Oggi penso a me, all'Altro, a un'eventuale convivenza. Penso alle poche ore che mi sono concesse con lui, al timore sacro che mi attanaglia quando la mattina del giovedì gli preparo il caffè, la colazione - queste, le cose positive - poi penso all'odio che mi provoca, la maniera in cui inzuppa tre Oro Saiwa assieme nel caffellatte, i cotton fioc buttati nel water, i vestiti spiegazzati sopra la poltrona. Forse dovrei fare come la Ste: forse, se lo avessi con me tutti i giorni, tutto il giorno, capirei che è tutto sbagliato.
Marta Zura Puntaroni, Era Onirica, Minimum Fax, Roma 2017, p. 40