Legge di Moore, aggiornata. Il numero di pagine dei manuali delle apparecchiature elettroniche raddoppia ogni 18 mesi.
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Legge di Moore, aggiornata. Il numero di pagine dei manuali delle apparecchiature elettroniche raddoppia ogni 18 mesi.
Guerra dei chip, accuse incrociate Cina e Usa
Intel inserisce backdoor nei suoi chip: l'accusa di un'agenzia cinese, ma l'azienda smentisce. Un'accusa pesante, ma non circostanziata, prende di mira Intel in Cina. Un'agenzia legata agli apparati statali parla dei prodotti della società statunitense come di pericoli per la sicurezza nazionale. Dietro, però, potrebbero esserci le solite tensioni con Washington. Falle di sicurezza, backdoor e persino alti tassi di malfunzionamento: sono queste le tre accuse che un'agenzia cinese ha rivolto a Intel e ai suoi prodotti. La Cyber Security Association of China, un'entità sostenuta dalla Cyberspace Administration of China (CAC), spinge affinché si indaghi su Intel a tutela dei consumatori. In un post pubblico su WeChat, come riportato da Bloomberg, l'agenzia scrive che Intel ha consentito per anni la presenza di backdoor nei propri chip, compromettendo la sicurezza degli utenti. "Non è chiaro se la CAC, che controlla l'industria di Internet e i regimi di gestione dei dati del Paese, abbia approvato la posizione dell'associazione", scrive Bloomberg. La Cyber Security Association of China si concentra sulla formazione e sulla creazione di relazioni all'interno del settore Internet. "I prodotti Intel pongono seri rischi alla sicurezza nazionale", ha dichiarato l'associazione nel suo post sui social media.
È chiaro che all'accuse, non circostanziate, fa da sfondo il ben noto clima di tensione commerciale tra Washington e Pechino. Gli USA impongono blocchi sulle esportazioni di tecnologie di ultima generazione verso la Cina, quest'ultima ribatte e cerca di sviluppare alternative locali in modo da rendersi meno dipendente dall'Occidente, gettando discredito sui componenti per PC a stelle e strisce. Nel 2023 Pechino se l'è presa anche con Micron, vietando l'uso dei chip di Micron alle infrastrutture critiche per problemi di cibersicurezza. Da allora l'azienda statunitense si è mossa per rinsaldare i legami con un mercato che è fondamentale per qualsiasi grande realtà. Anche per Intel, pur con tutti i paletti fissati dalle amministrazioni Trump e Biden. La Cina rimane il più grande mercato per i PC e dipende ancora fortemente dalla tecnologia occidentale, anche se quest'anno Pechino ha deciso di estromettere i microprocessori di Intel e AMD dai PC e server governativi. In una dichiarazione, Intel ha affermato che fa "tutto il possibile per proteggere i nostri clienti". "La sicurezza è da tempo una priorità assoluta per Intel", ha dichiarato la società. "Non vediamo l'ora di collaborare con i funzionari competenti per chiarire qualsiasi dubbio possa esistere e dimostrare il profondo impegno di Intel per la sicurezza dei nostri prodotti". Read the full article
Microprocessori: cosa sono?
Microprocessori: cosa sono? Un microprocessore è semplicemente un processore per computer che è stato configurato nella progettazione e nella funzione di un microchip. Quando è nato il primo microprocessore? Il primo microprocessore è stato inventato nel 1971, era conosciuto come Intel 4004. Da allora, e fino ad oggi, questi dispositivi si sono evoluti notevolmente. Sebbene continuino a…
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L'azienda leader nel campo dei processori per schede grafiche NVIDIA e la holding giapponese delle telecomunicazioni SoftBank Group Corp hanno raggiunto un'intesa per terminare l'accordo per l'acquisizione dell'azienda britannica di microprocessori Arm Ltd. che era stato raggiunto nel settembre 2020. Le opinioni negative o comunque preoccupate espresse ripetutamente nel corso del tempo da parte delle autorità antitrust di USA, Regno Unito e Unione Europea hanno portato all'impossibilità di procedere con l'acquisizione da parte di NVIDIA. Simon Segars, l'amministratore delegato di Arm, ha rassegnato le dimissioni ed è stato sostituito da Rene Haas, che era già presidente dell'azienda. Il nuovo piano consiste nel quotare Arm in Borsa, forse a quella di Londra.
Un articolo pubblicato su 'Nature' riporta la creazione di un microprocessore flessibile basato su materiali plastici invece che sul silicio. Un team di...
Un articolo pubblicato su "Nature" riporta la creazione di un microprocessore flessibile basato su materiali plastici invece che sul silicio. Un team di ricercatori ARM ha sviluppato questo processore chiamato PlasticARM anche perché il suo core Cortex-M0 è basato su architettura ARM, precisamente ARMv6-M. Si tratta di un processore estremamente limitato come capacità dato che ha una frequenza di 30 kHz e supporta fino a 128 byte di RAM e 456 byte di ROM. Lo scopo era produrre un processore flessibile pienamente funzionante perciò si tratta di un punto di partenza da cui sviluppare processori da utilizzare in campi dove la flessibilità è importante come i dispositivi indossabili e altri prodotti collegati tramite l'Internet delle Cose come i dispositivi medici.
L'azienda leader nel campo dei processori per schede grafiche NVIDIA ha raggiunto un accordo per acquistare l'azienda britannica di microprocessori Arm Ltd. dalla holding giapponese delle telecomunicazioni SoftBank Group Corp. pagando 12 miliardi di dollari in contanti e 21,5 miliardi di dollari in azioni. L'accordo prevede ulteriori 5 miliardi di dollari che SoftBank potrebbe ricevere in certe condizioni e 1,5 miliardi di dollari per i dipendenti di Arm per un totale di 40 miliardi di dollari. L'operazione dovrebbe chiudersi in 18 mesi.
La holding giapponese delle telecomunicazioni SoftBank Group Corp. ha raggiunto un accordo per acquistare l'azienda britannica di microprocessori ARM Holdings Plc per 24,3 miliardi di sterline, pari a circa 29 miliardi di Euro o 32 miliardi di dollari che verranno pagati in contanti. L'offerta era stata annunciata ieri e dopo qualche ora è arrivata la conferma che era stata accettata.
iPhone 7: la produzione di A10 spinge TSMC
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Mancano ancora diversi mesi alla presentazione della nuova linea degli iPhone 7, non attesa prima del prossimo settembre, ma sembra che la produzione sia già entrata nel vivo. E mentre dai distretti asiatici spuntano i più vari leak relativi al nuovo device, è un partner strategico di Cupertino a ottenere la meglio sul fronte degli ordini. TSMC, uno dei chipmaker scelti per l’A10, pare potrà…
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