Inutili mittenti.
Oggi la tristezza è come la prima volta che mi hai abbandonato. È come quel pianto che inondò tutte le strade del paese che non si accorgeva di me. Oggi rifugio la tristezza in quelle stesse strade che non ricordano più, che hanno nuovi sentirei che non conosco e che mai conoscerò. Oggi è come ieri, come l’altro ieri, come un anno fa, come due anni fa, come hai deciso che io dovessi stare…oggi è un altro giorno in più, il futuro anteriore della staticità, delle parole che non hanno un destinatario e un’inutile mittente.










