Certo eri brava però tu sai
a fare l'amore
sembravi nata per farlo
lo ricordo bene.
-Vasco Rossi; Brava

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Certo eri brava però tu sai
a fare l'amore
sembravi nata per farlo
lo ricordo bene.
-Vasco Rossi; Brava
Sono riuscita (per puro miracolo) a prendere i biglietti di Vasco per me, mia madre e mia sorella per la data di Torino e, nonostante Modena Park sarebbe dovuto essere l’ultimo concerto, anche il prossimo anno saremo lì insieme a cantare con l’uomo che ci ha cresciute. Non vedo l’ora🙇🏻♀️
Sarebbe molto più semplice Per me Andare via Ma guardandomi in faccia Dovrei dirmi una bugia Come vorrei Che fosse possibile Cambiare il mondo che c'è Ma mi dimentico che Dovrei vivere senza di te Tu che ne sai Tu dici che Per te l'amore è così Sei scappata di casa giovane E ormai sei qui Sarebbe molto più semplice Per te Se non fosse così Solo quando piangi ti ricordi Che sono qui...
"Cosa non darei per stare su una nuvola."
Vasco Rossi
✨
Vivere (anche se sei morto dentro)
Avevo sedici anni e nove mesi quando il mio mondo andò completamente in frantumi, quando la tenebra di una sofferenza troppo più grande e troppo più forte di me mi avvolse. Sedici anni e nove mesi quando mio padre chiuse gli occhi per l'ultima volta. Mi ritrovai disperato e solo nel mio dolore. E fu più o meno in quel periodo che, per puro caso e frugando fra le cassette di mia sorella, trovai un libricino con su scritti testi di canzoni il cui titolo non mi diceva nulla. Li lessi senza sapere di chi fossero. Alcuni erano scanzonati, altri tristi e riflessivi. Ricordo quanto ci rimasi male nello scoprire che appartenevano a un cantante che detestavo, dall'alto del mio piedistallo fatto di Pink Floyd, di Doors, di Led Zeppelin: si trattava di Vasco Rossi, uno dei più bistrattati da quarant'anni a questa parte. Fu un amore forte, immediato e ragionato. Due anni più tardi piangevo a Imola, gridando che vivere era sperare di star meglio, che era come un comandamento, che vivere bisognava anche se si era morti dentro come lo ero io. Piansi tutte le mie lacrime, quella sera, guardai le stelle e pensai a mio padre. Era a lui che gridavo “Vivere!“, insieme ad oltre centomila persone, come fosse una gigantesca comunione emozionale. L'altra sera, ascoltando fuori dal parco Ferrari l'anteprima del concerto, ho provato un brivido quando quella voce roca ha intonato la canzone in questione. Con la mia compagna accanto ho ricordato quante volte, ai concerti o tappato nella mia camera, ho cantato quei versi ripensando a quello che provocavano in me. Vasco non lo ascolto più da un pezzo ma l'ho amato e l'amore non si rinnega mai. Posso dire di aver amato Vasco nonostante Vasco. Con buona pace di chi lo detesta a prescindere come facevo io, l'ho amato. E auguro a lui e a tutti i presenti questa sera tutta l'emozione che la musica sa regalare.
Ho bisogno di te Ma è un bisogno diverso È che senza di te Io mi sento disperso
Dimenticarsi, Vasco Rossi
Io non riesco a spiegarmi perché ai concerti c'è questa abitudine della gente di cantare le canzoni facendo quel gesto col braccio teso in avanti come se spargessero mortacci tua