothea Lange commissionata dalla FSA- Farm Security Administration. Ho cercato di riprodurre la sensazione che mi aveva dato la descrizione. Idea di un progetto: fare dei ritratti in cui nella stessa immagine si descriva il concetto di situazione statica e poi crisi-scelta. Volevo utilizzare la tecnica del mosso, fare un ritratto di una persona con un cartello in cui ci fosse scritto cosa la persona era prima della scelta e poi fare il ritratto alla stessa persona, magari con abiti diversi, che sul retro del cartello scrive ciò che si sente dopo la scelta. es. vestiti da ingegnere – strisciata della persona che si cambia – vestiti in cui si sente più a suo agio ingegnere pittore tecnica: flash-lunga esposizione (scia sfumata)- flash colori saturi come il cross-process.
Fausto: parla di OPEN il film che il tavolo video sta realizzando insieme a Luca Bigazzi, che si è impegnato in una lunga discussione che ha portato a stabilire le date in cui si girerà il film. Primo tentativo di fare un film collettivo, sia all'interno del tavolo video che per quanto riguarda la sceneggiatura e il metodo. Dalle 18 alle 24 dal 21 al 26 gennaio. Il sabato dalle 14 si girerà una grossa scena corale che prevede l'ingresso di una moltitudine di persone nell'androne di macao. L'azione si girerà quando è ancora buio, le persone che entrano avranno delle torce e perciò il gruppo krisis potrebbe partecipare con qualcosa che ha a che fare con le fonti luminose utilizzate finora o delle torce comprate apposta. Occhio cinematografico neutro che poi si frammenterà in tanti occhi quanti saranno quelli di chi riprenderà la performance con un proprio mezzo (cellulare, cinepresa, videocamera, macchina fotografica), video che verranno montati all'interno del film. Tutti possono essere attori e registi allo stesso tempo. Oltre al fatto che questa potrebbe essere un'occasione per passare da Macao a fare qualche foto sulla lavorazione del film, ci piacerebbe partecipare come Krìsis, sopratutto con l'uso delle nostre fonti luminose: giovedì prossimo 24 Gennaio portate le fonti luminose perché potrebbe essere bello lasciarci riprendere nelle nostre performance o essere noi stessi a riprenderci per dare il materiale a Open.